cronaca

Cerimonia al Polo Scolastico di Ciconia, intitolata "Piazza Emanuele Petri"

venerdì 16 ottobre 2020
Cerimonia al Polo Scolastico di Ciconia, intitolata "Piazza Emanuele Petri"

"Piazza Emanuele Petri". Così recita la targa scoperta venerdì 16 ottobre nel piazzale del Polo Scolastico di Ciconia che, come annunciato, da oggi porterà il nome del sovrintendente della Polizia di Stato, medaglia d’oro al valore civile, ucciso nel 2003 da due terroristi, mentre era in servizio su un treno a Castiglion Fiorentino. Partecipata e a tratti commovente la cerimonia svoltasi alla presenza del capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza, Franco Gabrielli.

L’iniziativa, promossa dal sindacato di Polizia Coisp e ricordata dall'annullo filatelico emesso da Poste Italiane, ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e provinciali, dei familiari del poliziotto ucciso - in particolare la moglie Alma Broccolini e il fratello Leopoldo - e degli studenti degli istituti superiori cittadini che hanno parlato del significato che, da oggi in poi, avrà per loro quella stele benedetta da don Stefano Puri, vicario del vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, in quella piazza, di fronte alla loro scuola.

I partecipanti sono stati accolti dalle note dell’Inno d’Italia suonato dalla Fanfara della Polizia di Stato e dal saluto iniziale del segretario generale e del segretario nazionale del Coisp, Domenico Pianese e Stefano Spagnoli. Tra i presenti il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, il questore, Roberto Massucci, il vice presidente della Regione, Roberto Morroni, il presidente del Consiglio Regionale dell'Umbria, Marco Squarta, il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi e il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani.

Al capo della Polizia il pittore Ercole Furia ha donato una sua opera appositamente realizzata per l’evento. Al suo arrivo ad Orvieto, in prima mattinata, il prefetto Gabrielli ha visitato il centro cittadino, sostando davanti al Duomo, per raggiungere a piedi il Commissariato di Pubblica Sicurezza, in Piazza Cahen, diretto dal vice questore, Antonello Calderini, dove ha incontrato tutti i poliziotti in servizio in città, ai quali ha rinnovato l'apprezzamento per l'impegno, ricordando loro il significato di questo lavoro.

"Noi - ha spiegato  - esistiamo soltanto perché siamo al servizio delle comunità la cui sicurezza ci è stata affidata". "Emanuele Petri - ha detto il presidente della Provincia, Giampiero Lattani - rappresenta il simbolo della lotta al terrorismo e della sua sconfitta ed è un esempio per le giovani generazioni in cerca di valori, confronto e senso di appartenenza che non possono trovare sui social network. Questo luogo dove è stata issata la stele in sua memoria è un’area di passaggio verso il parco urbano.

Ed è un monito costante ai giovani che hanno avuto la fortuna di non vivere quei terribili anni di piombo, ma è anche luogo simbolico per eccellenza perché Petri rappresenta idealmente la difesa della democrazia e delle libertà civili che lui, con il suo sacrificio, ha difeso strenuamente fino a perderne la vita. Tanti dopo di lui hanno deciso di entrare nelle forze dell’ordine per proseguire quel percorso e continuare quell’impegno.

Anche per questo i miei profondi ringraziamenti vanno al capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, che ultimamente è stato molto presente da noi, al questore di Terni Roberto Massucci e a tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che sono state sempre molto vicine a noi sia per i problemi della pandemia che per gli episodi di cronaca che recentemente hanno visto Terni involontaria protagonista".

Il presidente, ringraziando anche il Consiglio Provinciale per la condivisione unanime dell’iniziativa, ha poi sottolineato la completa sintonia con il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, per l’intitolazione del piazzale e ha ringraziato sentitamente i familiari di Petri. "La loro presenza - ha detto - ci onora e ci ricorda la grande figura di Emanuele, uomo che il giorno del suo assassinio non doveva nemmeno essere al lavoro ma decise di cambiare turno per stare vicino ad un collega gravemente malato. Questa è la grandezza dell’uomo e il simbolo per le generazioni a venire".

