politica

Insieme per un Cambiamento Progressivo

mercoledì 10 dicembre 2014
Insieme per un Cambiamento Progressivo

Di seguito il testo del documento programmatico presentato dal "Gruppo dei 15" al Coordinamento comunale per la riorganizzazione del Partito Democratico. 

INSIEME PER UN CAMBIAMENTO PROGRESSIVO

La drammatica crisi che ha duramente colpito il nostro Paese e con essa i nostri territori e il nostro sistema produttivo, ci impone di dare risposte concrete a quella che è la priorità decisiva per la ripresa 
economica e sociale di Orvieto: il lavoro. Dalla difesa del nostro sistema manifatturiero, così come dal sostegno alle nostre piccole e medie imprese, senza dimenticare certo le sfide dell’economia verde e della rivoluzione digitale o la valorizzazione delle eccellenze della nostra enogastronomia o le opportunità del turismo, tanti sono i percorsi da sostenere per costruire lavoro duraturo e ricco di diritti.
A settembre è stato presentato il rendiconto del primo semestre 2014 sulle attività sociali dell’Ufficio di Cittadinanza, l’accesso al servizio da parte dei cittadini ha avuto un incremento del 20,8 % . Si potrebbe continuare con i lavoratori in cassa integrazione, che alla fine dello scorso anno raggiungevano le 1000 unità con 400 aziende coinvolte, per via delle chiusure e dello stato di crisi delle imprese artigiane e commerciali .
La collettività avverte un senso di impotenza, di rassegnazione a volte interrotto da fiammate di protesta che non riescono a incidere positivamente nelle scelte. La politica è delegittimata e le istituzioni sono in crisi. I cittadini non trovano più i vecchi partiti, i sindacati, le associazioni e si sentono soli ed indifesi rispetto ad una crisi devastante.
Una vera e propria emergenza sul piano economico e sociale che richiede uno sforzo eccezionale da parte di tutti, una forte coesione sociale, una grande cooperazione tra le varie istituzioni ma soprattutto una nuova cultura che superi l'individualismo sfrenato e scelga la cooperazione e la condivisione.
Zygmunt Bauman, partecipando ad una iniziativa della Conferenza Episcopale Umbra il 6 maggio a Perugia, ha sostenuto : “ Rifkin ha ragione quando ci sollecita a strappare il velo tessuto dalla società consumista mercantile scoprendo le reali alternative, sempre più tangibili : la possibilità di una società basata sulla collaborazione, anziché sulla competizione.”
Rifkin sostiene che si restringe a vista d’occhio il terreno per un’economia guidata dall’avidità di 
guadagno materiale. La vicenda storica di tale economia sta arrivando al capolinea. Sta per 
iniziare l’era della cooperazione e della condivisione. “Nell’era che si approssima, sia il capitalismo, 
sia il socialismo perderanno il dominio che una volta esercitavano in modo esclusivo sulla società, 
in quanto una nuova generazione si identifica sempre di più con il collaborativismo”
Crediamo che per affrontare i problemi colossali che abbiamo di fronte, una crisi drammatica che condanna milioni di uomini e di donne a vivere in condizioni precarie se non disperate, questa è la strada da percorrere.
Ad Orvieto e nel nostro territorio ci sono tutte le condizioni per avviare uno sviluppo nuovo che sappia rispettare e salvaguardare l'ambiente, che guardi alla vita delle persone, allo loro crescita culturale e sociale. Per poter realizzare questa inversione la parola chiave è COOPERARE, CONDIVIDERE, insomma, LAVORARE INSIEME.
Uno degli aspetti più eclatanti delle nostre difficoltà è l'assoluta mancanza di dialogo tra le parti sociali, tra le imprese e le banche, la difficoltà di un rapporto tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Al tempo stesso assistiamo ad una grande vivacità del mondo associativo, del volontariato, delle associazioni caritatevoli.
Con questa Conferenza Programmatica ed Organizzativa, il Partito Democratico di Orvieto deve dare un contributo in questa direzione. Veniamo da anni difficili, che hanno avuto nella crisi finanziaria e politica del Comune di Orvieto la massima rappresentazione.
Questo documento è concepito come un contributo rivolto a tutta la comunità dei democratici e a quanti, anche senza la tessera del Pd, sono interessati a un cambiamento progressivo del partito ed al futuro di Orvieto. Pensiamo al Pd come partito aperto e plurale, come scuola e strumento di democrazia e, anche se siamo ben lontani da questo risultato, testardamente pensiamo che la soluzione debba trovarsi in un ampio confronto di idee e proposte, che parta dai nostri circoli e vada oltre. Siamo convinti che il futuro del Pd non riguardi solo gli iscritti, ma anche i nostri elettori e più in generale il popolo del centrosinistra, che ha sempre fornito prova – quando ne ha avuto l’opportunità – di sentirsi partecipe della nostra vicenda e del nostro progetto politico. Oggi il PD ha troppe responsabilità per tirarsi indietro, deve praticare con forza la via delle riforme profonde e strutturali della società italiana.
Lo deve fare anche ad Orvieto partendo dal programma del centro Sinistra e del sindaco Germani.
Ma quel programma per realizzarsi ha bisogno di anima e gambe che possono venire solo dalla partecipazione consapevole dei cittadini attraverso il sostegno al Pd di Orvieto. Per questo apriamo questo contributo di idee e di impegni con una delle novità scaturite in Consiglio Comunale: promuovere un’idea di Amministrazione Condivisa.
Il tempo della delega completa è finito; sono necessari patti di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale, che rendano l'apporto dei cittadini al governo della città non un fatto episodico o peggio una supplenza rispetto alle mancanze del pubblico, ma un modo di amministrare. Dimostrando con i fatti che l'alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo teoricamente auspicabile, ma anche possibile.
Non vogliamo ripercorrere qui le tante proposte contenute nel programma elettorale che abbiamo presentato agli elettori ottenendone un’ ampia condivisione, ma proponiamo alcuni terreni di lavoro che possano aiutare la nostra Città a riprendere la strada di un cambiamento progressivo e non regressivo.

