Complanare, Forza Italia al Pd: "Meno propaganda e più memoria storica"

Ancora una volta il Partito Democratico sceglie la strada della ricostruzione parziale dei fatti, rivendicando risultati che affondano le proprie radici in decisioni e percorsi amministrativi ben più articolati e, soprattutto, molto più lunghi di quanto venga raccontato. Prima di distribuire patenti di merito e attribuire responsabilità agli avversari politici, sarebbe forse utile rispondere ad alcune domande che gli stessi esponenti del Pd pongono senza mai aver fornito spiegazioni convincenti. “Quanti anni sono stati perduti? Quante occasioni di sviluppo sono sfumate? Quanto potenziale economico è rimasto bloccato mentre Orvieto avrebbe avuto bisogno di correre, innovare, collegarsi meglio alle grandi direttrici di traffico, respirare e diventare più competitiva?” Scrivono nel loro lungo comunicato.
La risposta, per Forza Italia, è tanto semplice quanto scomoda: prima di tutto ricordiamo che per gran parte degli ultimi vent'anni la Regione Umbria è stata governata dal centrosinistra. Un dato politico che non può essere cancellato né aggirato. Basta ripercorrere la storia delle principali infrastrutture che hanno interessato il territorio orvietano. La complanare rappresenta uno degli esempi più evidenti. Il progetto trovò finanziamento e avvio durante l'amministrazione guidata da Toni Concina e fu successivamente inaugurato sotto la sindacatura di Giuseppe Germani. La politica può produrre idee, ma le idee hanno valore solo quando vengono tradotte in opere concrete.
Lo stesso ragionamento vale per il secondo casello autostradale in località Bardano. Nessuno mette in discussione l'utilità strategica dell'opera per il territorio e per il tessuto produttivo locale. Tuttavia, tra immaginare un'infrastruttura e realizzarla esiste un elemento imprescindibile: le risorse economiche. Senza finanziamenti adeguati, anche i migliori progetti restano sulla carta.
Analogo discorso riguarda l'area destinata al recupero e al riciclo dei rifiuti. Poteva sicuramente essere una leva economica e di sviluppo, ma non si è mai concretizzata. Le ragioni sono molteplici: dalla mancanza di un'area realmente disponibile fino all'assenza di un collegamento infrastrutturale adeguato con l'Autostrada del Sole, elemento essenziale per garantire sostenibilità economica e logistica all'intervento.
Sorprendono poi le critiche rivolte alla gestione finanziaria del Comune e, in particolare, alla scelta dell'Amministrazione Concina di ricorrere al predissesto. Una decisione certamente difficile, ma resa necessaria dalla pesante situazione debitoria ereditata dalle amministrazioni precedenti. Ricordiamo che quelle amministrazioni erano espressione del centrosinistra che aveva governato la città per decenni.
Ma il punto che più lascia perplessi riguarda il tentativo di attribuirsi il merito del finanziamento del secondo lotto, primo stralcio della Complanare. La realtà racconta tutta un’altra storia. Quel finanziamento è stato ottenuto dalla giunta guidata Donatella Tesei, attraverso le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione sottoscritte dal Governo guidato da Giorgia Meloni in occasione della visita della premier in Umbria nel 2024.
Fu in quella fase che venne costruito il percorso amministrativo e finanziario che ha consentito all'opera di arrivare fino all'attuale fase autorizzativa. La Giunta Proietti ha effettivamente completato l'iter nel 2026 con il via libera definitivo, ma solo grazie al concreto lavoro precedente e al reperimento dei fondi necessari. In politica rivendicare il proprio operato è legittimo. Attribuirsi però il lavoro compiuto da altri rischia di trasformare il confronto politico in una semplice operazione propagandistica.
Per questo Forza Italia guarda avanti. L'auspicio è che il clima di collaborazione istituzionale prosegua anche con l'assessore regionale De Rebotti, affinché si possa arrivare rapidamente e al reperimento dei fondi del secondo stralcio del secondo lotto, l'intervento destinato a collegare definitivamente l'A1 con Bardano.
Solo allora sarà possibile dare piena attuazione a quella visione di sviluppo dell'area industriale che, vale la pena ricordarlo, non ha mai veramente interessato le amministrazioni di centro-sinistra. Troppe idee e confuse non aiutano a bene amministrare. Forza Italia ha sempre creduto nel “fare” concreto e soprattutto nella sostenibilità finanziaria dei progetti, altrimenti si rischia di tornare ai tempi dei debiti senza opere e infrastrutture nuove.
Roberto Meffi, segretario Forza Italia
Evasio Gialletti, capogruppo Forza Italia
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