cronaca

Fu uno dei protagonisti dei progetti di edilizia popolare del dopoguerra

venerdì 26 marzo 2004

Riportiamo un articolo scritto dal collaboratore di Orvietonews Daniele Di Loreto il quattro gennaio del 2001 nel quale viene rievocato il ruolo svolto da Bonelli nel piano di edilizia popolare varato nel dopoguerra per la ricostruzione:
 
Il professor Bonelli e il piano INA-Casa 
Daniele Di Loreto 
 
Andavo tutti i giorni agli uffici dellIna-Casa come un impiegato, sono stati anni molto duri. Facevo il pendolare da Orvieto a Roma. il prof. Renato Bonelli, tra i maggiori studiosi italiani di architettura, nonch uno dei pi grandi esperti del Duomo di Orvieto, a rilasciare unintervista pubblicata sul libro La grande ricostruzione a cura di Paola Di Biagi.
Il progetto Ina-Casa fu attuato per lidea di Amintore Fanfani, che nel 1949 era Ministro del Lavoro. E fu proprio Fanfani a volere il giovane architetto Bonelli, che allora aveva appena 38 anni, accanto a Adalberto Libera e a Pier Luigi Nervi.
Sullo sfondo di un'Italia grigia, infagottata nei cappotti a doppio petto con i baveri larghi, la sciarpa intrecciata e la lobbia, il piano INA-Casa si proponeva di alleviare la disoccupazione rilanciando l'edilizia per alcuni milioni di italiani che all'indomani della guerra erano rimasti senza casa e senza lavoro. Il progetto di edilizia popolare doveva salvaguardare standard abitativi di qualit, rispettare le linee del paesaggio e la densit del verde. Ma i tempi dovevano essere rapidi. Lintuizione vincente fu quella di puntare su un organismo dinamico come lIstituto Nazionale delle Assicurazioni, capace di ovviare agli inconvenienti che derivavano dai lunghi tempi di attuazione dei programmi gestiti da altri soggetti pubblici, come le aziende comunali, gli Istituti per le case popolari.
Ha cos commentato Francesco Erbani su La Repubblica: "Fu una delle avventure politiche ed intellettuali pi importanti della seconda met del Novecento italiano". 


 


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