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"Il nuovo Piano sanitario regionale conferma l'Ospedale di Orvieto nella rete dell'emergenza-urgenza"

giovedì 9 agosto 2018
"Il nuovo Piano sanitario regionale conferma l'Ospedale di Orvieto nella rete dell'emergenza-urgenza"

Il presidio ospedaliero “Santa Maria della Stella” di Orvieto resta nella rete dell’Emergenza-Urgenza del nuovo Piano Sanitario Regionale dell’Umbria. Saranno potenziati, inoltre, i servizi sanitari del territorio Orvietano. Presso il nosocomio orvietano procede l’azione finalizzata alla copertura, entro l’anno, di tutti i primariati e dell’organico sanitario ed infermieristico. Avanza anche il piano di adeguamento delle tecnologie a partire dalla nuova TAC e Risonanza Magnetica Nucleare. Tra il 2018 e il primo semestre 2019 tutta la diagnostica sarà sostituita, rinnovata e potenziata.

Sono alcune delle certezze emerse dalla Conferenza dei Sindaci della Zona Sociale n. 12 dell’Orvietano che si è riunita, come annunciato, nel pomeriggio di martedì 7 agosto presso il Comune di Orvieto (capofila) e presieduta dal Sindaco, Giuseppe Germani, a cui hanno partecipato l’Assessore Regionale alla Sanità, Luca Barberini e il Direttore Generale della AUSL Umbria2, Imolo Fiaschini; presenti Roberta Cotigni, Assessore comunale alla Sanità, Pietro Manzi, neo Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero “Santa Maria della Stella” e Teresa Manuela Urbani, Direttore del Distretto Territoriale ULS/Umbria 2 Orvieto. All’ordine del giorno le varie tematiche ancora aperte che riguardano la sanità nel nostro territorio, non solo quelle relative al presidio ospedaliero ma anche quelle inerenti i servizi territoriali nel contesto di “Area Interna – Sud-Ovest Orvietano” dell’Umbria.

“Un incontro che ho voluto fortemente per avere un confronto più stringente tra territorio e vertici della sanità umbra – ha detto in apertura l’Assessore Roberta Cotigni – per capire in quale direzione andranno tutte le scelte e per rappresentare quelle del nostro territorio nel nuovo Piano Sanitario Regionale che vedrà la luce entro l’anno. Come amministratori vogliamo capire in quale direzione andrà il nostro nosocomio e le scelte conseguenti: se dovrà essere presidio di primo livello, allora dovranno essere date risposte in materia di personale e di attrezzature a partire dalla installazione della nuova Tac e Risonanza Magnetica Nucleare. La fase di aziendalizzazione del presidio non si è ancora completata quindi dobbiamo capire cosa si deve ancora fare. Non meno importante è la questione sociale. C’è poi la questione dei vaccini e su tutto l’esigenza di ricreare la fiducia nei cittadini”.

Temi su cui anche il Sindaco, Germani ha evidenziato che “in questo territorio il comparto della sanità costituisce l’azienda più importante. Come amministratori, pertanto, siamo tutti tenuti ad essere più puntuali sui problemi. I Sindaci dei Comuni sono punto di riferimento per i cittadini che, purtroppo, per tutta una serie di ragioni e meccanismi che amplificano le criticità, non percepiscono la vicinanza del sistema della sanità locale dove tendono a passare più i disservizi che i servizi reali. Servizi che invece ci sono e sono di qualità, come dimostrano le soluzioni in atto per risolvere il problema della carenze di personale che non ha comunque mai compromesso le prestazioni, quindi occorre anche creare un sistema di comunicazione più puntuale”.

Nei successivi interventi dei Sindaci dei Comuni dell’Orvietano, e loro delegati, sono state poi affrontate varie tematiche quali:
- la realizzazione della “Casa della Salute” a Fabro, struttura importante della medicina di territorio e presidio di continuità assistenziale H24 per molte patologie e utile filtro, prima dell’avvio in ospedale. Struttura che è in corso di progettazione da parte della AUSL e che avrà attuazione con i fondi delle “Aree Interne”, trasferiti dal Ministero alla Regione;
- far partire la medicina di territorio a Montegabbione anche a seguito delle sorti del pronto soccorso dell’Ospedale di Città della Pieve;
- una migliore organizzazione e omogeneizzazione dei servizi sanitari e sociali nei territori vasti di Baschi e Montecchio dove ci sono aree a rischio di spopolamento (inserite nell’area Interna Sud-Ovest Orvietano) che, per via delle diversità orografiche e dei collegamenti rispetto all’alto orvietano, hanno bisogno di una maggiore copertura (in questo caso i rappresentanti dei due comuni, pur riconoscendo gli standard notevoli della sanità umbra, hanno sottolineato l’esigenza di dare una rapida soluzione al problema delle liste d’attesa e alla rivisitazione del sistema dei RAO, oltre che alla eliminazione dei “codici bianchi” in Pronto Soccorso);
- la RSA nel territorio di Castelviscardo. Tema, questo delle RSA, rispetto al quale la Regione delibererà entro il prossimo mese di settembre l’inserimento dei cosiddetti “nuclei sanitari rafforzati” per dare riposte alle complessità e agli stati vegetativi.
- gli interventi sul sociale attraverso il piano per la non autosufficienza / PRINA.
Quesiti ai quali, il Direttore Generale della AUSL, Imolo Fiaschini, ha risposto fornendo i dati ed un quadro generale nazionale, regionale e locale delle professionalità sanitarie.

