politica

Il testo del documento approvato

lunedì 15 febbraio 2016

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DELLA II COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE
Oggetto: “Progetto per la realizzazione di impianti geotermici pilota nella Piana dell'Alfina – Adesione della G.R. dell'Umbria al documento di amministrazioni comunali dell'Umbria e del Lazio recante contrarietà a tale realizzazione – Adozione da parte della Giunta medesima di conseguenti iniziative”
________________________

Premesso che
• in data 3 novembre 2015, è stata presentata all'Assemblea legislativa la mozione n. 218 a firma dei consiglieri Fiorini, Nevi, Ricci, Liberati, Squarta, Leonelli e Rometti, avente ad oggetto: “Progetto per la realizzazione di impianti geotermici pilota nella Piana dell'Alfina – Adesione della G.R. dell'Umbria al documento di amministrazioni comunali dell'Umbria e del Lazio recante contrarietà a tale realizzazione – Adozione da parte della Giunta medesima di conseguenti iniziative”;
• la mozione sopra citata, riproduce il testo completo del documento redatto ad Orvieto in data 9 ottobre 2015 dai Comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d'Orvieto, Orvieto, Forano, San Venanzo, Acquapendente, Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Marta, Montefiascone, Onano, Proceno, San Lorenzo Nuovo, Valentano, il Commissario Straordinario del Comune di Parrano;
• nel citato documento si fa esplicito riferimento al fatto che la questione è all'attenzione del Parlamento, dove il 15 aprile 2015 è stata approvata dalle Commissioni riunite Attività Produttive e Ambiente della Camera dei Deputati una risoluzione, votata all'unanimità da tutte le forze politiche, che tra i numerosi impegni prevedeva di:
◦ avviare le procedure di zonazione del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all'utilizzo della risorsa geotermica, e in linea con la strategia energetica nazionale;
◦ emanare, entro sei mesi “linee guida” a cura dei Ministeri dello sviluppo economico e dell'ambiente, che individuino nell'ambito delle aree idonee di cui al punto precedente anche i criteri generali di valutazione, finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l'attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell'aria, all'induzione di microsismicità;
◦ rilasciare, a seguito dell'emanazione delle linee guida, tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, comprese quelle relative ai procedimenti in corso, nel rispetto delle prescrizioni ivi previste;
• dal documento del 9 ottobre 2015, risulta altresì che l'Assemblea dei comuni sopra citati ha deliberato all'unanimità di:
◦ chiedere ai Ministeri competenti il rispetto di quanto previsto nella Risoluzione parlamentare citata, e, in particolare, i tre punti sopra richiamati;
◦ ribadire agli esecutivi delle Regioni Umbria e Lazio, chiamati alla sottoscrizione dell'intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, che rappresenta l'ultimo atto autorizzativo, la contrarietà dei territori alla realizzazione dei due impianti, ampiamente motivata con numerosi atti trasmessi alle Amministrazioni competenti nel corso di tutto l'iter;
◦ chiedere alle Regioni Umbria e Lazio di esprimere parere negativo nei confronti dei due progetti pilota, e di non sottoscrivere l'intesa;
◦ chiedere di applicare il principio di precauzione, poiché oltre ai dubbi sulla sicurezza dell'impianto, lo sviluppo del territorio è legato alla valorizzazione dell'ambiente, dell'agricoltura nella sua multifimzionalità, dell'enogastronomia e delle emergenze culturali, attività che verrebbero inevitabilmente compromesse dalla presenza di impianti geotermici, così come del resto dalla presenza di altre installazioni non sicure e non armonizzate (come è ad esempio il caso degli impianti eolici di grandi dimensioni), tenuto altresì conto che parte di questi territori sono SIC (Siti di interesse comunitario) e ZPS (Zone di protezione speciale);
◦ elaborare un documento programmatico che contenga, in continuità con quanto già realizzato nei decenni precedenti, le linee di sviluppo socio economico da perseguire nel prossimo futuro, ribadendo così il grande valore ambientale e la presenza di un immenso patrimonio storico culturale;
◦ elaborare, in conformità con la normativa nazionale e regionale in materia energetica, il piano energetico territoriale dell'area interregionale umbro-laziale in oggetto;

