cultura

Venti Ascensionali: un DVD per ricordare il campo di sterminio femminile di Ravensbrück

mercoledì 24 gennaio 2007
LE ROSE DI RAVENSBRÜCK - STORIA DI DEPORTATE ITALIANE DVD di Ambra Laurenzi SABATO 27 GENNAIO produzione Fondazione Memoria della Deportazione progetto e fotografie Ambra Laurenzi elaborazioni digitali e montaggio Federico Girella composizione ed esecuzione musicale originale Giulia Cozzi audio Bonsai Studio Produzioni voci Olimpia Cesaroni, Maria Teresa Equitani, Emanuela Leonardi, Cristina Luciani, Laura Ricci, Angelica Ridolfi, Cecilia Stopponi In collaborazione con la Biblioteca Comunale Luigi Fumi Palazzo dei Congressi Sala dei 400 ore 9,00 proiezione e incontro con gli studenti Sala del Carmine ore 17,00 presentazione e proiezione del DVD di Ambra Laurenzi Alla presentazione saranno presenti l’autrice, Mirella Stanzione ex deportata al Campo di Ravensbrück, il Sindaco Stefano Mocio, Teresa Manuela Urbani Ass. ai Beni Culturali, coordina Cecilia Stopponi Assessore alla Pubblica Istruzione e Politiche Sociali. Nella foto: il monumento in memoria delle vittime e delle sopravvisute del campo di sterminio femminile di Ravensbrück al cimitero del Père Lachaise di Parigi. Il progetto “Le Rose di Ravensbrück”, di cui viene presentato il DVD, si propone come opera di sensibilizzazione per la conoscenza del campo femminile di Ravensbrück nella constatazione che l’informazione, pure molto puntuale sull’esistenza dei campi di concentramento e di sterminio, raramente ne riporta notizie. Nel campo di Ravensbrück, situato a 80 km a nord di Berlino, nel periodo 1939-1945 sono state deportate 132.000 donne, di cui 92.000 hanno trovato la morte. "Il progetto intende porre l’attenzione sulla peculiarità della deportazione femminile - afferma Ambra Laurenzi che ne è l'ideatrice - legata non solo alle terribili condizioni fisiche e psicologiche dell’internamento, ma anche alle reazioni che le sopravissute hanno subito al loro rientro: disinteresse, incomprensione, diffidenza, in alcuni casi colpevolizzazione. Il tentativo di riportare ad oggi la tragedia della deportazione non intende essere semplicemente una commemorazione, peraltro doverosa, ma proporre una riflessione per leggere questi avvenimenti che non possono essere declinati solo al passato remoto, ma anche al presente, perché le donne sopravissute sono qui a rammentarci una storia che appartiene a tutti noi".

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