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Apertura straordinaria di dieci chiese-gioiello per la "Giornata del Volontario di Arte Sacra"

giovedì 16 novembre 2017
di Davide Pompei
Apertura straordinaria di dieci chiese-gioiello per la "Giornata del Volontario di Arte Sacra"

Chiese aperte grazie ai volontari dell'associazione "Pietre Vive" che, forti dell'esperienza maturata negli anni, d'intesa con la Diocesi di Orvieto-Todi, si fanno promotori per sabato 18 novembre della seconda edizione della "Giornata del Volontario di Arte Sacra". Un invito, rinnovato, alla scoperta di dieci chiese-gioiello, conservate sulla Rupe e aperte in via straordinaria, con la formula della visita guidata, la mattina dalle 10 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 15 alle 17.

Dopo aver aperto le porte delle Chiese degli Istituti Religiosi Femminili di Orvieto, l'associazione presieduta dalla dottoressa Giovanna Bandinu, adesso schiude quelle della Chiesa Rupestre del Santissimo Crocifisso del Tufo, già nota come Cristo delle Ortiche, raggiungibile attraverso il suggestivo percorso pedonale che scende da Porta Maggiore o da Piazza Generale Cimicchi, lungo l'Anello intorno alla Rupe, che costituisce il Parco Archeologico e Ambientale dell'Orvietano.

Caratterizzata da pianta circolare coperta da volta a cupola e allargata da due piccoli vani, la struttura farà "compagnia" alla Chiesa di Santo Stefano che, risalente al XII secolo e riaperta al culto solo nel 2011 dopo lavori di consolidamento e restauro, conserva al suo interno un affresco rappresentante la Vergine con Bambino e due angeli adoranti attribuito a Nicola Baroni. E poi, la Chiesa di San Domenico, il cui inizio di costruzione risale al 1233.

Quest'ultima grandiosa costruzione a tre navate in parte abbattuta nel 1932 è tra le prime erette in Italia dall'Ordine dei Domenicani. L'opera più nota qui custodita è il Monumento Funebre al Cardinale Guglielmo de Braye, realizzato da Arnolfo di Cambio tra il 1283 e il 1285. Meno nota, ma non meno importante la Cappella Petrucci. E riservano sorprese anche i sotterranei dell'antichissima Chiesa Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo, sorta nel VI secolo sulle rovine di un pre-esistente tempio etrusco nella zona del Foro.

La facciata a quattro spioventi, tripartita da lesene e con rosone centrale, invece, è il risultato dell'intervento del XV secolo, quando nella parte centrale fu apposto l'elegante portale strombato in marmo rosso. Imperdibili i dipinti conservati nella Chiesa di San Lodovico, in Piazza de' Ranieri, il cui assetto attuale che cambiò disposizione e facciata, si deve ad un restauro eseguito nel 1778.

Nei pressi la Chiesa del Buon Gesù, risalente al XVI secolo, appartiene al Fondo Edifici di Culto ed è utilizzata per la liturgia dalle suore di clausura presenti nell'attiguo monastero. Proprietà del pre-esistente monastero delle suore dell'omonimo Ordine, anche la Chiesa di San Bernardino delle Urbaniste, lungo Via Soliana, eretta nel 1666 a ridosso di un altro antichissimo accesso alla città, la Porta Santa Maria, abbandonata sin dal XVI secolo.

E ancora: la Chiesa di San Giuseppe Patrono, a pianta ottagonale, coronata da una cupola non estradossata, poiché nascosta da un semplice tetto a falde. All'interno, in stile tardo Barocco, oltre all'altare maggiore, due altari minori, collocati in altrettante nicchie laterali, decorati con colonne, frontoni ed angeli in stucco policromo.

Costruita – quasi in contemporanea, tra il 1653 e il 1657, su progetto di Cosimo Poli, per volontà dello zio, il cardinale Fausto Poli che di Orvieto fu vescovo – la Chiesa dei Santi Giuseppe e Giacomo degli Scalzi che, insieme a Palazzo Clementini, delimita il perimetro stesso di Piazza Ippolito Scalza e al suo interno conserva cinque altari.

Infine, la Chiesa di San Giovenale, il cui anno di fondazione si fa tradizionalmente risalire al 1004. Edificata, secondo alcuni storici, su un precedente tempio etrusco consacrato a Giove, poi trasformato in una basilica paleocristiana dedicata al primo vescovo di Narni, conserva affreschi a cui un recente restauro ha restituito brillantezza.

Tasselli di quell'immenso patrimonio storico, artistico e religioso, spesso misconosciuto non solo ai visitatori ma anche a chi ad Orvieto ha l'immeritata fortuna di vivere. Meritoria, invece, l'attività che continua a portare avanti, con determinazione e passione, l'associazione nella direzione di valorizzare e promuovere i beni culturali ecclesiastici presenti su tutto il territorio diocesano con costanti ed eterogenee iniziative culturali, sociali e religiose.

Attingendo ad elementi di storia dell'arte, ma anche fede, senso civico e impegno sociale, i volontari che negli anni si sono formati durante i corsi in valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici promossi dall'associazione "Pietre Vive" come "custodi del passato", accoglieranno nei dieci siti individuati tutti coloro che interverranno desiderosi di scoprire, conoscere o semplicemente rivedere urgenze artistiche ed opere architettoniche.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Beni Culturali Diocesi di Orvieto-Todi
Associazione "Pietre Vive"
Piazza Duomo, 19 – Orvieto
0763.341264 – 346.6694560
asspietrevive@libero.it

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