cronaca

L'intervista che Silvi rilasciò per orvietonews

giovedì 13 novembre 2003

Maresciallo Silvi, nei limiti della riservatezza,  ci  può spiegare in cosa consiste la sua missione?

 

 Faccio parte del contingente sanitario all’interno di in campo-base nel deserto, denominato “Bolla di sicurezza”. All’interno di questa area oltre a noi italiani ci sono gli americani, i sud-coreani   e gli olandesi. Io mi occupo dell’amministrazione del settore sanitario. Dal nostro campo partono le colonne di automezzi super scortati che caricano i viveri in Kuwait per poi distribuirli alle truppe alleate.

 

Ci può descrivere il campo-base “Bolla di sicurezza” ?

 

Sono tutte tende più o meno grandi che occupano un notevole spazio, siamo in una zona desertica  vicino alla città    di   Tallil. Nel campo base oltre alle compagnie, uffici, zona ospedaliera e mensa c’è anche una pista d’atterraggio per gli elicotteri ed i caccia alleati.

 

Nel suo ospedale è arrivato qualche ferito?

 

Proprio giovedì è arrivato un soldato con una frattura scomposta  al braccio. Per ora assistiamo solo i nostri uomini, ma  a breve cominceremo una campagna sanitaria  nelle scuole irakene  e quando sarà il momento faremo assistenza  all’intera popolazione.

 

Cosa l’ha colpita appena arrivato nel campo?

 

Il caldo, con temperature che sfiorano i 50 gradi, e le continue tempeste di sabbia che ci obbligano a portare ogni giorno gli occhiali protettivi. Fortunatamente nelle nostre tende c’è l’aria condizionata. Un altro particolare che  ha colpito un po’ tutti  è il magnifico cielo stellato che ogni notte campeggia sopra le nostre teste.

 


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