“Un primo dato eloquente è che in Italia mancano 4 mila anestesisti – ha esordito - in due anni e mezzo all’Ospedale di Orvieto sono stati movimentati più di 160 medici, oltre 80 dei quali però in uscita essendo state riaperte le assunzioni nel Lazio. Nonostante ciò, stiamo lavorando per assicurare la copertura dei servizi e comunque, sulle prestazioni ambulatoriali specialistiche che hanno scontato questo gap, piuttosto che chiudere un reparto ospedaliero abbiamo assicurato il servizio anche se con personale ridotto; confidiamo che qualcosa si muova a livello nazionale, per far restare i medici nelle ‘Aree Interne’ anche attivando varie tipologie di incentivi.

Sicuramente ci sono delle criticità da risolvere, ma stiamo lavorando per completare il riordino del presidio ospedaliero con il personale necessario ricorrendo a tutti i mezzi che la legislazione mette a disposizione in tema di assunzioni. Rispetto all’Emergenza tutto il territorio è coperto con infermieri e autisti tutti dipendenti ASL, inoltre, essendo Orvieto un DEA di primo livello ha bisogno di spostamenti rapidi, quindi ci sarà la trasformazione in H24 dei trasporti attraverso una ulteriore convenzione. Nel 2015/2016 le prestazioni sanitarie in ospedale erano scese a 644 mila, risalite a 681 mila nel 2017, pur con una persistente carenza di personale medico, e con una tendenza di 728 mila nel 2018. Gli investimenti in tecnologie e arredi sanitari che già con la precedente direzione avevano impegnato circa 400 mila euro, nel 2015/2016 hanno superato i 500 mila euro (rinnovamento in Endoscopia); nel 2017 è stata sistemata l’area medica con una spesa di 220 mila euro.

Nel 2018 la spesa è nell’ordine di 1,307 mln di euro tra Oculistica, Sale operatorie, Cardiologia, Risonanza Magnetica Nucleare. Per quest’ultima i lavori sono slittati dalla metà di luglio al 27 agosto quando arriverà la RMN mobile e contestualmente inizierà lo smontaggio della vecchia e il montaggio della nuova attrezzatura: da contratto, entro 68 giorni la nuova apparecchiatura sarà in funzione. Grazie ad una richiesta avanzata dalla AUSL alla Regione sarà possibile avere entrambe le TAC (la vecchia e la nuova), per la seconda Tac si sta espletando la gara su Consip che sta sviluppando un accordo quadro nazionale. La consegna è prevista nei primi mesi del 2019. Con Consip si sta espletando un’altra gara per rinnovare le macchine tradizionali di radiologia (gara chiusa entro il 2018).

Nel presidio, inoltre, è stato notevolmente potenziato il Servizio di Vigilanza e c’è una nuova gestione del Servizio Bar. Riguardo i dati di attività: il Pronto Soccorso è certamente in difficoltà, nel 2018 sono stimate 103 mila prestazioni. In questo reparto verranno inseriti 2 nuovi medici perché l’obiettivo è la creazione dell’H24 cardiologico in Pronto Soccorso. La Cardiologia è attualmente in difficoltà con solo 4 unità ma entro fine anno si andrà alla sistemazione; in Anestesia/Rianimazione la dotazione prevista è di 13 anestesisti, attualmente ce ne sono 7 perché, come già detto c’è carenza a livello generale e sovente tali specialisti si trasferiscono in altre sedi, sia per questioni di avvicinamento alle proprie città di origine, sia per aspettative di carriera, creando però oggettivi problemi di riduzione delle sedute operatorie. Anche in questo caso entro la fine di questo mese verrà emessa la graduatoria del concorso, e comunque i concorsi verranno ripetuti fino alla soluzione del problema.

