ambiente

"L'armonia tra uomo e natura è già scritta nell'Antico Testamento"

sabato 9 marzo 2019
"L'armonia tra uomo e natura è già scritta nell'Antico Testamento"

Nell'era della comunicazione globale può sembrare anacronistico tornare ai testi sacri come l’Antico Testamento, ai documenti della Chiesa per convincersi e convincere l’umanità che il “dono” più grande ricevuto, la Terra, sia in grave pericolo. Da Papa Giovanni XXIII a Papa Francesco, tutti i pontefici hanno richiamato al rispetto del Creato. Ma è con Bergoglio che l’esigenza di tornare a stare dalla parte del Creato si fa messaggio urgente per tutta l’umanità a cui il Papa chiede coraggio e responsabilità. Dai governanti ai giovani chiamati, soprattutto questi ultimi, a difendere in prima persona il proprio futuro, la propria “Casa Comune”.

Di questo, e di altro, si è parlato mercoledì 6 marzo nella Sala Consiliare del Comune di Orvieto in occasione dell'annunciata presentazione del libro “La Bibbia dell'Ecologia” con l'autore Roberto Cavallo, fondatore, insieme ad altri soci, della Cooperativa Erica tra le prime aziende in Italia ad occuparsi di rifiuti con ruoli di direttore e amministratore delegato, che ha anche dato un suo contributo alle osservazioni al Piano Regionale dei Rifiuti in Umbria. Presenti, il sindaco Giuseppe Germani e il giornalista Davide Pompei. Nello spiegare come è nato il libro, Cavallo ha fatto riferimento a due aneddoti.

Nel 1993 – ha detto – dopo il primo incontro mondiale di Rio de Janeiro in cui i potenti della Terra si ritrovarono a parlare di ambiente, producendo vari documenti ufficiali quali la dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo, Agenda 21, la Convenzione sulla diversità biologica, i Principi sulle foreste e la Convenzione sul cambiamento climatico, essendo io un ambientalista cattolico, ho deciso di prendere in mano il 'conflitto'. Il secondo è che sotto molti aspetti, da cattolico, dovevo leggere l'Antico Testamento che non avevo mai letto perché sul piano ambientale trovavo molte analogie anche rispetto ai documenti della Conferenza sull'Ambiente. Così l’ho letto, sia come libro storico, sia per principi che impartiva, trovando che l’esortazione a mantenere integra la Terra che ci era stata data veniva già dall’antichità. C’era quindi un tema sul rapporto fra le generazioni nel tempo che andava approfondito. E con esso il coinvolgimento dei cittadini nell’azione di governo. L’Antico Testamento, dunque, insegna a vivere con saggezza, tutto quello che è il rapporto e il contatto diretto tra Uomo e Natura”.

Come è stato accolto dalla Chiesa questo testo?
La Chiesa non è univoca. La maggioranza dei sacerdoti che ho incontrato, dapprima erano dubbiosi, poi hanno avuto un approccio conoscitivo, infine lo hanno trovato interessante con punti di vista diversi, ovviamente".

La vitivinicoltura e l’agricoltura quale azione concreta possono svolgere per il territorio?
"Cibo e agricoltura sostenibile sono un elemento fondamentale. La differenza tra agricoltura intensiva e agricoltura tradizionale sta nella durata degli impianti di produzione: la terra stressata dopo anni di agricoltura intensiva rende sempre meno in termini di qualità e quantità rispetto al sistema tradizionale; cambia il valore economico. E’ un'indicazione di economia agricola. Un altro tema è quello del vino “avvelenato”. Ricordiamo la vicenda del vino al metanolo? Di fronte a tutto questo dobbiamo ricordarci che l’economia circolare è già nella natura,quindi dobbiamo tornare ad un equilibrio che la stessa natura ci insegna".

E’ un testo che può essere letto nelle scuole?
"Anche se ci sono voluti 25 anni per realizzarlo e si basa sull’Antico Testamento, è un libro di attualità. Io stesso consiglio alle scuole di inserirlo nello scaffale 'attualità'. E’ un multi-testo in cui insegnanti e studenti ci trovano molto di scienza e una elaborazione scientifica di un dato umanistico. E’ il tentativo di recuperare la connessione delle specialità".

Cosa e quanto la divulgazione ambientale aiuta o rende confusi i cittadini?
"Temo che da un lato siamo alla ricerca spasmodica dell'icona mediatica. Greta non è la prima 16enne che tira le orecchie ai governi sulla condizione dell’ambiente e del clima. Un altro elemento è che dietro a questa immagine e a questa provocazione noi raccontiamo principalmente la parte negativa. Ci piace la cronaca: c’è quella in ombra e quella in luce. Oggi la tendenza è far vedere solo in nero e questo non aiuta i cittadini verso il cambiamento. E’ un problema di narrazione. Credo nell’ottimismo della ragione e quindi ritengo che si debbano dare segni di speranza".

"Ringrazio l’autore del libro - ha detto il sindaco Giuseppe Germani - per la sua capacità di rendere semplici anche nel linguaggio processi complessi legati alla gestione dell’ambiente. Il libro è un contributo di riflessione vera sugli aspetti del vivere quotidiano con un approccio alla necessità di avere cura dell’ambiente. Penso che questo mondo non appartiene a nessuno e che è di quelli che verranno dopo  di noi, quindi va salvaguardato. Chi prova ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe tenere sempre presenti questi principi.

Per quanto riguarda Orvieto, credo che anche i miei predecessori abbiano per lo più tenuto fermo tale principio, nel senso che hanno avuto un atteggiamento di 'protezione' verso la nostra città. Il costruito non è arrivato a ridosso della Rupe e sul centro storico e questi sono fatti. Sicuramente saranno stati fatti altri errori, ma non questo.

Sono convinto del fatto che bisogna smettere di ampliare e utilizzare il suolo agricolo per edificare e concentrarsi piuttosto sul già costruito e non utilizzato. Penso che una parte del Piano per il dissesto idrogeologico dovrebbe servire per riutilizzare il già costruito. C’è poi il tema dell’amianto il cui costo di smaltimento è importante. Questo libro è una lettura senz’altro utile nel governo delle città. 

Quanto al messaggio di Greta che ha messo in moto un movimento a livello internazionale, posso dire con certezza che anche i nostri giovani si interessano di ambiente. Lo vediamo dalle varie iniziative che sono in atto nelle scuole e dal loro protagonismo. Questo fa ben sperare perché occorre dare speranze ai giovani".

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