cultura

Il Giglio d'Oro di Marcello Conticelli torna a Orvieto dall'India dopo 54 anni

giovedì 22 novembre 2018
di Davide Pompei
Il Giglio d'Oro di Marcello Conticelli torna a Orvieto dall'India dopo 54 anni

Una corrispondenza virtuale, avviata a fine agosto e tuttora in corso. È quella tra i figli di Marcello Conticelli, considerato uno dei più grandi maestri artigiani orvietani nella lavorazione dei metalli – sua, la mano che ha forgiato elmi, corazze e scudi del Corteo Storico, il Reliquiario del Corporale custodito in Duomo nella Cappella di San Brizio ma anche una croce per il cardinale tuderte Ennio Antonelli – e padre Warner Dsouza, direttore dell'Archidiocesan Heritage Museum di Mumbai, istituito nel 2011 dall'Arcidiocesi di Bombay nello sforzo di preservare e promuovere il suo ricco e variegato patrimonio e la sua storia.

È qui che è custodito anche il cosiddetto "Giglio d'Oro", il calice donato a Papa Paolo VI, in occasione della sua visita ad Orvieto – avvenuta l'11 agosto 1964, utilizzando per la prima volta l'elicottero come mezzo di trasporto – ceduto poi a dicembre di quell'anno dal pontefice, proclamato santo domenica 14 ottobre, alla Chiesa indiana come "il dono più prezioso per i più poveri del mondo". Insieme ad un cofanetto cesellato e ad una patena, il piattello a largo orlo usato per coprire il calice e per contenere l'ostia prima e dopo la consacrazione, su cui è raffigurata la Cattedrale di Orvieto, spesso definita proprio come "il Giglio d'Oro delle Cattedrali".

Lavori eseguiti dalla Bottega Artigiana "Marcello Conticelli" di Via Vivaria, in collaborazione con l'orafo Luciano Coppola su disegno dell'architetto Alberto Stramaccioni. Nel visionare foto e materiali scambiati tra Orvieto e l'India, per contribuire ad una ricerca sul tema del Congresso Eucaristico Internazionale di quell'anno, anche il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, si è detto "felice ed aperto all'idea di un viaggio l'anno prossimo ad Orvieto insieme al Giglio d'Oro", già in occasione della festività del Corpus Domini che cadrà domenica 23 giugno.

Lunedì 5 agosto, invece, ricorrerà il primo decennale dalla morte di Marcello Conticelli e si confida nell'organizzazione di un'iniziativa istituzionale di ricordo, anche sull'onda emotiva di quanto già fatto a febbraio all'Unitre nel corso dell'iniziativa "Tra l'incudine e il Marcello. Nove anni dopo" dedicata proprio all'allievo di Maurizio Ravelli che, oltre a dare vita a veri e propri capolavori artistici, fu prima allievo e poi istruttore tecnico-pratico nell'Officina Meccanica dell'Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato di Orvieto.

"In apprezzamento e ricordo del Fabbro del Papa", sarà assegnata anche la prima Borsa di Studio di 1000 euro riservata agli studenti delle classi quinte dell’IPSIA, fortemente voluta dalla famiglia e rivolta ai maturandi dell’istituto che, annualmente, affronteranno gli esami di maturità con la votazione più alta. La premiazione avverrà a marzo nell’ambito della consegna del 34esimo "Pialletto d’Oro", il riconoscimento che CNA Umbria – Territorio Orvietano attribuisce in occasione di San Giuseppe, protettore degli artigiani, oltre che patrono della città e della Diocesi.

Sul fronte logistico, intanto, sono già state avviate le procedure per ottenere i permessi rispetto alle normative della Dogana e del Governo indiani per il trasporto di gioielli preziosi e monili in oro. Il Comitato del Patrimonio dell'Arcidiocesi di Bombay è al lavoro in questo senso, oltre che nella redazione di un articolo sul Bollettino Settimanale dell'Arcidiocesi. In Italia ne è ovviamente al corrente monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, e la possibilità di poter ri-vedere il calice sulla Rupe dopo 54 anni sta già suscitando non poca emozione.

A partire da Roberto, Marco e Luca, figli di Marcello Conticelli, e della moglie Amabile. Convinti che "per l'intera città questo rappresenti un evento di straordinario significato". Non solo per ricordare e far conoscere ai più giovani la figura di un orvietano che ha dato tanto alla sua città, ma anche per incentivare la conoscenza di un periodo in cui Orvieto brillava particolarmente per le varie forme di artigianato artistico e per la presenza di numerose botteghe artigiane che rievocavano ed esaltavano le sue caratteristiche di borgo medievale. Vivace e vivo.

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