Pd Orvieto: "Bianco, Rosso...e Gialletti"

Ci sono momenti nei quali la politica, più che alzare la voce, dovrebbe provare a ritrovare il filo della memoria. Non per inchiodare qualcuno al proprio passato, ma per restituire agli avvenimenti quella complessità che spesso le polemiche del giorno tendono a semplificare. Per questo leggiamo con un sorriso, e con un po’ di sincera sorpresa, l’intervento di Evasio Gialletti, capogruppo di Forza Italia, sulla Complanare. Un intervento legittimo, naturalmente, ma forse un po’ troppo severo verso una storia che lui stesso ha attraversato a lungo, con ruoli importanti, responsabilità istituzionali e appartenenze politiche che non possono essere cancellate con la disinvoltura di chi oggi guarda tutto da lontano.
Noi avevamo espresso soddisfazione per la delibera regionale che assegna risorse al secondo stralcio della Complanare. Lo abbiamo fatto perché riteniamo positivo ogni passo che consenta di rimettere in movimento un’opera attesa, discussa, progettata e troppo a lungo rimasta sospesa. Non era, il nostro, un esercizio di propaganda, ma il riconoscimento di una scelta amministrativa utile alla città. Gialletti ci ricorda che il primo stralcio prese avvio con l’amministrazione Concina. È vero, e nessuno intende negarlo. Ma sarebbe altrettanto giusto ricordare che quell’opera nacque dentro una stagione precedente di programmazione, quando Comune, Provincia e Regione costruivano insieme una visione infrastrutturale per Orvieto. Così come è vero che l’inaugurazione avvenne poi con l’Amministrazione Germani.
La storia amministrativa raramente appartiene a un solo uomo, a una sola giunta, a una sola stagione. Le opere pubbliche, soprattutto quelle più complesse, attraversano gli anni, cambiano mani, incontrano difficoltà, vengono rallentate e poi riprese. Attribuire tutto a qualcuno e nulla ad altri significa rendere più povera la verità, non più forte la propria posizione. Anche sul predissesto, tema delicato e spesso usato come clava politica, servirebbe una misura maggiore. Quella vicenda nasceva da equilibri finanziari sedimentati nel tempo, dentro amministrazioni e maggioranze nelle quali molti protagonisti della vita politica cittadina ebbero ruoli rilevanti. Tra questi, anche Gialletti, che non fu certo spettatore distratto, ma figura istituzionale centrale del Consiglio Comunale.
Non lo ricordiamo per spirito polemico. Lo ricordiamo perché la politica, quando vuole essere seria, non può selezionare la memoria a seconda della convenienza del momento. Non può rivendicare solo ciò che torna utile e dimenticare ciò che impone responsabilità. Ecco, forse la questione è tutta qui. Gialletti ha pieno diritto di collocarsi dove ritiene, di cambiare opinione, di scegliere nuove compagnie politiche, di leggere il presente con occhi diversi. La democrazia vive anche di percorsi personali, di ripensamenti, di passaggi. Ma sarebbe più elegante, e forse anche più utile alla città, farlo senza riscrivere con troppa facilità la storia comune.
Perché quella storia lo ha visto socialista dentro il centrosinistra, presidente del Consiglio Comunale, partecipe di stagioni amministrative nelle quali si votavano atti, si condividevano indirizzi, si sostenevano giunte e assessori. Una storia che non va usata contro di lui, ma che nemmeno può essere rimossa quando si decide di impartire lezioni agli altri. La nostra soddisfazione per il nuovo finanziamento regionale resta quindi piena. Non perché vogliamo intestarcene il merito esclusivo, ma perché pensiamo che la città abbia bisogno di opere, continuità e responsabilità. E perché riconosciamo alla Regione e a chi oggi governa quei processi il merito di aver rimesso attenzione e risorse su una infrastruttura importante.
Quanto a Gialletti, gli riconosciamo intelligenza, esperienza e una lunga consuetudine con le istituzioni. Proprio per questo ci permettiamo una considerazione bonaria: chi ha attraversato tante stagioni politiche dovrebbe maneggiare la memoria con cura, non come un’arma, ma come un patrimonio condiviso. C’è un tempo, nella vita pubblica, in cui si può anche cambiare abito. È umano, talvolta persino comprensibile. Ma sarebbe bene ricordare che sotto ogni abito resta la storia di chi lo indossa. E quella storia, quando la si racconta, merita sempre rispetto, equilibrio e un po’ di pudore.
Partito Democratico Orvieto
orvietonews.it by http://www.orvietonews.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.