Dopo l'alluvione, cambiare verso a politiche ed interventi
Sono passati due anni dall'alluvione e molti dei problemi sono ancora lì, come la messa in sicurezza degli abitati, la riqualificazione dell'alveo nel tratto urbano, la razionalizzazione del traffico. Occorrono iniziative per garantire l'effettiva fruizione pubblica della vasta superficie naturalistica, attraverso sistemazioni attrattive e per connettere tra loro il Centro storico, Ciconia, Orvieto Scalo e Sferracavallo. Purtroppo, ancora non si ravvisa un vero cambio di mentalità sull’uso del suolo e sulle politiche di prevenzione e riqualificazione urbana. Molti sono i contributi in tal senso giunti negli ultimi mesi alle istituzioni da parte delle associazioni e, ultimamente da una bella iniziativa organizzata dal circolo PD di Orvieto Scalo.
Da qui bisogna partire per ridisegnare una nuova vita del fiume, per una riqualificazione e messa in sicurezza dei complessi urbani, che deve cogliere appieno l'opportunità dei progetti per le aree interne.

Le eccellenze enogastronomiche orvietane verso Expo 2015
Il governo del territorio non può avere come oggetto solo la disciplina delle trasformazioni fisiche dell’ambiente urbano, ma deve promuovere processi di condivisione dal basso, in un disegno organico che veda la partecipazione corale di una pluralità di soggetti a cominciare, naturalmente, dall’amministrazione locale. Abbiamo una visione olistica del territorio e per questo pensiamo ad un progetto innovativo che faccia interagire le attività economiche con la filiera produttiva, con i fruitori, con il terzo settore, per l'individuazione di un brand territoriale capace di esercitare operazioni di marketing vincenti perché fondate su realtà, di fatto, incontestabili. Per garantire un armonico equilibrio tra gli aspetti fisici, la realtà socio-economica con le sue diverse componenti e le istanze culturali, occorre un coinvolgimento collettivo, l’animazione del territorio in un unico processo creativo, che solo un partito forte e radicato che lavora in collaborazione con l'amministrazione può attuare. Una delle opportunità da cogliere con urgenza è l'Expo 2015; i nostri prodotti eno-gastronomici di eccellente qualità dovranno essere promossi con un unico marchio “Orvieto”. Inoltre, per accedere ai finanziamenti europei 2014-2020, la programmazione dovrà essere concertata con tutti i soggetti interessati al “Progetto delle Aree Interne”.

