cultura

La postfazione dell'autore

mercoledì 22 maggio 2013

Nel momento di dare alle stampe questo libro, penso sia utile ed opportuno fare brevemente il punto su alcuni temi
trattati. Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi quindici anni, la povertà continua a mietere vittime in molte parti del pianeta. Sono milioni i morti ogni anno per fame e malattie curabili; la massa dei derelitti, degli emarginati e degli sfruttati, soprattutto bambini, costituisce sempre più il connotato delle tristi periferie delle grandi e grandissime città dove si concentra gran parte della popolazione mondiale. Il divario tra ricchi e poveri tende ad ampliarsi in un contesto economico e sociale privo di solidi principi morali e di regole efficaci a tutela dei più deboli. Le grandi organizzazioni internazionali (ONU, Fondo Monetario etc.) non appaiono adeguate a fronteggiare le anomalie della globalizzazione e le riforme da tempo necessarie rimangono allo stato di progetti se non di ipotesi di studio.mLa grave crisi, che ha colpito le economie avanzate occidentali dal 2008, continua ad interessare l'Europa dove si registrano livelli drammatici di disoccupazione in particolare giovanile e le vicende speculative che hanno interessato alcuni paesi fra cui l'Italia, hanno messo in evidenza la pericolosa fragilità di una costruzione tanto lungimirante ed ambiziosa quanto colpevolmente incompiuta.
È mancato lo slancio ideale necessario per progredire verso l'Unione politica dell'Europa. Peraltro, il rischio concreto che, attraverso il dissolvimento della Moneta Unica, Eurolandia e poi l'intera Europa potessero precipitare in un baratro economico e civile ha portato ad iniziative da non sottovalutare. Sono state adottate, infatti, misure straordinarie anche sul piano istituzionale (Commissione, Eurogruppo, Banca Centrale Europea) e l'agenda del 2013 è ricca di impegni e programmi per avanzare verso la "convergenza" delle politiche economiche dei singoli paesi, necessaria per fronteggiare con strumenti più efficaci le crisi e per aggiungere mattoni alla realizzazione della casa comune.
L'Italia è uno degli anelli deboli della catena europea a seguito della grave crisi, non solo economica, che dura ormai da molti anni. La recessione in atto dal 2008, di cui si intravede una lenta uscita solo nel 2014, ha avuto effetti dirompenti in una economia di fatto bloccata. Le cause sono note: la mancanza di riforme strutturali per aumentare la competitività, l'assenza di una seria politica industriale, i gravi ritardi nell'adeguare istruzione, ricerca e innovazione tecnologica, le mancate liberalizzazioni dei servizi, la non rimozione di tutti gli ostacoli allo sviluppo, la sempre rinviata riforma della pubblica amministrazione. Il fatto è che l'Italia attraversa da tempo una crisi seria,
pericolosa e gravida di conseguenze anche economiche. È la crisi etica, sono gli scandali di ogni tipo, la corruzione
diffusa, l'evasione ed elusione fiscale a livelli neanche lontanamente paragonabili con quelli di altri paesi avanzati. I
gangli vitali del paese: Parlamento, Governo, Regioni, Provincie, Comuni, Ospedali, Enti pubblici, Banche, Imprese,
per colpa di una minoranza di disonesti, appaiono a noi ed al mondo intero come centri del malaffare e ricettacolo di individui arroganti ed impuniti. È questo l'humus ideale per il connubio fra politica, amministrazione pubblica e criminalità organizzata, di cui abbiamo visto e vediamo casi eclatanti.
Non possiamo dire dunque di vedere all'orizzonte un quadro roseo: il cammino per risalire la china sarà non breve
e non agevole, ma l'Italia può e deve farcela. Il giusto risentimento di fronte alle critiche provenienti dall'estero,
deve motivarci senza però indurci all'errore di negare di essere anche noi parte di una democrazia, che manifesta
qualche preoccupante acciacco.

In questa "Raccolta" ho toccato più volte i temi relativi alla Gerarchia Ecclesiastica romana, sia con riferimento alle
connessioni con la politica italiana, sia in generale ai suoi rapporti con il potere.
L'esigenza di rinnovamento, che in questi tempi difficili evidenzia anche la Chiesa, ha trovato una risposta
sorprendente nell'elezione a Pontefice del gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio. La sua attività pastorale e l'attenzione fraterna verso gli umili ed i poveri, manifestata anche nell'aver assunto il nome di Francesco, costituiscono una svolta provvidenziale. Papa Francesco può avviare quel percorso che porti la Chiesa a predicare e praticare solo il vangelo di Cristo.

Aldo Sorci


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