Queste, invece, le parole del sindaco, Roberta Tardani. "Do il benvenuto al capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, che oggi ci onora della sua presenza, saluto tutte le autorità civili e militari presenti, le dirigenti scolastiche e gli studenti degli Istituti superiori della città e li ringrazio per la loro partecipazione, ma consentitemi un saluto e un abbraccio particolare ai familiari del sovrintendente e medaglia d’oro al valore civile Emanuele Petri, la moglie Alma e il fratello Leopoldo.

E’ per lui, per onorare la sua memoria, che oggi siamo qui, ma siamo qui anche per noi, per i nostri giovani oggi rappresentati dalle ragazze e dei ragazzi degli istituti superiori di Orvieto. Il luogo che è stato scelto per ricordare Emanuele Petri, un polo scolastico, non è casuale ma ha un alto valore simbolico. Un appuntamento che aspettavamo da tempo ma che vorrei non rimanesse una semplice cerimonia. Vorrei che rappresentasse qualcosa di più significativo soprattutto per i più giovani, perché è la testimonianza di un servizio alto e generoso, del senso del dovere che ognuno di noi deve saper esprimere nel quotidiano come nella professione, della dedizione ai propri valori, del modo più giusto di agire.

La volontà di dedicare un luogo alla memoria di questo servitore dello Stato risale al giugno del 2017 quando il Consiglio Comunale di Orvieto votò all’unanimità la proposta del segretario nazionale del sindacato di Polizia Coisp, Stefano Spagnoli, di intitolare uno spazio della città nel ricordo di Emanuele Petri. In quell’occasione la massima assemblea cittadina ribadì come il principio della legalità quale forma di tutela della democrazia e della libertà si può tramandare alle nuove generazioni anche attraverso il ricordo di chi sacrifica la propria vita per la sicurezza degli altri". 

"Sono sindaco da un anno - ha aggiunto - e durante questo periodo, reso difficile dall’emergenza sanitaria, ho potuto constatare la straordinaria importanza del ruolo che le Forze di Polizia rivestono in termini non solo di sicurezza ma di sostegno alla popolazione. Abbiamo lavorato per mesi di concerto per gestire il momento più difficile della nostra storia e ho potuto ammirare l’alto valore del loro impegno. Mi sono sentita molto confortata dalla loro presenza e ritengo che meritino tutto il nostro rispetto e la nostra più alta considerazione. 

Oggi qui ricordiamo un servitore dello Stato, Emanuele Petri, e i servitori dello Stato come lui lasciano il segno di un impegno rigoroso e generoso. Ricordando il loro sacrificio rafforziamo il senso della nostra memoria che deve aiutarci a costruire persone e azioni migliori, a saper distinguere ciò che è bene da ciò che non lo è e ad evitare di ricadere in momenti che procurano dolore e sofferenza e strappano via uomini e donne di valore all’amore delle propri cari. Mi auguro che tutti i giorni passando da qui le nostre ragazze e i ragazzi riconoscano in questo luogo il simbolo della legalità, della sicurezza e della vita". 

Era il 6 giugno 2017 quando il Consiglio Comunale di Orvieto votò all’unanimità la proposta del segretario nazionale del Coisp, Stefano Spagnoli, di intitolare uno spazio della città nel ricordo di Petri. In quell’occasione la massima assemblea cittadina ribadì come il principio della legalità quale forma di tutela della democrazia e della libertà si può tramandare alle nuove generazioni anche attraverso il ricordo di chi sacrifica la propria vita per la sicurezza degli altri. Apprezzata anche l'iniziativa di Poste Italiane che ha attivato un servizio filatelico temporaneo con bollo speciale con la dicitura “Emanuele Petri, sovrintendente Polizia di Stato. Commemorazione e intitolazione".