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Acque termali e minerali, le proposte di Lipu, Italia Nostra e Acu alla proposta di legge

sabato 12 novembre 2016
Acque termali e minerali, le proposte di Lipu, Italia Nostra e Acu alla proposta di legge

"Il 21 settembre Carlo Leoni (LIPU), Mario Bencivenni (Italia Nostra) Daniela Pasini (ACU) hanno partecipato all’audizione presso la sala del Consiglio Regionale su Proposta di legge n.104 (disposizioni in materia di acque termali. Modifiche alla l.r. 38/2004) in merito alla protezione e promozione delle risorse termali . Le Commissioni interessate sono state la Seconda “Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione” e la Terza Commissione “Sanita’ e politiche sociali”-

Il nostro intervento ha riguardato un importante punto della modifica della legge in oggetto quello di inserire nell’articolato norme più restringenti e divieti più circostanziati a tutela dei “bacini idrotermali” e “falde idrotermali”. A nostro avviso bisognerebbe introdurre il divieto assoluto di far eseguire pozzi geotermici per una distanza di almeno 1 km dai bacini e falde idrotermali. Si fa riferimento alle terme di S. Filippo ad Abbadia S. Salvatore, le terme Bagno Vignoni a S. Quirico D’orcia. Queste si trovano nell’area geotermica. L’attività geotermica,come è stato spiegato in diverse conferenze da geologi, ha influenza anche sulle acque termali.
A supporto di quanto da noi richiesto, abbiamo allegato copia del PAER 2013 Regione Toscana , Obiettivo D2,” Tutelare la qualità delle acque interne, che riporta la sezione dedicata alla Vulnerabilità delle fonti”.

“In questo documento si evidenzia che per l’effetto del sovra-sfruttamento di molte falde idriche tramite campi, pozzi (regolarmente autorizzati e in concessione) quando l’acquifero si degrada, si producono importanti abbassamenti dei livelli idrici della falda, subsidenza dei terreni e richiamo di acque profonde con presenza di sostanze anche pericolose o di acqua di mare.”
Anche il CNR di Pisa in uno studio ad esso affidato, aveva rilevato che, ad es.“ l'abbassamento di livello di falda termale nella zona di Rapolano Terme è un fenomeno che per le caratteristiche idrogeologiche della Regione,non può essere considerato limitato alla zona stessa..”

Visto che, il principio dello “sviluppo sostenibile” è radicato nell'ordinamento italiano e ribadito in legge, in particolare art. 3 quater del d.lgs. 03-04-2006 n.152, abbiamo proposto e chiesto alla regione,di affrontare e valutare l'argomento dell'utilizzazione e sfruttamento delle acque termali , come pure quello di nuove autorizzazioni, in modo globale tenendo in considerazione sia la natura del territorio regionale,(come indicato dal CNR) che gli sfruttamenti di varia natura già esistenti o che sono in via di autorizzazione ( vedi fracking, geotermia ecc...) , al fine di salvaguardare questo bene prezioso, le acque termali, l'integrità del territorio e la salute

Abbiamo anche voluto chiarire che fra i pericoli di inquinamento non debba essere considerato l'uso pubblico e libero della sorgenti termale, e cioè che la protezione dal pericolo di inquinamento debba essere garantita senza annullare o vietare l’utilizzo pubblico di quei siti termali quali esistono ad esempio a Petriolo o a Saturnia oggi di libero accesso ai cittadini.

In considerazione del fatto dichiarato nelle finalità generali ( art.1) della legge che si va a modificare “ razionale utilizzazione delle acque minerali tutelando e valorizzando al contempo”,
abbiamo chiesto che sia indicato come obbiettivo primario, prima della apertura di nuovi stabilimenti termal, l’utilizzo di quelli attualmente esistenti e oggi dismessi come ad esempio le Terme Galleraie (Radicondoli), quelle di Bagnolo ( Monterotondo Marittimo), Roselle (Grosseto).

Siamo contenti che la regione abbia recepito alcuni dei nostri suggerimenti, come pubblicato nel bollettino della regione toscana n. 49 del 9 11 2016, dove il Consiglio Regionale impegna la giunta regionale a valutare un riesame ed un eventuale aggiornamento delle disposizioni (di cui al titolo II della l.r. 38/2004), “prevedendo, per le zone nelle quali siano presenti o siano previste attività di carattere geotermico, norme più cautelative e divieti più circostanziati, al fine di garantire e tutelare la qualità e sostenibilità dell’utilizzo delle risorse termali.”

“A prevedere un rafforzamento delle attività di promozione e valorizzazione delle risorse termali regionali, anche con strumenti di carattere finanziario, recuperando le città termali come identità tipiche toscane e dedicando loro una tutela particolare, prevedendo, altresì, tra gli obiettivi di valorizzazione del termalismo, il recupero di risorse e stabilimenti termali esistenti ma non in uso.”
Tuttavia
1) siamo rimasti sorpresi del fatto che la modifica della legge in questione non abbia coinvolto alche la commissione Ambiente visto che lo sfruttamento delle acque termali è strettamente collegato all'ambiente circostante.
2)secondo noi dovevano essere definiti meglio i divieti riguardo gli sfruttamenti geotermici e le eventuali ripercussioni sui bacini e falde idrotermali. Questa parola “divieti” è scomparsa dall’art.47 bis che invece era presente nel testo precedente della legge che ora è stata modificata".


Carlo Leoni LIPU
Daniela Pasini ACU
Mario Bencivenni Italia Nostra

 


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