cronaca

La biografia ufficiale

mercoledì 22 marzo 2006
di red.

Mons. Decio Lucio Grandoni è nato a Todi il 17 aprile 1928 da Silvestro e Irene Sciabordi. Ha seguito brillantemente il corso di studi presso il Seminario Vescovile di Todi e poi presso il Seminario Regionale Umbro di Assisi.

Fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Todi il 22 ottobre 1950 dal vescovo Mons. Alfonso Maria De Sanctis. Pochi giorni dopo la sua ordinazione sacerdotale venne nominato cancelliere vescovile: fu per 19 anni fedele ed apprezzato collaboratore dei vescovi Mons. Alfonso Maria De Sanctis, Mons. Antonio Fustella, Mons. Ugo Poletti e dei vicari generali Mons. Adelfo Ciarappa e Mons. Francesco Giardinieri.

Nel novembre 1950 gli fu affidata la parrocchia di San Benedetto in San Fortunato di Todi che resse fino alla sua nomina a vescovo. Nel 1955 fu nominato canonico della cattedrale di Todi. Ha svolto le funzioni di delegato diocesano per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, di assistente ecclesiastico diocesano dell’unione uomini di Azione Cattolica e degli Scout, di consulente ecclesiastico diocesano del Comitato Civico e di assistente ecclesiastico zonale delle ACLI.

Le organizzazioni laicali, alle quali ha dedicato la sua attività sempre in piena comunione con i dirigenti laici, hanno avuto momenti di vera fioritura in tutta la diocesi. Nel gennaio 1969 Mons. Ugo Poletti lo nominò suo Vicario Generale. Il 5 luglio successivo, quando Mons. Poletti lasciò la diocesi perché nominato Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, Mons. Grandoni fu eletto dal Capitolo Cattedrale Vicario Capitolare. Con questo incarico, dalla durata del tutto straordinaria, resse la diocesi per oltre tre anni, fino alla sua nomina a Vescovo. Mons. Grandoni attuò un tipo di reggenza della diocesi basata su principi conciliari della piena collaborazione con il presbiterio e, per quanto possibile, con il laicato: sacerdoti, religiosi e laici furono chiamati ad una vera e totale corresponsabilità.

Tale attività destò largo interesse e stima, in particolare della Sacra Congregazione dei Vescovi: solo così si può spiegare l’eccezionale durata dell’incarico di Vicario Capitolare che normalmente è limitata a pochi mesi. Entrato, come Vicario Capitolare di Todi a far parte della Conferenza Episcopale Umbra, Mons. Grandoni ebbe fin dall’inizio la fiducia e la stima dei vescovi della regione: fu nominato segretario della Conferenza Episcopale, delegato per le Pontificie Opere Missionarie e la Pastorale del Lavoro, delegato per la cooperazione tra le chiese e per la ricerca socio-pastorale su “Evangelizzazione e Sacramenti”.

Il 22 luglio 1972 Mons. Virginio Dondeo, vescovo di Orvieto, veniva nominato vescovo anche di Todi e, contemporaneamente, Mons. Grandoni fu nominato Vescovo Titolare di Atella, con incarico di Ausiliare di Mons. Siro Silvestri, vescovo di Foligno e Amministratore Apostolico di Assisi e di Nocera-Gualdo Tadino. Mons. Grandoni fu ordinato vescovo il 9 settembre 1972 nella basilica cattedrale di Todi dal cardinale Carlo Confalonieri, prefetto della Sacra Congregazione per i Vescovi, assistito da Mons. Virginio Dondeo e da Mons. Siro Silvestri con altri nove arcivescovi e vescovi e la sua residenza fu stabilita dalla Santa Sede ad Assisi. Per poco più di due anni Mons. Grandoni ha collaborato con Mons. Siro Silvestri quale suo Ausiliare e Vicario Generale per le tre diocesi: il suo impegno si é particolarmente svolto nei rapporti con i presbiteri, i religiosi, l’Azione Cattolica, la pastorale giovanile, il movimento ecumenico, la pastorale del turismo ad Assisi e la pastorale del lavoro a Foligno.

