cultura

Il libro di Carla Del Ponte "La Caccia. Io e i criminali di guerra" in libreria ad Orvieto

martedì 19 maggio 2009

Nel 2008 Carla Del Ponte scrive il libro "La caccia. Io e i criminali di guerra" (Ed. Feltrinelli), che fa la sua apparizione nelle librerie italiane e svizzere. Un testo atteso, che fa discutere poiché rivela le infinite difficoltà con cui l'ex PM del Tribunale dell'Aja ha dovuto fare i conti per assicurare alla giustizia i peggiori criminali delle guerre civili jugoslava e ruandese, svelandone tutti i drammatici e imbarazzanti retroscena.
Dopo la pubblicazione del libro il Ministero degli Esteri di Berna ha vietato a Carla Del Ponte di presentare o fare qualunque tipo di pubblicità a "La caccia", motivando tale decisione con l'osservazione secondo cui il testo contiene "affermazioni che riguardano la sua precedente attività, ma non possono essere fatte da un rappresentante del governo svizzero". Il suo nuovo ruolo di ambasciatore della Svizzera in Argentina le impone di mostrare il massimo equilibrio nelle sue funzioni diplomatiche.

LA CACCIA. Io e i criminali di guerra A cura di Chuck Sudetic. Traduzione di Bruno Amato
Note di Copertina
Nessuno avrebbe immaginato, alla fine degli anni ottanta, con la caduta del Muro di Berlino, che l'Europa avrebbe conosciuto di nuovo il dramma della guerra civile e del genocidio. Di lì a poco, invece, la dissoluzione della ex repubblica federale jugoslava avrebbe scatenato i peggiori miasmi nazionalistici in una serie di conflitti che avrebbero insanguinato tutti gli anni novanta. Eccetto la Slovenia, in rapida sequenza Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo avrebbero acceso una guerra civile che nel corso degli anni avrebbe toccato punte di intensità drammatica, come per certi versi testimonia la strage di Srebenica ai danni di settemila bosniaci musulmani.
Anche in Africa, nella regione dei Grandi laghi, nel 1994 si accende una drammatica guerra civile, un vero e proprio genocidio pianificato a tavolino, che vede in azione due etnie: tutsi e hutu. Una vera e propria carneficina avvenuta nel silenzio complice delle potenze occidentali e anche dell'Onu.
Per giudicare i criminali di guerra, l'Onu nel maggio 1993 decide di istituire, all'Aja, un vero e proprio tribunale. Si tratta della prima corte istituita in Europa a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale. L'incarico di pubblico ministero viene affidato a Carla Del Ponte. Il suo lavoro presso i tribunali delle Nazioni Unite ha permesso l'arresto e la conduzione in giudizio di decine di persone accusate di genocidio e altri crimini di guerra. Tra questi Slobodan Miloševic, presidente della Serbia, Théoneste Bagosora, capo militare degli hutu accusato di aver programmato il genocidio ruandese, e di istruire prove contro due tra i ricercati più importanti al mondo, Radovan Karadic e il generale Ratko Mladic, accusato del massacro di Srebrenica.

 

 

 


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