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Sì al Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare

mercoledì 19 aprile 2017
Sì al Piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare

Tra gli atti obbligatori allegati al Bilancio di Previsione 2017/19, il Consiglio Comunale ha approvato (11 favorevoli, 6 astenuti) l’aggiornamento del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio immobiliare a valere per il prossimo triennio 2017-2019, ovvero, gli immobili inseriti nel Piano stesso entrano a far parte del patrimonio disponibile del Comune.

Bene da valorizzare con finalità culturali previa regolarizzazione dell’intestazione della proprietà in capo al Comune è lo stabile della ex Chiesa di San Francesco in piazza Febei, adiacente la Biblioteca Comunale; sono indicati invece, come beni da alienare: tre terreni in zona artigianale di Ciconia (via delle Acacie), un terreno in località Colonnetta di Prodo (precedentemente utilizzato come acquedotto), una rata di terreno corte della Scuola d’Infanzia Regina Margherita (centro storico) e i locali ubicati al piano terra del complesso ex Zitelle Sperse in via Pecorelli (utilizzati attualmente come magazzini).

L’argomento è stato illustrato dall’Assessore al Patrimonio, Andrea Vincenti il quale ha ricordato che la normativa vigente stabilisce che per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, ciascun ente individua, attraverso apposito elenco, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione.

“E’ con soddisfazione ed orgoglio che presentiamo il primo piano dell’era post predissesto – ha concluso l’Assessore Vincenti – un piano molto sintetico che indica che non c’è più bisogno di vendere i gioielli di famiglia bensì da mantenere a disposizione per le politiche dell’Ente. Invito a riconoscere ad esempio il lavoro fatto su Palazzo Negroni, ex Tribunale, che è emblematico della politica che stiamo attuando. Un esempio tangibile che è la sintesi di quello che noi pensiamo di debba fare del patrimonio pubblico”.

Fonte: Comune di Orvieto


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