cultura

E c'era anche Radio Orvieto

domenica 16 ottobre 2005
di Davide Pompei
Negli anni ’70 anche Orvieto, come molte altre città dell’Umbria, conobbe, nel suo piccolo, la stagione delle radio libere. Non è semplice rievocare il passato senza indulgere in vacui effetti in stile “anima mia”, eppure una voce locale ha la capacità di entrare nel cuore delle persone molto più di ciò che è percepito come distante.

L’esperienza orvietana è contigua a quella di Radio Alice.
Radio Orvieto nacque nel giugno del ’75 occupando la frequenza 102,75. Alcuni dei protagonisti di allora ne ricordano la sede al n. 3 di Via della Costituente (Palazzo dei Sette), con antenna abusiva sulla Torre del Moro, composta da due stanzoni a volte e piccole finestre simil-celle. Era un luogo di passaggio, con un cane e un gran via vai di gente.
“Ad Orvieto non c’erano grandi eventi, ma la radio era un luogo di gruppo, di discussione e confronto politico – ricordano alcuni protagonisti dell’esperienza. Il portone era sempre aperto e la porticina d’ingresso molto bassa, la macchina della polizia sempre nei paraggi. La diretta era da mezzogiorno fino a tarda notte, anche se poi si trasmetteva 24 ore su 24. C’era l’idea del palinsesto, ma nessuno l’ha mai rispettato: alle 18 si faceva satira sulle notiziole lette sui giornali dell’epoca, a microfoni aperti e portando diverse linee politiche, accendendo confronti qualche volta duri. Si facevano dirette telefoniche ed inchieste con testimonianze raccolte in giro e poi il giornale radio a mezzanotte. Per Umbria Jazz prima versione, la Radio divenne un punto di informazioni e riferimento. Non si accettavano dediche e anche la pubblicità venne inserita dopo una lunga discussione. Anche da noi aleggiava l’idea della rivoluzione, si rifletteva sull’immanenza e imminenza di essa. Dopo 5 anni, sul finire degli anni ’70, anche Radio Orvieto spense i microfoni. Oggi ci piace ricordare quell’esperienza senza retorica né rimpianti, forse con un pizzico di nostalgia”.

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