Grandi derivazioni idroelettriche, Bernardini (Pd): "Un nuovo modello che restituisce ai territori il governo di una risorsa strategica"

"La preadozione del disegno di legge sulla gestione delle grandi derivazioni idroelettriche rappresenta una scelta di grande valore politico e strategico. Per la prima volta l’Umbria costruisce un modello nel quale il pubblico torna a essere protagonista nella gestione di una risorsa essenziale e di un bene comune come l’acqua, mantenendo il controllo delle scelte strategiche e orientandole nell’interesse delle comunità". Lo dichiara Damiano Bernardini, segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria e sindaco di Baschi, comune sul cui territorio insiste la centrale idroelettrica del Lago di Corbara.
"Da amministratore locale - dice - conosco bene quanto sia importante che i territori non siano soltanto luoghi nei quali si producono energia e valore, ma possano finalmente partecipare ai benefici che quella ricchezza genera. Questo provvedimento va esattamente in questa direzione: rafforza il ruolo degli enti pubblici, crea le condizioni per maggiori ricadute economiche sui territori e apre una nuova stagione di collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo".
"Le stime - aggiunge - parlano di un valore attuale netto di circa 752 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a quello ottenibile con una gara tradizionale, e di flussi annui per la Regione che dal 2030 potranno raggiungere circa 50 milioni di euro tra canoni e dividendi. Sono numeri che dimostrano come una presenza pubblica forte possa produrre maggiore valore per la collettività".
"Al tempo stesso - conclude - è positiva la scelta di coinvolgere le imprese energivore all’interno di questo progetto. È una collaborazione virtuosa che sostiene la competitività del nostro sistema industriale e accompagna la transizione energetica, ma dentro un impianto nel quale il controllo pubblico resta saldo e la maggioranza della società è garantita.
È un cambio radicale di approccio rispetto al passato. L’Umbria dimostra che è possibile coniugare interesse pubblico, sviluppo industriale, sostenibilità e valorizzazione dei territori. Una scelta che può fare della nostra regione un modello nazionale nella gestione delle grandi derivazioni idroelettriche e nella costruzione di una nuova politica energetica".
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