cultura

Alla ri-scoperta dell'Officina Netti. Trekking fotografico con Cai e Fotoamaorvieto

venerdì 18 marzo 2016
di Davide Pompei
Alla ri-scoperta dell'Officina Netti. Trekking fotografico con Cai e Fotoamaorvieto

Nascosti tra i rovi, dormono oltre cento anni di storia. Sotto l'edera, a meno di dieci chilometri da Orvieto, si cela un capolavoro di archeologia industriale. Ad amplificare il fascino della ruggine, lo stato di silente abbandono in cui versa la Centrale Idroelettrica, realizzata nella frazione di Sugano, dall'ingegnere Aldobrando Netti. Oltre dieci anni fa, a marzo del 2005, il Comune ha acquistato dalle società Enel Spa e Dalmazia Trieste Srl, il complesso immobiliare dell'ex impianto con la prospettiva di recuperarlo e destinarlo a Centro di Documentazione per le Energie Alternative. Il gruppo di lavoro costituito ha verificato la fattibilità del ripristino del tratto di condotta andata distrutta e della ricostruzione dell’accesso e svolto verifiche di attingimento idrico alla sorgente di Sasso Tagliato che alimenta l'acquedotto cittadino.

Nel corso di sopralluoghi più recenti, invece, il Gruppo Speleologico della Sottosezione di Orvieto del Club Alpino Italiano ha anche realizzato un video che documenta le recenti attività di ricerca a cui hanno partecipato Stefano Baccherini, Emanuele Rossi, Mario Monachini, Sabrina Porcari, Giuseppe Equitani guidati dagli speleologi Simone Porcari e Filippo Baldini. "Al momento – spiegano – il livello delle acque sul fondo rende difficile l'esplorazione del cunicolo di rilascio, allagato per oltre il 70% della sua altezza". Ma loro non desistono e, corde alla mano, torneranno presto a calarsi per esplorare. Il filmato sarà presentato domenica 20 marzo, nel primo giorno di Primavera, in occasione della "Giornata di Trekking Fotografico" promossa dal CAI in collaborazione con l'associazione Fotoamaorvieto.

Appuntamento, per i partecipanti, nella Piazza delle Scuole Elementari di Sugano con partenza alle 8.30 per l'escursione diretta da Emanuele Rossi e Giuseppe Equitani lungo un percorso ad anello. "Ci inoltreremo – anticipano – nel piccolo borgo di Sugano scendendo la rupe e costeggiandola fino alla sorgente Le Bottacce. Da qui, raggiungeremo e visiteremo l'Officina Netti, la prima centrale idroelettrica di Orvieto, per poi raggiungere la piccola oasi del Laghetto di Sugano. Scendendo la Macchia dei Frati arriveremo così in località La Torretta. Percorso un brevissimo tratto della Strada Statale 71 Umbro-Casentinese, raggiungeremo il Sasso Tagliato, per ritornare al borgo di Sugano, dove ci sarà un piccolo momento conviviale a conferma della collaborazione tra associazioni. Durante il percorso, infatti, avremo la possibilità di brevi sessioni fotografiche, cimentandoci nella foto escursionistica con i preziosi consigli dei soci Fotoamaorvieto".

Il percorso potrà subire variazioni, in base alle condizioni atmosferiche rimanendo invariato il grado di difficoltà E e il dislivello, che in salita e in discesa, è di circa 550 metri. Tre ore, soste escluse, il tempo di percorrenza. Più lunghi, invece, i tempi con cui l'amministrazione comunale riuscirà a valorizzare l'area, adeguando l'annunciato progetto fino a utilizzare l'energia prodotta dall'impianto per dare luce alle aree archeologiche del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano. Risale al 1895, la stipula del contratto fra il Comune e l’ingegnere Netti – personaggio di spicco del mondo politico ed economico sullo scorcio del XIX secolo, fino al 1925, anno della sua morte – per la realizzazione dell'impianto per la produzione di energia idraulica, denominato "Officina Netti". 

"Il complesso di più edifici – recitano le fonti – venne realizzato a valle delle sorgenti che sgorgano alla base del promontorio su cui sorge l’abitato di Sugano, già utilizzate quale fonte di acqua potabile per la città di Orvieto. Lungo il Fosso del Leone, sulla destra idrografica, si scavarono delle cisterne (in parte realizzate direttamente nel masso basaltico), che fungevano da riserva sia per l’Officina che per l’acquedotto. La condotta forzata univa l’opera di presa alla centrale dopo un dislivello di circa 77 metri e una distanza di 600 metri, alimentando inizialmente una turbina di una potenza di 47.000 watt. Nel maggio 1901 con l’energia della Centrale Netti venne creato il primo impianto di illuminazione elettrica del Teatro Mancinelli, mentre furono molte le ricadute anche nel campo delle piccole attività industriali ed artigianali orvietane che trovarono nuovo impulso alla produzione con possibilità di implementare i propri macchinari. Oggi tra la vegetazione spontanea che ricopre le sponde del Fosso del Leone, si trovano i resti sia delle vasche di raccolta dell’Officina vera e propria che conserva in parte i macchinari utilizzati sin dal 1945".

Per ulteriori informazioni:
Club Alpino Italiano – Sottosezione di Orvieto
Piazza Cahen – Interno dei Giardini Comunali – Fortezza Albornoz
342.0037898 – http://sottosezionecaiorvieto.blogspot.it 

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