atteso che
• la materia è regolata dal D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 22 (Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell'articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99), il cui comma 2 bis dell’art. 3 stabilisce che per la sperimentazione di impianti pilota, come nel caso della Piana dell'Alfina, l'autorità competente a rilasciare il permesso di ricerca è il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Ambiente, che acquisiscono l'intesa con le regioni interessate, in questo caso le Regioni Lazio e Umbria, e, all'atto del rilascio del permesso di ricerca, l'autorità competente stabilisce le condizioni e le modalità con le quali è fatto obbligo al concessionario di procedere alla coltivazione dei fluidi geotermici in caso di esito della ricerca conforme a quanto indicato nella richiesta di permesso di ricerca;
• gli impianti pilota sono definiti all'articolo 1, comma 3-bis del citato D.Lgs. 22/2010. Si tratta di impianti “con reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza, e comunque con emissioni di processo nulle, con potenza nominale installata non superiore a 5 MW per ciascuna centrale, per un impegno complessivo autorizzabile non superiore ai 50 MW; per ogni proponente non possono in ogni caso essere autorizzati più di tre impianti, ciascuno di potenza nominale non superiore a 5 MW. Gli impianti geotermici pilota sono di competenza statale”;

preso atto che
• la vicenda ha preso avvio nel 2011 a seguito della richiesta presentata al Ministero dello Sviluppo economico dalla società ITW-LKW Geotermia Italia S.p.A. per la realizzazione di un progetto pilota per sfruttare la risorsa geotermica nell'Altopiano dell'Alfina, sulla quale la Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (CIRM) nel marzo 2012 ha espresso parere favorevole al prosieguo dell’istanza in relazione agli aspetti tecnici;
• successivamente, nel gennaio 2014, la ITW-LKW Geotermia Italia S.p.A. ha presentato istanza per il solo impianto pilota denominato “Castel Giorgio” ai fini dell’approvazione della variazione del programma lavori per l’aumento di potenza da 3,2 MWe a 5 MWe da immettere nel sistema elettrico, sulla quale la CIRM ha espresso parere favorevole nella seduta nel marzo 2014;
• la Regione dell'Umbria, nell'ambito delle proprie competenze, con Determinazione dirigenziale n. 7896 del 1 ottobre 2014 (ai sensi dell’articolo 25, comma 2 del D.Lgs. 152/2006 e dell’articolo 20, comma 6 della L.R. 12/2010), sul progetto relativo alla realizzazione dell’impianto nel comune di Castel Giorgio ha espresso il parere ambientale alla Procedura di V.I.A., di natura interlocutoria e corredato di prescrizioni e raccomandazioni poiché, dalle istruttorie svolte, è emerso un quadro non unitario delle posizioni e delle valutazioni formulate dai vari soggetti coinvolti nel procedimento;
• dal canto suo il Ministero dell’Ambiente (di concerto con il Ministro dei beni e delle Attività culturali e del turismo), con D.M. 59 del 3 Aprile 2015, ha emanato un provvedimento positivo con prescrizioni di compatibilità ambientale, nella configurazione dell’impianto che prevede l’immissione di 5 MWe nel sistema elettrico, prescrizioni che peraltro prevedono numerose attività di controllo e di verifica dei possibili impatti ambientali relativi alla sperimentazione dell’impianto pilota;