Un nuovo modello di politiche culturali e del turismo
Pensiamo ad un radicale cambio di mentalità nelle politiche culturali e del Turismo che, se ben progettate e organizzate, consentano in una città ricca di patrimonio artistico, di menti creative e di competenze di settore, di dare un nuovo impulso al mondo del lavoro, creando non solo nuovi posti di lavoro, ma posti di lavoro nuovi, quindi creare nuove figure professionali. Per rilanciare il turismo culturale e la cultura del turismo è importante coordinare le diverse attività e far sì che l’immagine e le singole immagini di Orvieto vadano a toccare i desideri e la sensibilità del turista, lasciando che lo stesso si senta parte di uno stile di vita che solo ad Orvieto può trovare. Un’immagine che gli faccia sognare una vita ricca di sapori, colori, emozioni, che lo porti a desiderare di visitare la nostra città e, una volta vissuta quest’esperienza, gli faccia provare “il mal d’Orvieto.”
Le idee e la partecipazione dei democratici sono le basi su cui ricostruire la vita politica della città; per questo vogliamo vivere la Conferenza programmatica con spirito rivolto, prima di tutto, ai nostri concittadini, per ritrovare quei legami e quella sintonia popolare che hanno dato al Pd, nel momento della sua nascita, una peculiare forza attrattiva.
Nei momenti di crisi convivono pericoli ed opportunità: l’azione politica ci può far avvicinare al pericolo, ma rimanere immobili non può che allontanarci da qualsiasi occasione utile. Consideriamo questa, se pur difficile, l’unica strada.

Nuova scuola per la nuova società inclusiva e multirazziale
Gli obiettivi di Europa 2020 chiedono a tutti gli Stati membri di promuovere una crescita intelligente, inclu­siva e sostenibile. Per il futuro dell’Italia, per tornare ad avere alti tassi di occupazione, produttività e coesione sociale, dobbiamo raggiungere un risultato molto concreto: dimezzare il nostro tasso di dispersione scolastica e triplicare il nu­mero di laureati.
Nel rispetto delle linee guida europee, riteniamo sia indispensabile il rafforzamento della formazione tecnica e professionale per lanciare il brand Orvieto. Pensiamo al potenziamento ed a nuove scuole che tengano insieme l’istruzione tecnica / professionale e la formazione professionale, le imprese, l’università e il mondo della ricerca. Gli istituti devo essere anche vissuti come esperienze di formazione terziaria non solo accademica, devono rispondere sia alle esigenze imprenditoriali locali, sia ad un’offerta di eccellenza, da consolidare nei settori strategici dello sviluppo della nostra città quali: il turismo, l’agricoltura e l’enogastronomia. Per far crescere la consapevolezza e la conoscenza del nostro territorio e delle sue opportunità di sviluppo, occorre, tramite la formazione permanente rivolta ad adulti e ragazzi, far prendere coscienza del nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico.
Nella nostra Regione la presenza scolastica degl’immigrati è pari al 14%, dato tra i più alti in Italia. La scuola ha il dovere di facilitare l’integrazione degli studenti di varie nazionalità e culture e valorizzare le diversità. Il Pd insieme ai Giovani Democratici deve farsi promotore d’iniziative interculturali che agevolino il percorso d’inserimento delle famiglie immigrate nel nostro contesto sociale.

Ambiente come valore fondante
Tutelare e valorizzare l'ambiente e il paesaggio è un discorso ampio che passa da una buona amministrazione a un comportamento consapevole e responsabile del cittadino.
Bisogna avere il coraggio di agire sempre più con un approccio sistemistico nelle azioni e interazioni sociali quotidiane. L'amministrazione può avere un ruolo importante se si impegna affinché i piccoli sforzi dell'individuo riescano a trovare un senso anche su scala più grande e possano essere capitalizzati; nello stesso tempo può svolgere anche un ruolo di sensibilizzazione. Determinati interventi a favore dell'ambiente, inoltre, possono portare anche a dei vantaggi dal punto di vista dello sviluppo economico.

Rifiuti
Lo smaltimento dei rifiuti deve rappresentare la fase finale o meglio residuale di un processo che veda in primis l’esaltazione della raccolta differenziata come sistema portante, come forma non solo civile e necessaria a tutela dell’ambiente, ma anche come possibilità di sviluppo occupazionale ed economico.
A valle della raccolta differenziata, riteniamo infatti sia opportuno capitalizzare gli sforzi con la messa in opera di un impianto di riciclaggio, dando forma concreta al progetto approvato anche a livello Regionale.

