sociale

Anniversario della nascita del Venerabile Padre Chiti, negli 800 anni del transito di San Francesco

martedì 5 maggio 2026

Si respira un’aria fine a Gignese. Che sa di prato, di felce. Che sa di bosco, di faggio, di castagno, di abete e larice. Su, all’Alpino, dove soggiornava anche Toscanini, fu in ritiro la Nazionale dei Mondiali del ’34, che vinse sui Rojos di Zamora. Nel borgo, lastricato a granito rosa di Baveno, ciottoli di fiume e porfidi, per le viuzze anguste scoscese, così ripide da mozzare il fiato, si nascondono vecchie grange, case alpine di archetti e ballatoi in legno, di spioventi e grondaie cesellati e palazzine liberty, colori pastello, decorate a ghirlande e fiori, circondate da roseti profumati e rododendri. Sul versante meridionale orientale delle Alpi Pennine, nel blocco delle Centrali (o come nel nuovo ordinamento SOIUSA: Nord-Occidentali); a metà strada tra Stresa, sul Lago Maggiore e il Mottarone, che la sovrasta alle spalle, a Ovest, Gignese, dai suoi 707 m slm, domina e spinge la vista all’orizzonte: a Levante, oltre le quinte delle Lepontine svizzere e fino alle Retiche, al Bernina – ultimo dei Grandi Quattromila –, sopra le Grigne prealpine lombarde. Si, a Gignese si respira un’aria fina.

Qui nacque il 6 maggio del 1921 Gianfranco Maria Chiti. La casa, quella che ha l’affresco della Madonna con Bambino sulla terrazza, a fianco della parrocchiale di San Maurizio e San Desiderio, il punto più alto del paese, dove lo sguardo si perde verso i monti, il lago e la pianura. Quante volte il piccolo Gianfranco ha ammirato questo paesaggio da vertigine; sospeso tra le brume e il cielo; ammaliato dal sorger del sole di fronte a casa. L’imprinting ci segna sin dal momento della nascita. Ciò che si vede che si vive e sperimenta, resta, si fissa per sempre e segna la nostra memoria, la banca dei ricordi. Chiti lascerà giovanissimo Gignese, per ritornarvi ogni volta possibile; dai parenti; in villeggiatura; pellegrino della sua memoria e dei suoi ricordi. Ancora non sapendo che Gignese rimarrà scolpito, predicato, al suo nome, dopo la decretazione di venerabilità sancita da un pontefice, Papa Francesco, il 24 gennaio 2024: Venerabile Padre Gianfranco Chiti da Gignese. Maria sarà sempre la sua Via per giungere al Vangelo di Cristo Gesù. L’Immacolata sarà sempre con lui; nello zaino e in trincea; in caserma, al convento, dove creerà angoli dedicati appositi come piccole grotte di Lourdes. Devozione Eucaristica e Mariana e Spirito Francescano sono i caratteri di Chiti.

Gignese è confinante con l’Ossola, dove, in Val Bognanco, nel 1969, sarà trovata una copia medioevale della Bolla Transiturus, data nella Sede Apostolica di Orvieto nel 1264 da Papa Urbano IV, che istituisce e promulga all’universo cristiano la solennità eucaristica del Corpus Domini. In quello stesso anno 1969, l’allora Colonnello dei Granatieri Chiti telefonava ai Cappuccini del Lazio per prepararsi la strada verso il nuovo Servizio che avrebbe intrapreso una volta conclusosi quello militare. Chiti aveva frequentato i Cappuccini a Pesaro e San Francesco pervaderà il suo stile di vita. I suoi nuovi superiori francescani lo invieranno proprio a Orvieto, la Città del Corpus Domini – come fu definita nel Congresso Eucaristico del 1896 di Papa Leone XIII – “civitas eucharistica supra montem posita” detta da San Paolo VI Papa, che fu qui pellegrino nel 1964 per i 700 anni della Bolla Transiturus. A Orvieto, sede del Congresso Eucaristico nel 2027 con Papa Leone XIV, mercoledì 6 maggio il Vescovo Sigismondi presiederà la messa al convento di S. Crispino nel dies natalis del Venerabile Padre, la cui ricorrenza sarà a Orvieto, 3, 4 ottobre 2026.

Gignese è in terra toccata anche dalla Spiritualità Vincenziana, di Opere e Missioni dei figli di San Vincenzo de’ Paoli, patrono universale della Carità (eredità spirituale che ha ispirato anche la più nota Caritas): a Intra, i Missionari Vincenziani della Medaglia Miracolosa. Chiti giovanetto, ormai in Pesaro per ragioni familiari, vivrà l’esperienza Vincenziana e della Medaglia Miracolosa, diffondendone la devozione in ogni momento della sua vita e a chiunque incontrasse sul cammino: dai campi di battaglia agli assistiti ai fedeli.

Celebrandolo nell’anniversario della nascita – presente anche il Comandante della Scuola Militare in Torino Generale di Divisione Giovanni Brafa Musicoro, già Comandante della Brigata Granatieri di Sardegna –, abbiamo ricordato la sensibilità straordinaria di Chiti educatore, formatore: insegnante e comandante di uomini. Degno patrono della Formazione Militare, da proporre all’Ordinariato.


Anche quest’anno abbiamo trascorso un po’ del nostro tempo con Lui qui a Gignese. Merito del Sindaco, Vincenzo Titone; merito del parroco, Don Albert. L’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna (ANGS) a Gignese è a casa.

Granatiere Silvio Manglaviti
Associazione Padre Chiti e Presidente della Sez. ANGS di Orvieto

Al Convento dei Cappuccini il vescovo presiede la messa in ricordo di Padre Chiti

Gignese ricorda Padre Gianfranco Maria Chiti, "un suo figlio diventato Santo"

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.