cultura

Castel Rubello, un maniero al centro del Medioevo e del Rinascimento orvietano nel nuovo saggio di Noemi Grilli

domenica 3 ottobre 2021

Un grande rigore storiografico abbinato ad una profonda passione per la storia della propria terra. Sono questi gli elementi distintivi nei lavori di Noemi Grilli, giovane e brillante archivista che, a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione del suo "De Castro Porani. Storia di Porano dalle origini al Novecento", è tornata in libreria per Intermedia Edizioni con "Castel Rubello. Storia e Statuto". Se ne è avuto un assaggio nel pomeriggio di sabato 2 ottobre in occasione del secondo appuntamento di "Castelli Narranti", l'iniziativa promossa dal Club di Territorio di Orvieto del Touring Club Italiano in collaborazione con la Condotta Slow Food di Orvieto.

Per l'occasione, nella Chiesa di San Giovanni Battista, conservata all'interno del complesso che sorge alle porte di Porano, sono stati esposti alcuni documenti d'archivio, tra cui lo Statuto restaurato dal Comune nel 2012. A ripercorrere le vicende del suggestivo maniero è stata proprio la giovane archivista dell'Opera del Duomo di Orvieto, autrice del volume che consente di tornare indietro nei secoli, nel pieno delle turbolente contese che contraddistinsero il Medioevo orvietano, dilaniato da lotte spesso feroci per giungere fino all’epoca rinascimentale.

Già nel 1300, Castel Rubello, la cui etimologia è probabilmente da intendersi come "castello dei ribelli", ricopriva un’importanza significativa nelle vicende politiche del territorio orvietano, soprattutto negli scontri tra i ghibellini Filippeschi e i guelfi Monaldeschi  prima, tra muffati o beffati (che spalleggiavano l’antipapa) e melcorini o malcorini (dominanti a Orvieto e fedeli al papa) poi.

Il traguardo di una pace, anche se solo transitoria, venne raggiunto il 23 aprile 1386, quando Porano e  Castel Rubello divennero feudi di Corrado e Luca Monaldeschi della Cervara, di parte muffata. La volontà di arginare i dissidi fu evidente già nel 1395, quando il conte di Corbara, Francesco Montemarte, capo della fazione melcorina di Orvieto, cercò di concordare una pace con i Monaldeschi. Il primo incontro, terminato in un nulla di fatto, si svolse in località Botto; in seguito le trattative si spostarono a Castel Rubello, dove venne sottoscritto un patto. Le vicende del castello giungono fino al 1500, costituendo una narrazione di grande interesse per la storia locale di quel lungo periodo.