cronaca

Inaugurata la panchina gialla dedicata a Giulio Regeni nel piazzale della scuola

giovedì 15 settembre 2022

Una panchina gialla per ricordare la necessità di ottenere verità per Giulio Regeni, il dottorando dell'Università di Cambridge rapito a Il Cairo il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani.

È quella inaugurata nella mattinata di mercoledì 14 settembre a San Venanzo, nel piazzale antistante il plesso scolastico recentemente intitolato a Giuseppe Di Matteo, ucciso a San Giuseppe Jato l'11 gennaio 1996 da esponenti mafiosi nel tentativo di impedire che il padre, Santino, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso, collaborasse con gli investigatori.

Un gesto simbolico, ma carico di significato quello con cui l'Amministrazione Comunale ha voluto aprire l'anno scolastico per far consolidare nelle nuove generazioni i valori della verità e della giustizia, proprio dove l'insegnamento è protagonista.

All'annunciata cerimonia hanno preso parte, oltre ai cittadini, anche alcuni rappresentanti regionali di Amnesty International, l'organizzazione non governativa impegnata nella difesa e nella promozione, in maniera indipendente e imparziale, del rispetto dei diritti umani e nella prevenzione di specifiche violazioni.

Queste le parole del sindaco, Marsilio Marinelli, per dimostrare la vicinanza - propria e dell'intera cittadinanza - alla madre del ragazzo, dopo il ringraziamento che lei stessa ha voluto rivolgere sui social alla comunità in occasione dell'inaugurazione:

"Sono un uomo delle istituzioni, ma di fronte alla brutale arroganza del potere egiziano provo un'avversione totale. Al tempo stesso provo disagio nel vedere l'insufficienza della nostra azione diplomatica, che non riesce ad assumere iniziative forti nei confronti dell'Egitto, sopraffatta dagli interessi economici.

Le sono vicino come uomo e come istituzione in questa battaglia di verità e di giustizia. Lo dobbiamo a quel ragazzo splendido, al suo Giulio. Al suo, al vostro fianco. Un abbraccio forte e sincero. Se vorrà saremmo felicissimi di avervi nel nostro comune".