Energia
Dovrebbero essere incentivati gli interventi di efficientamento energetico nelle abitazioni e incoraggiate le aziende operanti nell'edilizia che, se fino a qualche anno fa avevano come unico obiettivo la costruzione di nuovi fabbricati, adesso si pongono quello di rivalorizzare e ri-qualificare il patrimonio costruito già esistente.
Tutelare il paesaggio non significa dire di no a tutto; si possono valutare impianti di piccola taglia di produzione energetica da fonti rinnovabili. Due le linee che possono essere perseguite per uno sviluppo corretto delle Energie Rinnovabili (ER) a vantaggio tanto economico quanto ambientale ed occupazionale.
Nel Fotovoltaico, superata la fase che ha visto interessate vaste aree agricole produttive, che tante problematiche ha suscitato, dovrebbe ora favorirsi lo sviluppo dello stesso integrato come sistema finalizzato alla riduzione dei costi, all’uso di un’energia pulita, alla creazione di attività economiche.
Tanto la Pubblica Amministrazione quanto il Privato, troverebbero interesse nell’attuare tali soluzioni in un territorio come quello del nostro comune che consente un rapporto costo/benefici del tutto apprezzabili.
Al pari ogni altra forma di recupero energetico, per dimensione, tecnologia e tipologia compatibile con l’ecosistema Orvieto, dovrebbe essere favorita a valle di una corretta valutazione a saldo positivo costi/benefici; quanto precede a condizione che i parametri prioritari da considerare siano quelli di interesse della Comunità.

Sensibilizzazione al patrimonio ambientale e culturale Orvietano
La sensibilizzazione del cittadino passa anche attraverso la restituzione di un rapporto più vicino con la natura e l'ambiente; in tale senso incentiviamo la realizzazione di piste ciclabili e percorsi verdi. Alcuni dei progetti quali il PAAO (Parco Archelogico Ambientale Orvieto) e quello della mobilità alternativa possono dare avvio ad un’idea di circuito “verde” da estendere su tutto il territorio dell’orvietano. Le nostre risorse storico-archeologico/artistiche, inserite all’interno di questo particolare contesto, verrebbero valorizzate sancendo la simbiosi tra ambiente e cultura, prerogativa della nostra città.

Sociale e sanità priorità dell'agenda pubblica
La sanità ed il sociale, insieme all'istruzione, alla cultura ed alla tutela dell'ambiente sono i pilastri su cui dovrebbe reggersi uno stato moderno.
Il diritto alla salute, tutelato dalla nostra costituzione(art.32), è tra quelli fondamentali
La nostra azione deve essere finalizzata alla realizzazione effettiva di questo diritto.
I continui processi di riordino della sanità regionale, legati al mantenimento dell'equilibrio economico, devono cercare di mantenere la persona al centro di un buon sistema di servizi sanitari, per risolvere gli effettivi bisogni degli individui.
Per realizzare questi obiettivi va ripresa l’idea di istituire veri distretti territoriali.
Il territorio orvietano è tra i più " vecchi" d'Italia. Questo aspetto demografico di non poco conto, ne nasconde però anche altri che non devono essere trascurati, se si vuole avere un livello assistenziale all'altezza:
1) più cronicità;
2) più fragilità;
3) maggiore necessità di risorse da investire nel settore socio-sanitario.
Il solo ospedale non riesce a dare una concreta risposta assistenziale, occorre quindi incrementare e valorizzare  il collegamento tra i servizi territoriali ed ospedalieri per affrontare con più attenzione le problematiche dei pazienti cronici, dando seguito ad un reale potenziamento dell'assistenza domiciliare attraverso la realizzazione di strutture intermedie diurne e residenziali.
Appare non più rinviabile la necessità di riprendere la programmazione socio- sanitaria della zona sociale n.12 area orvietana, sia per definire in modo chiaro il mandato dei servizi assistenziali esistenti, sia per rilanciare una progettualità sostenibile, condivisa a livello regionale, relativa a strutture che insistono nel nostro territorio quali: pediatria-ex ospedale individuata da tempo per un centro diurno con mini alloggi per anziani autosufficienti; completamento dell'ex scuola elementare di Viale I° Maggio; ultimazione della ristrutturazione e funzionalizzazione di San Giorgio; realizzazione della Casa della Salute.
Tutto ciò deve essere accompagnato da un corretto utilizzo delle risorse per una efficace integrazione socio-sanitaria ed assistenziale e dalla promozione di progetti volti all'inserimento e all'integrazione delle fasce deboli nel contesto economico e sociale del nostro territorio( inserimenti lavorativi attraverso lo sviluppo dell'impresa sociale e delle cooperative, diurni semi-residenziali, case di quartiere per non autosufficienti).
Il terzo settore è indubbiamente un valido interlocutore per la gestione dei servizi socio-sanitari in collaborazione con i servizi pubblici.
Si deve intervenire per favorire la cultura socio- sanitaria orientata al "genere" per garantire il benessere psico-fisico delle donne e prevenire e contrastare i fenomeni di violenza nei loro confronti.
E' opportuno promuovere la partecipazione dei cittadini ai processi di costruzione della salute per farli sentire protagonisti di un percorso che tocca da vicino tutti, proprio perché la salute è un bene comune.

