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Minoranza sulla discarica Le Crete: "Ambientalisti a corrente alternata"

lunedì 13 gennaio 2020
Minoranza sulla discarica Le Crete: "Ambientalisti a corrente alternata"

"Sorprendono le ultime dichiarazioni del sindaco, Roberta Tardani, in materia di rifiuti, soprattutto quelle relative  alla delibera AURI n. 60 del 17/12/2019 con la quale si è proceduto alla programmazione dei flussi di rifiuti urbani per l’anno 2020. La notizia è ormai circolata e nota a tutti: arriveranno nella discarica Le Crete 7.000 tonnellate di rifiuti in più rispetto agli altri anni e non per un aumento del fabbisogno del Sub Ambito 4 (Ternano) ma per una richiesta di 'soccorso impiantistico' dovuto al fermo impianto di Ponte Rio per lavori di adeguamento.

Ora, anche ammesso che 7.000 tonnellate non costituiscano un aumento esorbitante, sta di certo che andranno comunque ad incidere sulla vita utile della nostra discarica rendendo inefficiente  tutto il lavoro che in questi anni ha visto il nostro Ambito seguire una politica di riduzione progressiva dello smaltimento dei rifiuti in discarica, garantendone l’autosufficienza e rendendolo  un ambito virtuoso nei confronti degli altri sub ambiti regionali.

Finora, almeno nei  cinque anni della passata amministrazione, non un centimetro cubo di spazzatura proveniente da fuori l’Ambito 4 era stato depositato in dimora presso la discarica Le Crete! E quando si era paventato tale rischio a causa di inadempimenti su adeguamenti  richiesti dalla regione presso i siti di Borgogiglione, ci siamo opposti con forza per impedire che Orvieto andasse in soccorso di chi in questi anni aveva trascurato  di provvedere ad impostare una politica virtuosa dei rifiuti come richiesto dagli stessi atti predisposti dalla regione.

Se oggi, infatti, come si legge sempre nella delibera n. 60, è presumibile che non saranno conseguiti gli obiettivi stabiliti dalla D.G.R. 1409/2018 per l’annualità 2020, quali rassicurazioni il Comune di Orvieto ha richiesto ed ottenuto per far sì che le criticità che permangono nel Sub Ambito n. 2 - dove si registra tuttora la carenza dell’impiantistica per la fase di biostabilizzazione del sottovaglio (FORSU) prodotto dall’impianto di selezione del rifiuto indifferenziato di Ponte Rio - possano essere risolte nel primo semestre del 2020?

Quali le azioni pensate per poter concretamente evitare ulteriori conferimenti presso la nostra discarica? Ma ancora: dove sono tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto, gridando e sbraitando, offrendo passerella a parlamentari amici in piazze organizzate da associazioni e giornalisti, che si doveva lavorare per scongiurare il rischio che la discarica di Orvieto potesse diventare la discarica dell’Umbria? Dove sono finiti tutti questi soggetti, oggi che davvero i rifiuti di altri ambiti regionali fanno accesso presso la discarica di Orvieto? Nessuno sembra avere magicamente più nulla da temere, anzi, addirittura quelle stesse persone invitano, oggi, a non fare allarmismi!

Anche per questi motivi, di palese strumentalizzazione della realtà e dei fatti, da parte degli ambientalisti a corrente alternata, saremo ancor più  vigili e determinati a chiedere chiarimenti all’amministrazione mantenendo alta l’attenzione sul tema dei rifiuti e sulla loro gestione per scongiurare il rischio che la discarica Le Crete possa diventare strumento per giustificare ritardi ed omissioni frutto di  una totale mancanza di programmazione ed inadempienze".

Martina Mescolini, Federico Giovannini (Pd)
Cristina Croce (Siamo Orvieto)
Giuseppe Germani (Orvieto Civica e Riformista)

 


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