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Nocciole sull’Alfina, a Bolsena assessore pronto ad azioni eclatanti

lunedì 25 febbraio 2019
Nocciole sull’Alfina, a Bolsena assessore pronto ad azioni eclatanti

Si allarga il bacino della protesta verso la coltivazione intensiva delle nocciole sull’Alfina le zone del Lago di Bolsena. Ai comitati di cittadini si aggiungono ora le amministrazioni comunali, soprattutto quella di Bolsena che già sul tema della geotermia ha sempre mostrato una netta contrarietà.

“Sono pronto alle barricate, a recarmi fisicamente sui campi, se si paventasse la prospettiva di una proliferazione di questa coltura sul territorio comunale”, he dichiarato senza mezzi termini l’assessore al Turismo del Comune di Bolsena, Andre Di Sorte sulle colonne del Corriere di Viterbo, in un articolo del collega Roberto Pomi.

“Purtroppo non abbiamo mezzi di legge per impedirlo come comuni e l’unica cosa da fare è una battaglia di tipo culturale. E qui una voce come quella della regista del film di successo ‘Lazzaro Felice’ può molto per smuovere le coscienze”, ha aggiunto di sorte facendo riferimento ad Alice Rohrwacher che per prima ha denunciato il problema delle coltivazioni sull’Alfina con una lettera pubblica ai governatori di Umbria, Lazio e Toscana.

“La invito a venire a Bolsena per un incontro pubblico sui rischi delle monocolture, non solo della nocciola - ha proseguito Di Sorte sulle colonne del Corriere di Viterbo -. Con personalità di questo livello possiamo accendere un cammino anche per la diffusione della cultura del biologico presso i nostri agricoltori”.
L’appello più accorato si rivolge poi ai rappresentati del gli agricoltori: “Le associazioni di categoria dovrebbero fare loro questa prospettiva perché la tutela dell’unicità del nostro paesaggio e dell’ambiente è un valore per tutti noi. Altrimenti rischiamo di mettere a servitù le nostre terre per gli interessi di qualche multinazionale. Vale per la nocciola - conclude Di Sorte al Corriere - ma anche per le pale eoliche che negli anni sono state installate proprio sul lago di Bolsena e che producono un inquinamento visivo che paghiamo tutti mentre il guadagno finisce solo nelle tasche di qualcuno”

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