"Rinnovabili e territorio: c'è chi lavora per difendere l'Umbria e chi passa il 2 Giugno a fare polemiche sul nulla"

C'è una bella differenza tra chi si spacca la schiena ogni giorno per difendere la nostra terra dalle speculazioni selvagge e chi, invece, non sa proprio come passare il giorno della Festa della Repubblica. Fa quasi sorridere l'intervento della signora Elena Hagi, che ha preferito trascorrere il suo 2 Giugno incollata a un computer, scrivendo a un giornale online pur di attaccare l'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca (M5S).
Il motivo di tanto dramma? Un portale pubblico, lanciato appena il giorno prima, il 1° Giugno, che secondo lei sarebbe un fallimento totale solo perché una specifica mappa tecnica mostrava la dicitura "Aree idonee attualmente non implementate nel WeGIS, l’idoneità opera direttamente ex lege e dovrà essere oggetto di puntuale accertamento in sede di singola stanza".
Un sito online dal 1° giugno, con una precisazione, trasformato in una catastrofe planetaria. Parliamoci chiaro: questo attacco non ha nulla a che fare con la tutela dell’ambiente, del nostro paesaggio o del futuro di Orvieto. È la solita, vecchissima melina della politica strumentale. Si cerca il pelo nell'uovo pur di gettare fango su chi sta lavorando, usando toni tragici su "Las Vegas illuminate" per nascondere il vuoto assoluto di argomenti.
Diciamoci la verità, quella che i cittadini vedono benissimo: a differenza della totalità dei politici locali, che sul tema delle rinnovabili si sono girati dall'altra parte, Thomas De Luca è l’unico che si è occupato concretamente di tutelare il territorio umbro. È l'unico che ha lottato per mettere regole e paletti all'anarchia delle multinazionali dell'energia. E mentre la Regione cercava di fare scudo, sapete cosa faceva il governo centrale? Ha bocciato la legge sulle aree idonee, lasciando i nostri territori scoperti e vulnerabili davanti alla transizione selvaggia.
Se oggi a Orvieto e nel resto dell'Umbria possiamo pretendere una pianificazione trasparente e difendere le nostre aree verdi, lo dobbiamo solo a chi ha preteso strumenti digitali e leggi per arginare il caos, non certo a chi lancia crociate personali nei giorni di festa. Le domande poste nell'articolo sono solo un paravento: chi vuole davvero proteggere il territorio sostiene chi crea regole, non chi fa il tifo per il blocco totale che lascia spazio libero ai grandi speculatori privati.
Invece di giocare a fare i cecchini politici di professione e perdersi dietro a un click del mouse, certe persone dovrebbero iniziare a studiare le carte e a interessarsi davvero ai problemi di quello che dicono di rappresentare. Magari, il prossimo giorno di festa, una bella passeggiata all'aria aperta aiuterà a schiarire le idee meglio di una tastiera.
Movimento 5 Stelle - Gruppo Territoriale Orvietano e Media Valle del Tevere
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