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cultura

"Piazza, bella piazza. Indagine di uno spazio" - 3

domenica 7 luglio 2019
"Piazza, bella piazza. Indagine di uno spazio" - 3

IL POZZO IMMAGINATO
Tutti gli oggetti hanno una storia. Alla gente interessa sempre la storia delle grandi costruzioni, tipo Piazza del Popolo, quando invece anche nelle piccole cose si può scoprire il passato, si può costruire una storia. Oggi io dovrei descrivere un oggetto di Piazza del Popolo e indovinate un po’? Mi voglio soffermare su una cosa che passa inosservata, non viene considerata: il Pozzo. Questo oggetto ha una posizione sfavorevole per me, è infatti posizionato a pochi metri dall’imponente Palazzo del Capitano e le persone corrono ad ammirare la bellezza della costruzione, senza guardare il pozzo; certo, ancora oggi, alcuni prendono le monete, esprimono un desiderio e puff, le buttano dentro all’antico recipiente d’acqua. L’oggetto è davvero molto vecchio, perché i blocchi di pietra, con cui è costruito, sono consumati, si sono un po’ erosi; è di dimensioni medie e l’enorme foro su cui un tempo c’era l’acqua, è coperto da una rete ormai arrugginita, per non far cadere qualcosa dentro. La costruzione è posta su qualche scalino, costruito appositamente per il pozzo. Un dettaglio che non so proprio a cosa serva è la struttura di ferro arrugginito a forma di arco che sta sopra il pozzo. A  nessuno interessa sapere la storia dell’oggetto perché tanto la sanno tutti: questo grande recipiente serviva per attingere l’acqua; ma andiamo, un po’ di immaginazione non si può usare? Magari durante le cerimonie, il foro veniva coperto con un gigantesco blocco di pietra e lì si sedevano gli sposi; oppure, anche se è crudele, ci buttavano dentro gli schiavi e li facevano morire, o nelle stagioni calde il pozzo fungeva da pentola e ci buttavano la pasta; o poteva anche essere un acquario per i pesci. Mi ricordo che quando ero piccola pensavo che dentro a questo pozzo c’erano dei coccodrilli e che la rete serviva per non farli scappare. Insomma, questo pozzo mi accompagna sin dall’infanzia e spero che non verrà demolito o buttato giù, perché è un pezzo di storia della mia città.
FRIDA CECCHETTO, classe 1D, a.s 2018-’19

 


DETTAGLI RIVELATORI
Il Palazzo del Popolo attrae descrittori grandi o "piccoli", ma alcuni dettagli o non sono stati spiegati bene o non sono stati mai descritti.  Girando intorno al palazzo per cercare dei particolari, ho notato una pietra nella faccia frontale che ha un anellino messo dentro al volume della pietra: questa pietra sembra instabile, forse quando il palazzo era sotto assedio e i nemici dovevano scalare le mura, vedevano l'anellino e ci infilavano la corda per arrampicarsi facilmente, ma il blocco si staccava gli cadeva addosso e dal buco spuntavano le balestre per scacciare i nemici. Un altro oggetto che ho notato è un tubo, sempre sulla faccia frontale, che è collegato all'interno del palazzo, forse serviva per gettare fuori olio bollente per ustionare i nemici. Oppure per rifornire l'aria in una stanza segreta, o per buttare dei rifiuti e acqua sporca fuori. Poi ci sono degli oggetti di metallo a forma di serpente, che forse servivano ad appoggiare le balestre in modo che era più facile scoccare. Un'altra cosa che mi incuriosisce è che le mura che sostengono questi serpenti metallici sono basse e quindi quando un nemico scoccava la freccia e il soldato doveva ripararsi, si doveva praticamente sdraiare, se l'avessero fatte più alte si doveva solo abbassare. 
TOMMASO GRIGGS, classe 1D, a.s 2018-’19


INTERNO DI FAMIGLIA
Davanti a me c’è un bassorilievo, sopra la porta della chiesa. Questa scultura fa notare quattro personaggi: il piccolo Gesù, Giuseppe, Maria  e un angelo che guarda con amore la piccola famiglia. Le vesti delle persone raffigurate sono molto eleganti, soprattutto il velo della donna, che dà la sensazione di essere fatto da lei con le sue mani delicate. Il bambino invece è nudo, però la madre lo riscalda tenendolo in braccio. Dei fiori li circondano, svolazzano intorno come se li volessero proteggere dal male, dagli spiriti maligni. Questi personaggi hanno un viso particolare, perché sono incantati da Gesù, che sembra sorrida a tutte le persone che passano davanti alla chiesa. Chissà chi lo avrà creato, forse un credente artigiano che volle dedicare questo bassorilievo a Gesù e alla sua famiglia, oppure un benestante generoso che decise di far costruire una scultura dedicata ai fedeli e ai bambini poveri perché sapeva che Gesù li avrebbe protetti. Forse dopo la morte di questo signore, i cittadini hanno deciso di sistemare la sua opera d’arte su una chiesa per ricordare quello che ha fatto per la loro città. Questa creazione ha tante cose da raccontare, sicuramente tutte belle, ma se qualcuno le sa, me le farò dire con piacere.
OTTAVIA ROSATI, classe 1D, a.s 2018-’19

IL PROGETTO, LE PUNTATE PRECEDENTI
1. "Piazza, bella piazza. Indagine di uno spazio"
2. "Piazza, bella piazza. Indagine di uno spazio"

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