• la Giunta Regionale umbra, con propria deliberazione n. 1006 del 31 agosto 2015 ha disposto una informativa relativa all’Atto di Intesa richiesto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico alla Regione Umbria per il rilascio del Permesso di Ricerca, nella quale ha fatto il punto della situazione e stabilito di convocare un incontro con i comuni del territorio;
• l'incontro previsto nell'informativa sopra citata, si è svolto il 7 settembre 2015, tra l'Assessore regionale competente, Fernanda Cecchini e i Sindaci dei comuni interessati i quali hanno rappresentato le ragioni della loro ferma avversità nei confronti della realizzazione dell’impianto, ragioni peraltro legate alla contrarietà pressoché totale della popolazione, ai pericoli concreti di determinare inquinamento delle falde dell'acquifero dell'Alfina e alla microsismicità connessa ai lavori, e, alla incoerenza di puntare su un simile impianto quando da tempo tutti i comuni del territorio e la stessa Regione hanno lavorato per definire un modello di sviluppo ambientale, eco-sostenibile e di valorizzazione del patrimonio naturale della zona puntando anche sulle opportunità offerte dalle “aree interne” e dalla presenza di importanti zone protette;
• la Giunta regionale con propria successiva deliberazione n. 1429 del 30 novembre 2015, ha provveduto ad aggiornare la situazione con una nuova informativa, dalla quale risulta tra l'altro che:
◦ l'art. 12, comma 3 del D.Lgs. 387/2003, stabilisce che rispetto ad una nuova destinazione d'uso in variante al PRG, l’autorizzazione unica, ove occorra, costituisce variante allo strumento urbanistico;
◦ il D.Lgs. 22/2010 prevede che le opere necessarie per la ricerca e la coltivazione, nonché per il trasporto e la conversione delle risorse geotermiche in terraferma sono dichiarate di pubblica utilità, nonché urgenti ed indifferibili e, laddove necessario, è apposto il vincolo preordinato all'esproprio;
◦ la realizzazione dell'impianto è compatibile con gli strumenti urbanistici del Comune di Castel Giorgio;
◦ dal punto di vista Paesaggistico il complesso della Centrale di produzione elettrica non ricade in ambito sottoposto a tutela paesaggistica e non interessa le aree non idonee di cui al regolamento regionale n. 7/2011 sulle rinnovabili;
◦ poiché l’elettrodotto interessa in parte aree boscate e corsi d’acqua vincolati ai sensi dell’articolo 142 del Codice del paesaggio, il Servizio Regionale competente propone l’interramento della maggior parte del tracciato e propone un parere più restrittivo di quello della Soprintendenza competente;
◦ il Ministro dei beni e delle Attività culturali e del turismo esprime un parere favorevole nel rispetto di varie prescrizioni riferite per la maggior parte agli aspetti archeologici per consentire alla Soprintendenza interessata il controllo in fase di esecuzione degli scavi;
◦ in presenza di un marcato contrasto degli enti locali e di una forte contrarietà di alcuni comitati, nonché della mozione sottoscritta da tutti capigruppo dell’Assemblea legislativa dell’Umbria (Atto n. 218 del 3.11.2015) in cui si esprime la richiesta di formulare parere negativo all’intesa, la Giunta regionale prevede di incaricare il Servizio regionale competente di presentare un documento istruttorio tecnico in merito al progetto oggetto della proposta di Intesa, e, ai fini dell’indirizzo politico, di assumere le proprie determinazioni dopo aver acquisito anche gli elementi che emergeranno dall’Assemblea legislativa;