La casistica dei ricoveri è stata in flessione stabile fino al 2017, ma a fine anno 2018 la tendenza si attesta attorno ai 7000, con un fatturato intorno ai 20 mln di euro per l’azienda.
Le nascite calano e riflettono il dato nazionale, ma il Punto Nascita di Orvieto è confermato anche nel nuovo PSR. Quanto ai servizi, sul territorio è stato realizzato un nuovo Consultorio ad Orvieto Scalo, inoltre, si stanno sistemando i locali delle sedi del CIM e SERT”.  La problematica del fabbisogno di medici è stata ribadita anche dall’Assessore Regionale, Luca Barberini il quale ha spiegato che “quest’anno le regioni avevano quantificato un fabbisogno pari a 9.200 medici in specializzazione; il MIUR e il Ministero della Salute ne hanno autorizzati 6.200, cioè 3.000 meno. Questo problema lo abbiamo oggi, ma gli effetti più evidenti si avranno fra 4/5 anni, perché ormai nel nostro Paese il 60% di medici è vicino ai 60 anni. La risposta è stata l’aumento di 58 borse di specializzazione. Un tema urgente quindi, posto a livello nazionale anche in termini di rapporto con le OO.SS. a fronte del fatto che ogni anno dal nostro Paese se ne vanno 250 mila persone.

Il range di bisogno insoddisfatto si trascina da almeno un decennio nel nostro Sistema Paese con carenze in anestesia, pediatria, medicina d’urgenza, cardiologia. Proprio in ragione della scelta lavorativa più vicino casa e di comprensibili garanzie di maggiore crescita e opportunità professionale, viviamo una continua mobilità di medici, tanto che oggi ci sono regioni che stanno riducendo l’attività o chiudendo le strutture ospedaliere più marginali. In Umbria le sale operatorie risentono ovviamente della mancanza di medici anestesisti. Nella zona sud della AUSL2 si è riaperta la concorrenza con le regioni che fino a qualche anno fa non assumevano: il Lazio sta riassumendo e la nostra ASL sta risentendo della partenza di medici che chiedono il trasferimento. Il tema della formazione è quindi la seconda vera barriera tra medicina e specializzazione. Di fatto oggi si rinuncia al 40% di medici che si formano e che stanno parcheggiati per dieci anni nella specializzazione”.

“Piuttosto che avere l’ospedale sotto casa – ha poi precisato - in sanità, deve passare il messaggio che la risposta deve essere positiva, assicurata da una adeguata struttura attrezzata e con una casistica che deve garantire la migliore risposta. È su questo che tutti dobbiamo misurarci. Il nuovo Piano sanitario in uscita entro il 2018 traduce alcune scelte fatte nel passato: riorganizzazione della rete ospedaliera, rafforzamento della prevenzione, potenziamento delle attività sul territorio in accordo con le farmacie, le AFT più vicine ma che hanno dei costi”. Nello specifico dell’Ospedale di Orvieto, Barberini ha assicurato che “nella rete ospedaliera umbra, la posizione di Orvieto è già scritta con dignità di collocazione nella rete Emergenza-Urgenza; su Orvieto, all’interno della rete dell’emergenza-urgenza è difeso e confermato il Punto Nascita. Tra il 2018 e il primo semestre 2019 tutta la diagnostica sarà sostituita, rinnovata e potenziata.

La sfida vera sulla sanità è quella sulle Liste d’Attesa in una regione come la nostra dove si fanno 19 mln di euro solo per l’attività extra-ospedaleria. Rimarchiamo che occorre ragionare seriamente sull’appropriatezza delle prestazioni richieste. Stiamo lavorando alla modifica del Cup Regionale nella direzione di evitare gli stress logistici per anziani, pneoplasie, pediatria dando cioè risposte all’interno dei Distretti. La casistica dei RAO verrà ampliata. Una Sanità, dunque, che da segnali nuovi rispetto al passato. Anche per il Sociale è stato deliberato il potenziamento delle risorse sulla non autosufficienza; ma la battaglia da fare è che ancora oggi il riparto del Fondo Nazionale della non autosufficienza e del Fondo Politiche Sociali nazionali non è stato fatto”.

“Ringrazio il Comune di Orvieto e i Sindaci del territorio per aver promosso questa importante occasione di confronto, estremamente utile – ha aggiunto – il territorio Orvietano è vivace ed ha colto tutte le opportunità anche sul sociale; a tale proposito anticipo un ulteriore bando per il sociale e un nuovo bando per terzo settore. Sul sociale sono stati fatti grandi passi in avanti mettendo al centro della programmazione il protagonismo delle Zone Sociali con una programmazione condivisa. Il buon dialogo fra Amministrazioni e Cittadini è un aspetto fondamentale sicuramente da migliorare. La nostra sfida è quella di portare la sanità, l’assistenza e la prevenzione dentro casa, anche utilizzando le ‘Aree Interne’. E’ questo il futuro della sanità.

Desidero concludere questo importante incontro con i Sindaci dell’Orvietano con un passaggio che riguarda la politica sui vaccini: la norma attuale ha permesso di recuperare dal 3 al 6% la scelta di vaccinare, segno di responsabilità, essendo questo lo strumento che fa prevenzione e salva le vite. La nostra regione continua a difendere tale impostazione rispetto alla soluzione pasticciata che sta emergendo. Il messaggio dell’Umbria è quello di essere disponibili a fare la legge, condivideremo questo percorso con altre regioni e con ANCI”.

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto

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