politica

L'interrogazione del Senatore Lanutti

lunedì 14 giugno 2010

SENATO DELLA REPUBBLICA-
Legislatura 16 -Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03313

Atto n. 4-03313

Pubblicato il 10 giugno 2010
Seduta n. 394

LANNUTTI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, per i beni e le attività culturali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per il turismo. -

Premesso che:
la città di Orvieto (Terni), che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere, si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, confina con la provincia di Viterbo, nel Lazio, insediata su una rupe di tufo, a 325 metri sul livello del mare. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali;
Orvieto, con 281 chilometri quadrati di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 metri sul livello del mare), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere, parco regionale dell'Umbria nato come area protetta del WWF nel 1990;
la città di Orvieto, con la bellissima cattedrale della diocesi cittadina, il Duomo, capolavoro dell'architettura gotica italiana, la cui facciata, decorata da una grande serie di bassorilievi e sculture realizzati dall'architetto senese Lorenzo Maitani, è gemellata con le città di: Givors ed Avignone (Francia); Maebashi (Giappone); Betlemme (Palestina); Aiken (Stati Uniti d'America); Seinäjoki (Finlandia); Kercem (Malta);
oltre al Duomo altre splendide Chiese catturano l'attenzione dei viaggiatori e dei turisti che arrivano appositamente per mirarne i passati splendori come: la Chiesa di San Giovenale (1004); la Chiesa di Sant'Andrea, costruita sulle rovine di un tempo pagano e di una chiesa paleocristiana; la Chiesa di San Domenico con il Mausoleo del cardinale De Braye realizzato da Arnolfo di Cambio; la Chiesa di San Ludovico e la Chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo;
le caratteristiche bellezze di Orvieto e delle Cattedrali e la sua posizione geografica nel cuore dell'Italia attraggono frotte di turisti che arrivano nella città da ogni parte del mondo, contribuendo in tal modo anche a sostenerne l'economia;
la parte bassa, Orvieto Scalo, è attraversata da una linea ferroviaria ad alta velocità che collega la dorsale tirrenica, da Napoli a Milano, fino a Torino, con la stazione ferroviaria, ed un casello dell'autostrada del Sole, posto a pochi chilometri dalla città, offre la possibilità ai turisti di raggiungere il comprensorio del Tevere;
secondo notizie di stampa, la stazione ferroviaria di Orvieto rischia di chiudere nell'ambito della ristrutturazione aziendale di Ferrovie dello Stato volta alla soppressione di stazioni all'interno della Direzione territoriale produzione di Firenze, la cui giurisdizione ricade anche sul territorio umbro: da Città Pieve fino alla stazione di Attigliano;
oltre a configurare una ulteriore perdita di posti di lavoro, la soppressione del servizio di una stazione ferroviaria strategica andrebbe a colpire migliaia di pendolari (oltre 2.000 giornalieri) che tutti i giorni si muovono tra Roma e Firenze, senza contare i turisti che, mediante la "Porta di Orvieto", come è definita la stazione, utilizzano il treno per raggiungere la città;
sono giunte all'interrogante segnalazioni dei comitati dei pendolari, che cercano di scongiurare il declassamento e la chiusura della stazione di Orvieto, la quale potrebbe configurare un degrado sia dal punto di vista ambientale che nelle condizioni di sicurezza;
la presenza del dirigente movimento, che secondo voci verrebbe soppressa, consente di far uscire e rientrare i treni sulla direttissima, senza perdite di tempo, per rispondere ad eventuali guasti e disfunzioni causati dai ritardi dei treni dei pendolari, che spesso subiscono i disagi più gravi per le proprietà concesse all'alta velocità;

considerato che:
Ferrovie dello Stato e Trenitalia, che sembra abbiano smarrito la principale missione di pubblico servizio inseguendo chimere di tagli ed economie di scala a carico, spesso, dei viaggiatori, hanno anche il dovere di garantire un servizio adeguato all'utenza, posto che alcune scelte strategiche, come la soppressione di alcuni treni, ad esempio il Roma - Nizza ex fiore all'occhiello delle ex FS, hanno creato enormi disagi ai viaggiatori che volevano raggiungere la Costa Azzurra, senza apparenti vantaggi economici per l'ente ferroviario;
a giudizio dell'interrogante, enti che svolgono i servizi pubblici in regime di concessione non possono comportarsi secondo i parametri delle esclusive convenienze economiche, ma sono obbligati a prestare attenzione al cosiddetto "servizio universale", senza mortificare le esigenze dei territori e dei pendolari obbligati spesso a servirsi di servizi la cui qualità spesso lascia a desiderare;
a settembre 2011 il carico di traffico residuo dell'alta velocità sembra verrà occupato dal nuovo operatore, il NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori), con il rischio evidente che, oltre ad Orvieto, anche altre stazioni possano chiudere drasticamente le porte di accesso all'alta velocità, penalizzando ulteriormente i già vessati pendolari che viaggeranno ad andamento lento ed alternato,

si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti, e, in caso affermativo, come intenda intervenire per evitare la chiusura di una stazione importante come Orvieto;
se non ritenga che questa politica finirà per penalizzare proprio la risorse più importanti dell'Italia, costituite dai beni culturali e dal turismo;
se la politica ferroviaria di ferrovie dello Stato e Trenitalia, che negli ultimi due anni sembra aver inflitto ulteriori penalità e disagi ai viaggiatori, specie se pendolari, che, viaggiando in treno anziché in auto, si fanno carico del rispetto dell'ambiente, sia condivisa dal Governo e quali iniziative il Governo intenda assumere per evitare di mortificare l'Umbria e il prezioso bacino di utenza, costituito da pendolari, turisti ed imprese che si servono della stazione di Orvieto.


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