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cultura

"Occhi allo Specchio". Descrizioni dal vero Orvieto-Montecchio - 11

domenica 10 settembre 2017
"Occhi allo Specchio". Descrizioni dal vero Orvieto-Montecchio - 11

Quelle che state per leggere sono parole di studenti delle scuole medie, nella fattispecie della 2D del “L.Signorelli” di Orvieto e della 1C e 2C del “M.Buonarroti” di Montecchio. Ma sono strani testi, diciamolo subito. Strani perché non vengono dai banchi di scuola: sono stati scritti in strada, in piazza, in un angolo, al mercato, ai giardini, in un negozio, al bar. Fuori. In precario equilibrio. Strani perché abbiamo chiesto ai nostri alunni di descrivere persone di un’altra città: i ragazzi di Montecchio sono andati sulla rupe a cogliere gli orvietani, e viceversa. Strani perché gli abbiamo detto di provare a non farsi vedere, a osservare la vita dall’esterno, a nascondersi tra le zolle (diceva qualcuno), impicciarsi degli altri e immaginare quello che i sensi non riescono a percepire. Insomma, a diventare scrittori. Che è un po’ diverso da fare un semplice esercizio scolastico. Ecco, questo è il risultato di queste due sedute scambievoli di descrizioni dal vero. Leggendole, noi ci siamo a volte divertiti e a volte commossi. Sempre ci siamo sentiti orgogliosi di questi ragazzi. Buona lettura!

Prof.ri Alessandra Bennati e Andrea Caponeri

IMMERSO IN UN MONDO INCANTATO

Geppetto esiste davvero!
Ah no, aspetta non è lui, però gli assomiglia tantissimo!
E’ strabiliante. Questo signore è uguale al nonno di Pinocchio: anziano, con capelli di un biondo spento e riflessi bianchi.
Indosso porta delle bretelle rosse con sotto una camicia chiara. I pantaloni sono blu, larghi e con le tasche pieni di attrezzi, come se fosse un operaio, quindi non so bene come definire il suo abbigliamento.
Oltre all’aspetto mi ha colpito il negozio nel quale lo incontro, chiamato “Il mago di Oz”, che credo sia suo perchè sta appendendo dei quadri. Tutte le persone che passano rimangono incantate. E una di quelle sono io. E’ un altro mondo, una dimensione parallela, ci sono moltissimi oggetti strani e fantasiosi, mai visti prima. Ad esempio, all’entrata ci sono delle piccole lampade viola e blu che mi ricordano “Alice nel paese delle meraviglie”. Forse ha aperto questo negozio perchè non è soddisfatto di questo mondo, tra guerre, attacchi terroristici, persone maleducate...chissà. E quindi ha deciso di costruire questo piccolo universo creato con oggetti di fantasia; e non solo.
Guardando attentamente la vetrina, noto dei piccoli vagoni di treno, visto che sembrano vecchi, magari non sono in vendita ma sono solo esposti per farli osservare: forse sono stati fatti da suo nonno, che ora non c’è più e lui, per ricordarlo, mette in mostra i suoi capolavori.
Mi dà l’impressione di essere un signore allegro, spensierato e un po’ folle, come me da bambina quando volevo imparare a volare e la mamma mi diceva che noi umani non possediamo questa capacità e ci rimanevo male.
Penso sia anche lui così. Probabilmente aveva un sogno che gli è stato impedito di far diventare realtà e ha aperto il negozio per realizzare uno dei desideri che aveva da bambino.

Claudia Sabatini, II C
A.S. 2016-2017
"M. Buonarroti", Montecchio

L'UOMO FELICE

Questo signore ha circa sessanta anni e si sta recando verso il bar della città. Ha un sorriso inciso sulla faccia, sembra molto felice, qualche volta si ferma per parlare con qualche anziano, non sento molto bene ma sembra che faccia delle battute, infatti si sentono delle risate grasse. Tiene spesso le mani dietro alla schiena, sembra che stia pensando a una cosa molto bella perchè è da quando che ho cominciato a seguirlo che ride. E’ felice.
Quando arriva al bar, si siede vicino a dei suoi amici e iniziano a parlare della Juventus.

Penso di stare troppo vicino al signore, perchè è da molto tempo che ha cominciato a guardarmi senza sorridere, e così comincio ad allontanarmi per non dare troppo sull'occhio. Sembra una persona molto per bene: indossa una camicia azzurra e dei jeans, e sulla faccia si possono notare i suoi occhiali da vista tipici di un signore anziano.

Dopo qualche minuto, si alza dalla sedia e se ne va salutando i suoi amici, poi si incammina verso il centro di Montecchio: dopo aver attraversato vari e stretti vicoli del paese, ci troviamo vicino all'alimentari dove il signore entra. Saluta gentilmente il venditore e chiede qualcosa, però non so di preciso cosa ha chiesto, perchè sto troppo lontano dall'uomo. Una volta uscito dal locale, penso che si diriga verso casa.

Durante il viaggio verso casa, noto che in una mano gli manca un dito: penso subito che quel pollice mancante sia dovuto a un problema della nascita, oppure a un taglio, oppure è stato causato da un incidente in macchina. Mi dispiace molto per questo signore, ma nonostante questo, il signore sembra una persona molto onesta, gentile, molto simpatica, infatti dopo quest'accaduto il signore continua ad avere un bellissimo sorriso inciso sulla faccia e soprattutto riesce ancora a star bene.

Francesco Mechilli, II D
A.S. 2016-2017
"L. Signorelli", Orvieto

 

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