cultura

In tanti al Gualterio per la terza Notte Nazionale del Liceo Classico

domenica 13 gennaio 2019
In tanti al Gualterio per la terza Notte Nazionale del Liceo Classico

Hanno risposto davvero in tanti all'invito del Gualterio a partecipare venerdì 11 gennaio alla terza edizione de "La Notte Nazionale del Liceo Classico", l'evento nazionale che ha coinvolto 433 scuole in tutta Italia. Anche ad Orvieto, generazioni di studenti, futuri alunni, genitori, e moltissimi cittadini hanno partecipato per informarsi o anche solo per tornare a vedere le proprie aule, perché gli anni del liceo non si dimenticano e  perché forse si torna a pensare con una visione diversa e più attenta alla scelta della scuola superiore.

Per il tradizionale momento di riflessione su "Le Ragioni del Classico" ha aperto la serata il breve ma efficace video con intervista del prof. Simone Visciola, docente di Storia Contemporanea presso l'Università di Toulon, che ha parlato di spirito critico e “metron”, capacità di giudizio, come obiettivi dell’educazione liceale e del valore formativo delle lingue classiche.

Tra i presenti, anche la vicesindaco Cristina Croce, sua la delega alla pubblica istruzione. La dirigente scolastica Cristiana Casaburo, nel corso dei vari interventi della serata, coadiuvata dalla vicaria di plesso Lorena Frustagatti, ha sottolineato l’importanza di essere vicini alla scuola e di  avere cura della formazione dei ragazzi, compito prioritario di genitori e docenti.

Franco Raimondo Barbabella nel suo intervento ha posto l’attenzione sull’educazione nel nuovo scenario che ci propongono l’evoluzione delle tecnologie e i nuovi modi di comunicare e pensare, con una riflessione su alcuni aspetti negativi dell’attuale sistema, in particolare i criteri dell’aggregazione degli istituti superiori. Il presidente dell’Associazione Ex Alunni del Liceo Classico "F.A. Gualterio" di Orvieto Carlo Carpinelli ha sottolineato l’importanza del metodo, come eredità principale degli studi classici, applicabile in qualunque ambito di studio o di lavoro. 

Bello e pieno di speranza l’intervento di Sara Carpinelli e Stefania Fausto, ideatrici di "Orvieto Cinema Fest", esempio di giovani liceali che trovano nella cultura un modo per suggerire una rinascita della città che, con entusiasmo e tenacia, hanno realizzato un progetto, sapendo coniugare la modernità i nuovi linguaggi con i valori dell’umanesimo, come sottolineato anche dal loro prof. Luca Umena.

 

A testimoniare l'antica tradizione del liceo, la dottoressa Roberta Galli che ne ha illustrato le fasi di sviluppo e istituzione, dalla Legge Casati agli anni '30, quando è avvenuta l’intitolazione al senatore orvietano. Riallestita per l'occasione, anche la mostra fotografica realizzata per celebrare i 150 anni del Liceo Gualterio.

Un affollatissimo primo piano ha accolto i futuri alunni, che hanno potuto porre le loro domande ai liceali del triennio guidati dai rappresentanti di istituto Federica Finetti e Marco Bicchi, tutti concordi nel sottolineare il clima positivo e sfatare le leggende sui pomeriggi di studio disperato o sull’accesso riservato ai soli  e rari “secchioni”.

"Il liceo - hanno spiegato - è una scuola dove lo studio è necessario, ma dove soprattutto si cresce anche attraverso le relazioni". Lo ha testimoniato  anche la presenza sempre più numerosa di ex alunni per l’Amarcord, quest’anno vinto dalla classe  VB, maturità 1986/ 1987, con Alessandra Baffo, Nicoletta Maggi, Cinzia Napoli, Gianfranco Puppola e Daniele Rossi

Una piacevole conferma la professionalità dell’Istituto Alberghiero che ha curato il buffet per la cena,  con il "Live Music" a cura del prof. Felice Rainone, docente di inglese nonché  musicista di provata esperienza, che ha coordinato e accompagnato i brani scelti da tre alunni: Sophia Stangherlin, Isabella Renelli, due voci notevoli, e Francesco Marchini alla chitarra .

Un'ottima anteprima del Laboratorio Musica d’Insieme, che inizierà a febbraio, nobilitata dalla presenza di Rossella Costa, moglie del professore, affermata e bravissima cantante di bossa nova e jazz, che  ha proposto una selezione di cinque brani in cinque lingue diverse, con un omaggio alle origini partenopee, simbolico auspicio per un liceo classico aperto al mondo e non chiuso in una nicchia. 

Una conferma  di eccellenza anche dal Maestro Stefano Benini, che quest’anno ha presentato un saggio del suo lavoro con il gruppo "Cherries on a Swing Set",  di cui fa parte insieme a Daniele Batella, Chiara Dragoni, Sara Paragiani e Veronica Troscia, non perdendo l’occasione di deliziare tutti con la sua ironia. Poesia, creatività e disciplina ferrea, un altro esempio di come gli studi classici possono essere una base importante anche per chi non fa il percorso canonico, per seguire la propria passione, la musica, coniugando tradizione e innovazione, con una ricerca continua.

In conclusione, il lavoro degli studenti intorno al testo proposto dal comitato nazionale, il Fragmentum Grenfellianum, a cura delle docenti  Roberta Menichetti e Valentina Galli, un’occasione per sentire  risuonare la lingua greca e  per  verificare come le voci dei classici parlino ancora, specialmente se il tema è l’amore. 

Si è scelto di proporre il testo in una chiave positiva, interpretando “Il lamento dell’esclusa”, letto da una intensissima e appassionata Federica Finetti, come una scena di riconciliazione, in cui la porta del paraklausythuron  si apre e un offeso Catullo, Lorenzo Macovei, dice  di sperare che l’amore durerà per sempre.  

A fare da cornice alla scena, Maria Manglaviti, una Didone implacabile nel suo dolore, Silvana Nenna, una Saffo fiduciosa in Afrodite, e infine gli alunni della IV ginnasio, Vittoria Ferri, Esther Massino, Vanessa Patassini, Gaia Montesanti, M. Letizia Santi, Marta Pelorosso e Federico Ceccarelli che hanno letto come coro  la bellissima similitudine che segue l’incontro di Ulisse e Penelope nel  XXIII libro dell’Odissea.

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