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A proposito di gestione dei rifiuti e cambiamento climatico

mercoledì 6 marzo 2019
di Danilo Giulietti
A proposito di gestione dei rifiuti e cambiamento climatico

E' fuori di dubbio che la "Gestione dei Rifiuti" produca conseguenze importanti nel "Cambiamento Climatico" indotto dall'antropizzazione del Pianeta. Nel nostro Paese assistiamo da tempo ad un confronto ideologico fra due posizioni che si possono schematicamente così sintetizzare:

Prima posizione ideologica. L'attuale Società si basa sulla produzione e consumo di beni, che non deve essere frenata in alcun modo, in quanto il benessere della popolazione è legato alla crescita del PIL. Quindi anche la gestione dei rifiuti (urbani, agricoli, industriali) non deve intralciare questo meccanismo di sviluppo. I rifiuti, una volta selezionata la parte riciclabile e quella organica, debbono andare in un termovalorizzatore, che nel processo di incenerimento produce energia per la collettività. Le ceneri andranno poi in speciali discariche.

Seconda posizione ideologica. I termovalorizzatori sono inquinanti e pericolosi per la salute pubblica.  Se ne può fare a meno prevenendo la formazione di rifiuti (ad esempio riducendo o eliminando l'imballaggio delle merci), riutilizzando o riciclando la maggior parte di essi mediante la raccolta differenziata, inviando in discarica il resto.

Il confronto (o meglio lo scontro) fra queste due posizioni è alla base degli enormi problemi che la gestione dei rifiuti sta provocando nelle maggiori città (Roma, Napoli, Milano, ....) ed in particolare nel Sud Italia. Quasi quotidianamente abbiamo notizie di incendi dolosi di depositi di ecoballe, ritrovamento di discariche abusive di rifiuti speciali, manifestazioni di popolazioni che chiedono la chiusura di discariche, traffici illeciti di rifiuti verso Paesi più poveri (Africa) ovvero il Sud Italia (Terra dei Fuochi). E' ormai un dato di fatto che la gestione dei rifiuti in Italia sia in gran parte gestita direttamente o indirettamente dalla malavita (non solo la Mafia o la Camorra).

Per cercare di uscire da questa situazione che si sta progressivamente aggravando è necessario un approccio "laico" al problema.

La gestione virtuosa dei rifiuti, che ne prevenga prima di tutto la formazione, poi preveda il loro riutilizzo o riciclaggio, comporta comunque per il restante 15-20% il recupero energetico mediante termovalorizzatore (conseguenze negative: fumi e ceneri) o il conferimento in discarica (conseguenze negative: percolato, gas maleodoranti).

Come si può vedere, non vi è soluzione semplice al problema e comunque il costo finale della gestione dei rifiuti lo paga l'Ambiente. (vedi sempre su OrvietoNews.it del 24 Febbraio 2019 "Per uno sviluppo eco-compatibile")

Molte delle contraddizioni e delle problematiche legate alla gestione dei rifiuti si attenuerebbero se, come principio guida generale, la gestione del ciclo dei rifiuti fosse locale. Il che comporterebbe un coinvolgimento ed una partecipazione responsabile della popolazione, che produce i rifiuti stessi. Aggiungerei: un controllo diretto degli interessati sulla effettiva correttezza del processo di selezione e smaltimento.  Quindi escludere assolutamente di trasportare i propri rifiuti altrove o riceverne dall'esterno. Questo comporterebbe la gestione di discariche o termovalorizzatori locali, a seconda delle scelte liberamente fatte dalla popolazione. Non si guardi all'economicità del processo di gestione che ne risulterebbe. La gestione dei rifiuti è un servizio pubblico, pagato dai cittadini attraverso le tasse e non dovrebbe essere affidata a privati, attenti agli utili prima ancora che all'eco-sostenibilità.

Purtroppo quello a cui stiamo assistendo un pò ovunque è un atteggiamento del tipo NIMBY (Not In My Back Yard,  Non nel mio cortile), che trova uno sciagurato ascolto nella classe politica, incapace di prendere delle decisioni che siano lungimiranti, anche se talvolta non popolari. Non è un buon governare quello che si basa su Referendum o consultazioni on-line !

In estrema sintesi possiamo dire che una soluzione accettabile per cominciare ad uscire da questa emergenza passa per la responsabilizzazione di ogni comunità (piccola o grande) sui rifiuti che essa produce, visto che in loco dovrebbe smaltirli.

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