considerato che
• in questi anni si sono costituiti diversi Comitati, e molte associazioni di cittadini e ambientaliste che si sono espressi in maniera fortemente negativa nei confronti della realizzazione di impianti geotermoelettrici nel territorio dell’Alfina;
• in data 18 giugno 2015, gli stessi comuni della zona (Acquapendente, Allerona, Bolsena, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Grotte di Castro, Montefiascone, Orvieto) e la Provincia di Viterbo hanno depositato ricorso al TAR Lazio contro il provvedimento di compatibilità ambientale e tutti gli atti conseguenti;

considerato altresì che
• l'Assemblea legislativa, con nota prot. n. 7101 del 4 dicembre u.s., ha trasmesso alla II Commissione Consiliare permanente la mozione n. 218 per approfondimenti sull'argomento trattato;
• la II Commissione nella consapevolezza della complessità della materia oggetto della mozione ha subito calendarizzato una serie di audizioni per avere elementi di conoscenza utili a svolgere l'approfondimento richiesto e per comprendere le posizioni delle parti coinvolte nella vicenda invitando i Sindaci, le Associazioni Ambientaliste e i Comitati cittadini del territorio orvietano contrari ai progetti di impianti di geotermia nella piana dell'Alfina, nonché il manager e i consulenti della ITW LKW Geotermia Italia SPA, oltre all'Assessore regionale competente, Fernanda Cecchini, e i funzionari regionali;
• all'audizione del 10 dicembre 2015, hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Castel Giorgio Andrea Garbini, di Allerona Sauro Basili, di Castel Viscardo Daniele Longaroni, di Monteleone d'Orvieto Angelo Larocca, il portavoce dell'Associazione Accademia Kronos nazionale Roberto Minervini, i rappresentanti della Commissionaria Kronos Francesco Messina e Tonino Cardinali, il rappresentante del Comitato di Castel Giorgio Fausto Carotenuto, la ricercatrice dell'INGV Fedora Quattrocchi i quali hanno puntato l'attenzione sul fatto che mancano sufficienti rassicurazioni sulla possibilità di inquinamento delle falde acquifere e di sismicità indotta e non si possono assumere decisioni simili senza tenere conto della volontà della popolazione di queste aree, tutta schierata contro il progetto che non garantisce la salute dei cittadini, ed è in contrasto con la politica di sviluppo e di valorizzazione di quei territori perseguita finora dalla Regione e dagli enti locali;
• all'audizione del 14 dicembre 2015, hanno partecipato il mananger e consigliere delegato della ITW LKW Geotermia Italia SPA Diego Righini, il direttore scientifico e progettista Franco Barberi, il progettista Alberto Bottai, il responsabile delle relazioni esterne Pietro Paluello e i consulenti Stefano Cimicchi, Stefano Fratini, Luciano Mincini e Fabarizio Maria Francesconi, che hanno presentato e illustrato le caratteristiche del progetto pilota, da loro definito totalmente ecocompatibile, unico al mondo, che prevede assenza di immissioni nell’ambiente di prodotti nocivi o con effetto serra, nessun impatto olfattivo nell’ambiente circostante, larga disponibilità di calore per usi termici diretti con ulteriore abbattimento dell’inquinamento da fonti fossili e non produce microsismicità aggiuntiva;
• all'audizione del 17 dicembre ha partecipato l'Assessore Fernanda Cecchini, competente per materia, supportata dai funzionari del Servizio competente della Giunta regionale, che ha riferito sull'iter della pratica e ha chiarito che le autorizzazioni sono in capo al Ministero per lo Sviluppo Economico e al Ministero dell'Ambiente, previa intesa con la Regione Umbria;
• la Commissione ha poi dedicato le sedute del 25 gennaio 2015 e dell'1, 8 e 15 febbraio per valutare gli esiti delle audizioni svolte;

 
La II Commissione consiliare propone all'Assemblea legislativa di impegnare la Giunta regionale a tenere in debita considerazione

a) l'informativa alla Giunta regionale (documento istruttorio a corredo dell'intesa richiesto dal Ministero dello Sviluppo economico alla Regione), consegnato ai componenti della seconda Commissione consiliare nella seduta del 1° febbraio 2016, dal parte dell'Assessore regionale competente;
b) le indicazioni contenute nel documento redatto il 9 ottobre 2015, e sopra citate, a seguito dell'incontro svolto il 7 settembre 2015, tra la Giunta regionale e i sindaci dei comuni interessati;
c) la totale contrarietà espressa con atti ufficiali da parte di tutti gli Enti locali della zona, oltre che dai cittadini e dai numerosi comitati che si sono costituiti per avversare il Progetto per la realizzazione di impianti geotermici pilota nella Piana dell'Alfina, circostanza di cui le istituzioni regionali devono assolutamente tenere conto;
d) che ogni decisione finale sia subordinata al rispetto del principio di precauzione, principio che deve prevalere in tutti gli ambiti che attengono l'interesse della salute della popolazione e della tutela ambientale, come previsto sia dalla normativa nazionale che europea;
e) una specifica regolamentazione della materia in occasione dell'approvazione della Strategia energetico ambientale regionale – nei limiti degli spazi consentiti dalle competenze regionali – al fine di evitare il ripetersi di una simile e difficile vicenda;
f) la possibilità di verificare, prima del rilascio degli atti di sua competenza se ci siano ancora la condizioni per intraprendere un'iniziativa volta alla concertazione tra le parti al fine di giungere ad una soluzione condivisa, e, qualora non si dovesse arrivare ad un punto di incontro, si auspica che gli atti di competenza della Giunta regionale, avvenga nel rispetto della normativa vigente e dell'interesse prevalente dei comuni del territorio e delle comunità coinvolte


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