I presidi di Stato: dismissioni o nuovo modello?
Orvieto sta perdendo nel corso del tempo presidi molto importanti che aveva acquisito.
Di recente la città ha perso il Tribunale e ciò ha comportato l'esodo giornaliero di avvocati, magistrati, cancellieri e gli stessi cittadini qualora avessero bisogno di rivolgersi all'autorità giudiziaria. Si è persa anche una economia correlata.
La continua politica senza alternative dei tagli e della razionalizzazione delle spese paventa anche quella della probabile chiusura di altri presidi importanti per la città quali: Polizia Postale e Comunicazione , Polizia Ferroviaria, Carcere, Aereonautica, ecc.
La conseguenza è che il territorio orvietano corra il rischio sempre più di essere abbandonato soprattutto sul piano della sicurezza; è noto che la sola presenza dello Stato determina un’azione deterrente nei confronti dell’illegalità ed assume in ogni luogo il ruolo di “educatore civico”. Il venir meno dei presidi comporta, inoltre, la realizzazione di servizi di nuova concezione, che consentano l’accesso telematico, per una semplificazione burocratica e per garantire al cittadino la fruibilità del servizio stesso; questione ad oggi ancora non risolta e quindi non praticabile. Il PD di Orvieto deve farsi promotore di azioni tese alla modernizzazione dei servizi e non alla loro soppressione, il cittadino non deve essere penalizzato .

Legge elettorale regionale
A pochi mesi dalle elezioni regionali, che segneranno una modifica profonda del ruolo e delle funzioni della Regione, Orvieto non può non essere protagonista.
Noi riteniamo che in Umbria si debba accentuare il ruolo dei territori. L'eliminazione dell'ente Provincia spinge alla costituzione di aree vaste gestite da associazioni tra comuni e per Orvieto coinciderà con l’intero territorio Ternano.
Bisogna evitare pastrocchi e contraddizioni.
Auspichiamo che la nuova legge elettorale regionale preveda 4 o 5 collegi in coerenza con le Aree Vaste individuate, convinti che il sistema di voto disegni lo scenario politico e definisca gli ambiti attraverso il quale cresce e si misura una classe dirigente locale. Realizzare una legge elettorale a collegio unico significherebbe tentare una semplificazione pericolosa che indebolirebbe ancor di più il ruolo dei territori e dei corpi intermedi.

Il Partito che vogliamo
La nostra idea di Partito deve vederci impegnati nel realizzare quanto previsto nel Codice Etico e nello Statuto del Pd.
Il Pd nasce come un partito laico e non laicista , del popolo e quindi plurale e realmente democratico, dove non vi siano figli e figliastri, inclusivo.
Un partito vero e non il comitato elettorale del leader, ma neppure burocratico e infeudato da correnti oligarchiche; aperto con le primarie alla partecipazione di simpatizzanti ed elettori ed attraverso tutti gli strumenti partecipativi messi a disposizione dallo Statuto, quali: i Giovani Democratici, la Conferenza delle Donne, i Forum a tema. Il PD è il partito degli iscritti che, mediante gli organismi previsti come i circoli, i circoli ambientali, le assemblee elettive, partecipano ai processi decisionali che riguardano la collettività, il bene comune, traendo una sintesi dalle elaborazioni e dalle proposte scaturite da tutti i livelli partecipativi di elettori, simpatizzanti ed iscritti.

