cultura

L'Annunciazione del Mochi torna in Duomo. Trasporto speciale per le due statue

martedì 12 marzo 2019
di Davide Pompei
L'Annunciazione del Mochi torna in Duomo. Trasporto speciale per le due statue

L'Angelo, realizzato tra il 1603 e il 1605. E poi la Vergine, tra il 1608 e il 1610. Un marmo vivo, che ha continuato a vivere a Palazzo Soliano fino al 1989 e, per lunghissimo tempo, nei magazzini prima di essere ri-esposto al pubblico nel 2006 nell'ex Chiesa di Sant'Agostino, sede distaccata del Museo dell'Opera del Duomo, con l'evento "Le Stanze delle Meraviglie". Per oltre un secolo, almeno, ha atteso di fare ritorno nel contesto originario, ai lati dell'altare maggiore della cattedrale, dal quale, nel 1897, "interventi ideologici di matrice purista", lo avevano rimosso, ripulendo il simbolo di Orvieto di tutto l'apparato iconografico che il Manierismo vi aveva apportato.

La lacuna causata nella ininterrotta continuità della storia, religiosa e artistica, del monumento è, però, gradualmente destinata a colmarsi. È imminente, infatti, la più volte annunciata ricollocazione nella tribuna del gruppo scultoreo dell'Annunciazione realizzato da Francesco Mochi. Per il ritorno lungo la navata centrale del duomo delle dodici monumentali statue degli Apostoli realizzate tra la fine del XVI e l'inizio del XVIII secolo l'iter si annuncia più lungo, oltre che economicamente impegnativo. Per le due figure cristallizzate nello stupore e nel vorticoso moto delle vesti, considerate emblema del Barocco italiano, invece, le operazioni sono già iniziate.

Nella tarda mattinata di lunedì 11 marzo hanno fatto il loro arrivo da Roma i dispositivi di protezione antisismica, molto simili a quelli messi a punto dall'Enea sui Bronzi di Riace, che saranno collocati tra i rispettivi basamenti in marmo integralmente conservati e sottoposti comunque a restauro e le statute. Un brevetto, questo, già applicato ad Orvieto anche al gruppo scultoreo della Maestà e Angeli reggicortina. Il trasporto vero e proprio delle due statue marmoree, invece, avverrà non prima di mercoledì 13 e giovedì 14 marzo. Un'opera d'arte alla volta, in considerazione della delicatezza dell'operazione.

Un trasporto speciale che, tenuto conto anche dell'ingente peso, ha richiesto da parte del Settore Vigilanza del Comune la predisposizione di una serie di provvedimenti relativi alla viabilità e alla sosta. In particolare, per le due giornate dalle 7 alle 20 è fatto divieto assoluto di sosta con rimozione dei veicoli in tutta Piazza San Giovenale per consentire il transito e lo stazionamento dei mezzi necessari al trasporto delle statue, lungo il tragitto Piazza San Giovenale, Via Malabranca, Piazza della Repubblica, Corso Cavour, Via Duomo, Piazza Duomo e viceversa.

A "Il Duomo di Orvieto oggi: per un possibile reinserimento del ciclo scultoreo degli Apostoli e dell'Annunciazione" era stata dedicata nel 2016 un'intera giornata di studi promossa dai Musei Vaticani in collaborazione con l'Opera del Duomo di Orvieto e Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura per esaminare "le tendenze attuali del restauro architettonico nel campo della sistemazione interna dei maggiori edifici di culto". Ma anche "il significato del cosiddetto de-restauro e della sua praticabilità in alcuni casi".

E poi "le vicende dei grandi restauri della cattedrale orvietana tra XIX e XX secolo in relazione alla contemporanea normativa e alle coeve tendenze figurative e critiche", offrendo alcuni saggi delle indagini in corso sul complesso per "meglio comprenderne sia i più significativi elementi d'arredo, sia l'intero organismo architettonico e strutturale". La proposta del reinserimento del ciclo scultoreo all’interno della cattedrale è stata elaborata su basi scientifiche e sulla valutazione della sua reale fattibilità alla luce della consistenza attuale dell’edificio.

Nella foto d'apertura un momento dell'annunciato approfondimento tenuto sabato 9 marzo da Antonio Natali, nell'ambito del 14esimo corso per la formazione di volontari in valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici nella Diocesi di Orvieto-Todi, promosso dall'Associazione "Pietre Vive".

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