cultura

"Cronache di Francesco di Corbara. La memoria di una famiglia operante nell'Italia Centrale del Trecento"

lunedì 9 agosto 2021
di Davide Pompei

"E fu il tempo di Manno di Corrado Monaldeschi (1334 – 1337), dopo la cui morte i quattro rami del clan iniziarono una lotta senza quartiere con vertici di ferocia che non ebbero uguali altrove. Si tratta dei Monaldeschi della Cervara, della Vipera, del Cane e dell'Aquila, il cui conflitto si protrasse per circa 130 anni concludendosi solo per esaurimento negli anni '60 del XV secolo: la città stremata e impoverita da secoli di stragi e distruzioni non oppose alcuna resistenza al potere pontificio.

Entro questo interminabile conflitto i Conti di Montemarte, e in particolare quelli del ramo di Corbara, ebbero un ruolo di grande protagonismo, quanto meno fino alla morte di Francesco di Montemarte-Corbara, nel 1400, l'autore delle pagine che seguono". Lo scrive nella presentazione del libro "Cronaca di Francesco di Corbara (1347 – 1400). La memoria di una famiglia operante nell'Italia Centrale del Trecento", pubblicato a gennaio di quest'anno da Aracne Editrice, lo storico del diritto e delle istituzioni Mario Ascheri.

Le pagine in questione sono 188 e appartengono al volume curato dal professor Sandro Tiberini, studioso della famiglia dei Conti di Montemarte che sarà presentato mercoledì 11 agosto, alle 18, a Monteleone d'Orvieto, in Piazza Garibaldi, in occasione della ricorrenza de "La Rimpatriata". Accanto all'autore, sono attesi gli interventi di Mario Squadroni, presidente dell'Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Giovanna Giubbini, soprintendente archivistica dell'Umbria, e Sergio Giovannini, presidente del Corteo Storico di Monteleone d'Orvieto.

E ancora Stefano Cappelloni, presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco “Franco Franchini”, e Donatella Garofani, alla guida dell'Associazione Nobile Casato dei Conti di Montemarte. "Questo libro di famiglia, tra i più notevoli prodotti nel Tardo Medioevo – spiegano gli organizzatori – unisce allo stile dimesso e pacato delle ricordanze di vita domestica la passione narrativa nell’evocare le vicende che segnarono profondamente lungo tutto il Trecento non solo la città e il territorio di Orvieto, ma anche in generale l’Italia centrale.

L’autore, esponente di primo piano dell’aristocrazia orvietana, fu partecipe da protagonista a molti degli eventi da lui narrati. Ciò fa sì che il quadro da lui tramandatoci di essi costituisca una preziosa testimonianza delle dinamiche che determinarono la transizione dalle istituzioni comunali alle signorie cittadine e agli 'stati regionali', con particolare riferimento ai domini temporali della Chiesa, dei quali Francesco fu strenuo fautore e difensore".

A ripercorrere la storia dei Conti di Montemarte, partendo da un libro del professor Sandro Tiberini in cerca di editore, a luglio 2018, era stata la giornalista Livia Di Schino che, sempre in riferimento a questo casato che ogni anno si contende il dominio del Castrum Montis Leonis con il Casato dei Conti di Marsciano a seguito della rievocazione storica che sfila per le vie del centro storico, aveva inserito Manfilia di Montemarte tra le protagoniste del convegno "Donne di potere tra il Medioevo e l'Età Moderna".