I Circoli devono essere i presidi del Partito sul territorio; è quindi necessario mantenere la loro istituzione ed incentivarne dei nuovi come quelli a tema ambientale. In piena autonomia informano gli iscritti ed i simpatizzanti sulle attività dell'amministrazione comunale, denunciano le criticità e avanzano proposte concrete e fattibili all'amministrazione. Organizzano iniziative per informare e partecipare gli argomenti che interessano il bene comune invitando gli amministratori. Con questo metodo i cittadini si sentiranno protagonisti e partecipi di una chiara azione di Governo e soprattutto non si verificheranno azioni e reazioni scomposte e fraintendimenti pericolosi dovuti ad una comunicazione approssimativa. L'autonomia dei Circoli è sancita dallo Statuto e deve essere valorizzata se si vuole che operino senza condizionamenti.

I segretari dei circoli devono praticare politiche d’inclusione nel rispetto dello Statuto nazionale e regionale e coordinare l’attività politica. Devono essere membri con diritto di voto al coordinamento comunale ed inclusi nella segreteria, per far si che il dialogo tra territorio e dirigenza comunale sia costantemente in relazione.

I tesserati sono il valore aggiunto del Partito; in esso s’identificano e partecipano attivamente ai processi deliberativi, oltre a formulare proposte e progetti; eleggono il proprio segretario.

Il Coordinamento Comunale è l’organo che decide e dirige l’azione politica del partito, seleziona le candidature e indice le primarie per la selezione dei propri candidati; può, in propria autonomia, ampliare la platea sino al limite massimo stabilito dalla commissione congressuale provinciale. Il Pd di Orvieto sente l’esigenza di implementare l’organismo con nuovi membri facenti funzioni, in base ai principi ed agli intenti sanciti nello Statuto del PD che richiamano alla pluralità ed all’inclusione.

La Direzione comunale è organo di esecuzione degli indirizzi del coordinamento comunale ed è organo d’indirizzo politico. Esso, ai sensi del proprio Regolamento, approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, assume le proprie determinazioni attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni politiche e svolge la sua funzione di controllo attraverso interpellanze e interrogazioni al Segretario e ai membri della Segreteria. La Direzione deve essere eletta dal Coordinamento comunale ed è rappresentativa della pluralità espressa dal partito, nel rispetto delle regole della democrazia paritaria prevista per ogni organismo.

I Giovani Democratici: come previsto è riconosciuta loro l’ autonomia di elaborazione politica e il diritto–dovere di concorrere ai processi decisionali del partito; la loro rappresentanza con diritto di voto deve essere quindi presente in tutti gli organismi, ivi compresa la Direzione. Per formare e selezionare una nuova classe dirigente è indispensabile coinvolgere i giovani ad ogni livello decisionale e di elaborazione politica.

La conferenza delle donne permanente è un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici. Il Pd di Orvieto dovrà promuovere la costituzione dell’organismo sia a livello comunale che comprensoriale. La portavoce o sua delegata della conferenza delle donne farà parte di ogni organismo con diritto di voto.

Il Partito Democratico di Orvieto, adottando il metodo della condivisione delle idee, dei progetti e della critica costruttiva tra elettori, simpatizzanti ed iscritti, realizza un equilibrio che porta alla realizzazione della “governance condivisa”. Un processo decisionale autonomo, solitario, senza relazione, produce nella collettività soltanto incomprensioni e percezioni negative poiché subisce passivamente l’ imposizione del potere deliberativo. Un PD che non si relaziona è un partito destinato all’autoreferenzialità ed all’isolamento.

Il “PD che vogliamo” è, dunque, uno spazio politico aperto ad ogni contributo, condiviso e concepito sulla base dei valori che danno luogo alla cooperazione; è uno spazio politico dove nascono le trasformazioni sociali, i cambiamenti progressivi ed una nuova gestione del bene comune che sia in grado di generare effetti positivi sulla qualità della vita del singolo individuo e dell’insieme dei singoli, ovvero, della collettività.


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