cronaca

È morto il vescovo Decio Lucio Grandoni

mercoledì 22 marzo 2006
di red.

Questa mattina a Todi, attorno alle 8.00, il Vescovo emerito Mons. Decio Lucio Grandoni all'età di 77 anni ha lasciato questa terra. Il 14 febbraio aveva presentato a Orvieto il suo libro "La mia vita per il ministero sacerdotale cattolico". Nel 1986 fu protagonista della fusione tra le diocesi di Orvieto e Todi. (sino ad allora rette separatamente). Nel novembre 2003, per sopraggiunti limiti di età, aveva consegnato il "pastorale" a Padre Giovani Scanavino.

Nel primo pomeriggio di mercoledì 22 marzo verrà aperta la camera ardente nella cripta della Concattedrale di Todi per rendere omaggio alla salma del Vescovo.
Le esequie saranno celebrate venerdì 24 marzo 2006 alle ore 15.00 in Duomo a Todi.
La salma sarà tumulata nella cripta del Duomo di Todi.

Grandoni era nato a Todi il 17 Aprile 1928; seguì il corso di studi presso il seminario vescovile di Todi e presso il seminario regionale di Assisi. Fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Todi il 22 Ottobre 1950 per essere poi cancelliere vescovile, parroco nella parrocchia di S.Benedetto in Todi, ed infine canonico della Cattedrale. Nel maggio 1969, Mons. Ugo Poletti, amministratore Apostolico di Todi, lo nominò Vicario Generale ed il 5 luglio successivo fu designato dal Capitolo Cattedrale a Vicario Capitolare. Ha retto in tale qualifica la Diocesi tudertina, ricoprendo durante questo periodo, in seno alla Conferenza Episcopale Umbra, l'ufficio di segretario e di Delegato per le Pontificie Opere Missionarie e la Pastorale per il Lavoro e per la Ricerca socio-pastorale fino alla nomina del vescovo di Orvieto Mons. Virginio Dondeo a vescovo anche di Todi avvenuta con bolla pontificia il 2/7/1972. In pari data veniva resa nota l'elezione, da parte del S.Padre, di Mons. Decio Lucio Grandoni a Vescovo Titolare di Atella con deputazione ad Ausiliare di Mons. Siro Silvestri Vescovo di Foligno ed amministratore apostolico sede plena della diocesi di Nocera Umbra e Gualdo. Appena tre mesi dopo la scomparsa del vescovo Virginio Dondeo con bolla datata dicembre 1974, il S.Padre Paolo VI lo nomina vescovo di Orvieto e di Todi.

Nel 2003 fu nominato "cittadino onorario di Orvieto". Riportiamo parte del discorso che Grandoni pronunzio in quell'occasione dinanzi al Consiglio Comunale:

"Ho amato molto Orvieto che ho servito in quello che era il mio compito. Ho sempre riconosciuto la validità della laicità, senza imposizioni di alcun genere, neppure religiose perché ritengo il clericalismo una degenerazione della cattolicità. Nel corso della mia missione ho avuto ottimi rapporti con tutti gli amministratori pubblici che ho incontrato senza mai fare azione politica, poiché quello che conta è il valore delle persone. Ringrazio dunque il Consiglio Comunale di Orvieto per il riconoscimento che oggi mi conferisce, con una decisione che viene assunta all'unanimità; è questo un elemento molto importante. Da Vescovo ho lavorato per creare un rapporto più stretto a livello socio-economico fra Orvieto e Todi anche con il contributo di eminenti studiosi come il Prof. De Rita, convinto del fatto che trattandosi di territori di confine correvano il rischio della marginalizzazione rispetto a centri più grandi e importanti della nostra realtà regionale e extraregionale. Per queste ragioni sono rimasto fedele alla semplicità che ho sempre praticato, anche se talvolta poteva apparire sconveniente per un Vescovo, del resto però il mio scopo era ed è quello di servire, aiutare ed amare. Sono diventato amico di tutti, ho prestato ascolto ed aiuto a chi mi ha sottoposto richieste di aiuto".

La biografia ufficiale

Il sindaco Stefano Mocio ricorda il vescovo Grandoni

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