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"La terra al centro dell'universo". Parrano racconta la storia delle sue famiglie

martedì 9 luglio 2019
"La terra al centro dell'universo". Parrano racconta la storia delle sue famiglie

"Storie di Uomini e di Donne". La presentazione a Parrano di sabato 13 luglio alle ore 18 de "La terra al centro dell’universo. Storia genealogica della famiglia Cherubini dalla Villa di Parrano" di Roberto Cherubini sarà un’occasione di approfondimento e di festa per le famiglie storiche parranesi, quelle che nei secoli sono riuscite a continuare a vivere nei propri luoghi di origine, quelli dell’Alto Orvietano, e a dare continuità alla propria denominazione.

"Si parlerà non solo dei Cherubini dalla Villa - fa sapere Roberto Cherubini - ma di una cinquantina di famiglie, di cognomi, che nei secoli con le proprie fatiche e sacrifici hanno fatto la storia del nostro territorio, lontano dai riflettori e dalle pagine della narrazione ufficiale".

Con l’autore, che si avvarrà di ricerche portate avanti negli anni e oggi pubblicate in un e-book che sarà presentato nel corso dell’evento, ne parleranno - in un incontro moderato dalla giornalista Livia Di Schino - il vicesindaco Isabella Tedeschini e l’ideatore del Festival del Medioevo Federico Fioravanti. Il pomeriggio dedicato agli studi genealogici infatti, si pone nella tre giorni della "Festa Medievale" in programma a Parrano da venerdì 12 a domenica 14 luglio.

Come nasce l’idea di questo libro?
"L’idea del volume è nata dall’esigenza di riassumere la ricerca iniziata nel 2006, che negli anni mi ha impegnato senza momenti di discontinuità temporale: non c’è stato mai un mese nel quale non mi sia dedicato a questo lavoro".


Da cosa nasce il suo interesse per il passato, per la genealogia?
"Scoprire chi sono: noi tutti siamo la somma, il risultato, l’incontro dei nostri antenati. Io volevo sapere chi erano, ma non limitarmi ai nomi. Volevo avere un’immagine tridimensionale del mio passato, conoscere questi uomini e donne perché io sono parte di loro. Questo mio interesse mi è stato trasmesso da mio zio Dino (al quale ho dedicato il libro), che quando ero piccolo mi ha arricchito attraverso i suoi racconti, che potevano contare su una grande memoria e che arrivavano al suo bisnonno Tommaso. Inoltre, sempre quando ero bambino e frequentavo la scuola elementare, vidi a Monteleone d’Orvieto l’albero genealogico della famiglia Angeli. Una scoperta, un incontro, che è rimasto indelebile in me, proprio come quel nome che lessi: Giovan Battista. In realtà, poi, ho scoperto di avere anche io un Giovan Battista tra i miei antenati".

Di questi antenati che ha scoperto e che oggi ci racconta, ce ne è uno che si sente particolarmente vicino?
"Tra le pagine de 'La terra al centro dell’universo' ci sono tutte storie che, a causa di secoli di presunto analfabetismo dei miei antenati, ho ricostruito grazie a una documentazione indiretta. Per dare corpo e prospettiva ho studiato il contesto, che nei secoli naturalmente è cambiato, proprio come gli stili di vita. Sono rimasto particolarmente colpito da Gasparre (1530 c.a. – 1600 c.a.), committente di un affresco che mi sono ritrovato a fotografare nella Chiesa del Marocolo di Frattaguida. In un suo ex voto, nell’immagine di un uomo inginocchiato alla sinistra di Santa Lucia, mi sono trovato a scorgere, ad immaginare (visto lo stato di conservazione dell’opera), quello che ad oggi è il mio avo più antico. Accanto a quello di Carubino".

"La terra al centro dell’universo". Perché questo titolo?
"Potrei far riferimento almeno a tre motivi: il primo perché la terra (rigorosamente con la t minuscola), che rappresenta l’agricoltura, era al centro del mondo dei miei antenati; in passato, inoltre, si credeva che la Terra fosse al centro di tutto e poi, nel ’94, avevo un planetario virtuale che in inglese si chiamava così… e mi sono sempre detto che se un giorno avessi scritto un libro avrebbe portato questa denominazione, ma non avrei mai potuto immaginare di cosa avrei trattato…".

Foto: Roberto Cherubini

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