"L'ennesimo annuncio trionfalistico di De Luca sul 'governo' regionale delle rinnovabili industriali"

Si apprende da un articolo che la Regione Umbria ha messo in funzione un "nuovo portale online per le aree di accelerazione e le aree idonee" e si celebra tale storico risultato come "ufficialmente consultabile dal 01/06/26" e come "una pianificazione trasparente e consapevole, nella realizzazione di quella che abbiamo ribattezzato la via umbra alla transizione energetica" con dichiarazione a viva voce dell’assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca. Poi si accede al portale per verificare quali siano queste aree di accelerazione e il portale non funziona, con tanto di dicitura scritta "Aree idonee attualmente non implementate nel WeGIS".
Insomma De Luca ha annunciato lo sbarco sulla Luna ma non è ancora nemmeno uscito di casa, ha solamente indossato il casco e la tuta da astronauta. Ora non resta che attendere, forse nel prossimi giorni o settimane la Regione avrà la grazia di riempire questa scatola semi-vuota digitale e ci svelerà le nuove aree immolate alla "via umbria" delle FER(ali) industrie energetiche nelle aree verdi, un tempo vocate a natura e agricoltura e domani (anch’esse come ahinoi molte altre già realizzate) trasformate in “Las Vegas” illuminate a giorno a nocumento della pace dei luoghi che furono e nuovo inquinamento luminoso de facto, oltre che acustico e elettromagnetico.
Domande semplici rivolte da un cittadino che non si avvede della magnifica via umbra della transizione:
• gli impianti rinnovabili realizzati e che si realizzano sono patrimonio pubblico o privato?
• come mai si parla di transizione energetica quando di fatto si continua a privatizzare l’energia nelle mani di società private, spesso multinazionali con sede all’estero?
• perché il prezzo dell’energia rinnovabile la paghiamo come quella prodotta con il gas e con il nucleare importato?
• perché incentiviamo in bolletta l’installazione degli impianti FER, le agevoliamo poi addirittura con aree di accelerazione, se poi dobbiamo pagare l’energia prodotta con il nostro sole e con il nostro vento?
• chi pagherà lo smaltimento massivo di sostituzione o dismissione di questi impianti industriali?
• i terreni di installazione di questi impianti venduti dai locali a queste società, una volta dismessi gli impianti, torneranno patrimonio locale o saranno perduti? E i terreni cambieranno destinazione d’uso o resteranno agricoli, boschivi, naturali?
• chi si occuperà del ripristino dei luoghi?
• chi veglierà sull’inquinamento ambientale prodotto da queste tecnologie e industrie?
• chi rifonderà la perdita del valore immobiliare delle aree immolate alle rinnovabili?
Matteo 7,13-14 13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione.
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