cultura

Oratorio della Misericordia, un piccolo scrigno di grande bellezza

martedì 14 maggio 2019
Oratorio della Misericordia, un piccolo scrigno di grande bellezza

Alla presenza di un nutrito numero di esperti, appassionati ma anche curiosi, venerdì 10 maggio è stato presentato l'annunciato restauro della mostra d’altare dell’Oratorio della Misericordia, una delle preziosità di Orvieto per anni rimasta chiusa all’ammirazione. Di questo si tratta: di uno sguardo che, oltre alla narrazione storica e artistica (portata dalla Associazione "Pietre" Vive nei successivi giorni di sabato 11 e domenica 12 maggio), affascina il visitatore che rimane ammirato tra la pala e la sua ritrovata mostra, dagli affreschi di Salvi Castellucci, agli austeri stalli cinquecenteschi sino al pulpito di fine XVII secolo e alla vicina e antica Chiesa di Sant’Agnese.

Un “piccolo scrigno” di bellezza nel quale oltre all’arte e alla storia, si fondono anche catechesi e pastorale, quel bisogno umano di non essere abbandonati, di stare vicini al prossimo in una delle forme più disperate: la carcerazione e la prossimità dell’esecuzione capitale. In occasione della presentazione, sono intervenuti monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, e il tenente colonnello Guido Barbieri del Nucleo Patrimonio Culturale di Perugia. È seguito il saluto del presidente della confraternita di San Giovanni Decollato della Misericordia don Luca Conticelli che ha ricostruito le fasi del recupero, ringraziando tutti coloro che a vario titolo hanno lavorato e contribuito alla realizzazione dell’iniziativa sino alla presentazione.

Dal punto di vista artistico e storico sono poi intervenute la dottoressa Stefania Furelli, funzionario della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, e la dottoressa Giovanna Bandinu, coordinatrice dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Orvieto-Todi, che hanno portato rilievi artistici di elevato spessore rispetto a tutto l’Oratorio e, in particolare, nei confronti della pala rappresentante una Pietà, posta nella reintegrata mostra dell’altare maggiore da cui era stata smontata quasi quaranta anni fa. L’iniziativa si è conclusa con la presentazione dei lavori da parte della ditta Keorestauro che ha mostrato un video delle fasi di recupero, montaggio e restauro. La sorprendente presenza, ha dimostrato ancora una volta come e quanto questo luogo sia caro agli orvietani, esperti o meno che hanno risposto positivamente alle sollecitazioni storico e artistiche dei relatori, che hanno portato elementi nuovi sulla storia della Confraternita e sul suo patrimonio artistico prodotto in secoli di attività.

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