In seguito alla morte di Mons. Dondeo, il 12 dicembre 1974, Paolo VI lo ha nominato vescovo delle diocesi di Orvieto e di Todi.

Nella prima delle sue 15 lettere pastorali dal titolo: ”Unum corpus multi sumus” sintetizzò i principali obbiettivi del suo ministero episcopale: attuare i principi del Concilio Vaticano II, recepire le indicazioni pastorali della C.E.I., favorire la comunione tra le due diocesi, promuovere la partecipazione attiva dei laici alla vita della Chiesa attraverso la diffusione dei ministeri istituiti e di, fatto, istituire il Diaconato permanente.

Il 30 settembre 1986, con decreto pontificio, venivano soppresse le due diocesi di Orvieto e di Todi e Mons. Grandoni veniva nominato vescovo della nuova diocesi di Orvieto-Todi. In seguito al provvedimento della Santa Sede si adoperò per l’unificazione della nuova diocesi riformando le parrocchie e le vicarie, e coordinando tutta l’attività pastorale. Ha indetto il Sinodo Diocesano celebrato negli anni 1991-1999 con grande coinvolgimento dei laici e promulgato il Documento Sinodale e i relativi canoni di attuazione. Alcune delle indicazioni sinodali sono state: l’importanza fondamentale della parrocchia; promozione dell’attiva partecipazione dei laici; potenziamento della formazione e della Catechesi agli adulti e ai giovani; la piena attuazione della riforma liturgica del Concilio Vaticano II.

In campo caritativo i documenti del sinodo prevedevano la creazione e la promozione delle Caritas Parrocchiali coordinate dalla Caritas Diocesana; sul piano organizzativo sono stati privilegiati gli organismi partecipativi e la riforma delle Parrocchie e delle Vicarie Foranee con l’individuazione e l’istituzione delle Unità Pastorali Ha dato particolare impulso all’Anno Santo 2000 aprendo le quattro basiliche giubilari della diocesi (Cattedrale di Orvieto, concattedrale di Todi, Santuario Eucaristico di Bolsena e santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza), accogliendo 2500 giovani giunti per la Giornata Mondiale della Gioventù e guidando il 7 maggio un pellegrinaggio a Roma con la partecipazione di oltre 5000 fedeli. Per ben tre volte accolse in diocesi i Sommi pontefici: Paolo VI a Bolsena nel 1976, Giovanni Paolo II a Collevalenza e a Todi nel 1981 e ad Orvieto nel 1990. Indisse solenni celebrazioni per i centenari di: San Terenziano, primo vescovo di Todi (1984), San Martino I papa e martire (1991), del prodigio della Madonna del Campione (1996)e di San Pietro Parenzo martire potestà di Orvieto (1999). Promosse diverse cause di beatificazione tra cui quelle di Mario Ferdinandi e di Madre Speranza di Gesù, fondatrice del Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza.

Mons. Grandoni dedicò particolare attenzione alla missione diocesana in Albania prima a Kalmett e poi a Fuschë Arrëz dove, anche grazie alla raccolta di fondi da lui promossa in occasione del suo giubileo sacerdotale, fu costruita la chiesa di San Giuseppe e tutto il complesso della missione comprendente asilo, laboratori e casa delle suore. Il 18 aprile 2003, dopo aver scritto la sua ultima lettera pastorale (XV) di congedo, aderendo all’invito del can. 401 del Codice di Diritto Canonico, presentò le sue dimissioni.

Dopo l’elezione del suo successore Mons. Giovanni Scanavino resse la diocesi di Orvieto-Todi dall’8 novembre al 27 dicembre 2003 come Amministratore Apostolico Dal 28 dicembre 2003 divenne Vescovo Emerito di Orvieto-Todi.


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