cultura

"Un paese ci vuole", focus su "Migrazioni e Approdi" a L'Officina Imagination Lab

mercoledì 21 gennaio 2026
di D.P.

Gabbia o rifugio, dormitorio o fucina di possibilità. Cosa significa oggi crescere o scegliere di vivere in un paesino arroccato su una collina, immerso nel silenzio? "Abitare un luogo che ti conosce prima ancora che tu sappia chi sei", che protegge, che stringe e a volte sta stretto. Se, come scrive Cesare Pavese, "Un paese ci vuole" perché è da lì che nasce il desiderio di partire ma anche il bisogno di tornare, la provincia insegna che l’altrove ha senso solo se esiste un punto da cui allontanarsi, e che l’identità si costruisce proprio nel dialogo continuo tra restare e andare via.

Altalena intorno a questi assunti la seconda giornata di riflessione e di festa promossa a Monteleone d’Orvieto, al civico 22 di Via San Lorenzo, da L'Officina Imagination Lab, associazione di promozione sociale che da quasi cinque anni opera sul territorio. Qui, sul finire di luglio, è confluito un nutrito gruppo fornito di ricercatori, giornalisti, attivisti, per dialogare sulla questione, attuale, del "vivere in un paese oggi in Italia". Un momento appassionante e coinvolgente realizzato con il patrocinio e la collaborazione del Comune per riflettere insieme ed accendere la speranza. Tra i temi scaturiti quello della migrazione, al centro ora di un nuovo focus.

Perché "anche se per ora si spopolano di giovani, i paesi possono diventare terra di approdo per coloro che cercano una casa, diritto inalienabile di ogni essere umano". "Insieme – suggeriscono dall'associazione – possiamo cercare di immaginare come invertire la tendenza, far crescere la popolazione e creare nelle nostre terre un modello di convivenza umana e armoniosa". Di "Migrazioni e Approdi", sabato 24 gennaio dalle 17, si parlerà insieme a Daniela Braun, coordinatrice del laboratorio "Convivenza multietnica e nazionalità diverse a Città della Pieve: integrazione o società parallele?", che presenterà il progetto della Libera Università di Città della Pieve Aps.

Si verrà così a conoscenza degli esiti di un’indagine di carattere socio-territoriale, condotta attraverso incontri con rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali, nonché attraverso l’impiego di questionari e lo svolgimento di colloqui e conversazioni con residenti di origine immigrata presenti nel territorio comunale. Atteso poi l'intervento di Andrea Fantino, antropologo culturale e filmmaker, che ha già offerto un piccolo saggio del suo lavoro e che arriva da Cuneo per portare la sua esperienza con comunità migranti in varie parti d’Italia e dire dell’accoglienza a loro riservata.

Promette qualche "spigolatura etnografica su minacce e promesse degli outsider e sulle resistenze-resilienze delle comunità" Enrico Petrangeli, dottore di ricerca in Metodologia della Ricerca Demo-etno-antropologica che ha svolto attività di ricerca e docenza in varie Facoltà delle Università di Perugia e Roma. Tra il 2000 e il 2012 è stato segretario generale della Fondazione Angelo Celli per una cultura della salute. È socio della Società Italiana di Antropologia Applicata e dell’Associazione Nazionale Professionale Italiana di Antropologia. Dal 2023 collabora con l’Istituto di Ricerche sugli Ecosistemi Terrestri-IRET del CNR.

Mediatrice culturale presso lo Sportello Informativo per l’Immigrazione attivo nei Comuni della Zona Sociale n. 12, Delia Salemi condividerà con i presenti il suo vissuto e aprirà il dibattito con coloro che hanno scelto questo territorio come terra d’approdo. Esperta di politiche di coesione nazionale ed europea, Federica Tarducci parlerà delle iniziative che sta conducendo il Comune insieme alla Pro Loco di Ficulle in tema di integrazione con i nuovi residenti, provenienti da altre regioni italiane e da molti Paesi del mondo, e sull'importanza di abbattere in primo luogo la barriera linguistica per favorire lo scambio e il costituirsi di una nuova comunità.

Della partita anche Antonio Cipriani e Valentina Montisci, creatori di Vald'O, avamposto culturale a San Quirico d’Orcia, che garantiranno un bookcorner ben fornito per coloro che desiderano approfondire l’argomento. Il pomeriggio, moderato da Silvia Neri, storica d'arte, drammaturga e attrice, proseguirà con il dibattito con il pubblico e un’apericena multiculturale offerta da L’Officina Imagination Lab, finestra sul mondo per l’arte e la cultura che nei suoi spazi ospita laboratori, conferenze, incontri, concerti, performance e tirocini oltre a una biblioteca specializzata di arte tessile e alla collezione dell’archivio di Le Cachemirien, casa di moda parigina fondata da Rosenda Arcioni Meer, stilista, arte terapeuta e sofrologa che, dopo molti anni di vita trascorsi tra Parigi e l’India, è tornata in Italia a Monteleone d’Orvieto dove ha fondato L’Officina Aps insieme al marito Jan Salman Meer.

Concezione e coordinazione del progetto sono condivisi con lo studio-laboratorio "Hallowasabi" di Giorgia Capoccia, professionista dell’audiovisivo e artista tessile che a Città della Pieve realizza abbigliamento d’arte in pezzi unici cuciti a mano e oggetti tessili, "Consulenze Tedeschini" di Isabella Tedeschini che vive a Fabro con Parrano nel cuore e si occupa di management culturale per privati, associazioni e pubblica amministrazione in Umbria e "Studio RA/GU" di Rashmi Gupta, graphic designer e illustratrice per l’editoria che vive e lavora a Parigi, dove collabora con prestigiose case editrici internazionali, ma passa le estati con la sua famiglia a Monteleone d’Orvieto e cura la grafica de L’Officina. 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
338.9025234 - info@officinaaps.org  

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