ambiente

"L'ennesimo annuncio trionfalistico di De Luca sul 'governo' regionale delle rinnovabili industriali"

martedì 2 giugno 2026
di Elena Hagi

Si apprende da un articolo che la Regione Umbria ha messo in funzione un "nuovo portale online per le aree di accelerazione e le aree idonee" e si celebra tale storico risultato come "ufficialmente consultabile dal 01/06/26" e come "una pianificazione trasparente e consapevole, nella realizzazione di quella che abbiamo ribattezzato la via umbra alla transizione energetica" con dichiarazione a viva voce dell’assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca. Poi si accede al portale per verificare quali siano queste aree di accelerazione e il portale non funziona, con tanto di dicitura scritta "Aree idonee attualmente non implementate nel WeGIS".

Insomma De Luca ha annunciato lo sbarco sulla Luna ma non è ancora nemmeno uscito di casa, ha solamente indossato il casco e la tuta da astronauta. Ora non resta che attendere, forse nel prossimi giorni o settimane la Regione avrà la grazia di riempire questa scatola semi-vuota digitale e ci svelerà le nuove aree immolate alla "via umbria" delle FER(ali) industrie energetiche nelle aree verdi, un tempo vocate a natura e agricoltura e domani (anch’esse come ahinoi molte altre già realizzate) trasformate in “Las Vegas” illuminate a giorno a nocumento della pace dei luoghi che furono e nuovo inquinamento luminoso de facto, oltre che acustico e elettromagnetico. 

Domande semplici rivolte da un cittadino che non si avvede della magnifica via umbra della transizione:
•⁠  ⁠gli impianti rinnovabili realizzati e che si realizzano sono patrimonio pubblico o privato? 
•⁠  ⁠⁠come mai si parla di transizione energetica quando  di fatto si continua a privatizzare l’energia nelle mani di società private, spesso multinazionali con sede all’estero? 
•⁠  ⁠⁠perché il prezzo dell’energia rinnovabile la paghiamo come quella prodotta con il gas e con il nucleare importato? 
•⁠  ⁠⁠perché incentiviamo in bolletta l’installazione degli impianti FER, le agevoliamo poi addirittura con aree di accelerazione, se poi dobbiamo pagare l’energia prodotta con il nostro sole e con il nostro vento?
•⁠  ⁠⁠chi pagherà lo smaltimento massivo di sostituzione o dismissione di questi impianti industriali?
•⁠  ⁠⁠i terreni di installazione di questi impianti venduti dai locali a queste società, una volta dismessi gli impianti, torneranno patrimonio locale o saranno perduti? E i terreni cambieranno destinazione d’uso o resteranno agricoli, boschivi, naturali? 
•⁠  ⁠⁠chi si occuperà del ripristino dei luoghi? 
•⁠  ⁠⁠chi veglierà sull’inquinamento ambientale prodotto da queste tecnologie e industrie? 
•⁠  ⁠⁠chi rifonderà la perdita del valore immobiliare delle aree immolate alle rinnovabili? 

Matteo 7,13-14 13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione.

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