Calcio, il punto sulla 36esima giornata di Campionato di Serie A

L’Inter prosegue i festeggiamenti passeggiando su una Lazio già proiettata alla sfida di mercoledì, quando le due squadre si ritroveranno una di fronte all’altra nella finale di Coppa Italia. Questa gara può essere considerata una sorta di trailer della finale imminente, anche se in campionato entrambe avevano ormai poco da chiedere: i biancocelesti sono fuori dalla corsa europea da tempo, mentre l’Inter ha conquistato lo scudetto appena una settimana fa. Il tricolore, però, non ha lasciato nei ragazzi di Chivu alcun senso di appagamento. Al contrario, la squadra ha mostrato ancora una volta fame, intensità e voglia di vincere, travolgendo una Lazio mai realmente in partita.
Lautaro continua ad aggiornare il proprio bottino nella classifica marcatori e, a due giornate dal termine, è ormai vicinissimo alla conquista della Scarpa d’Oro. Intanto Sucic si conferma una vera pepita d’oro: dinamico, tecnico e già decisivo, sembra il perfetto erede di Mkhitaryan, pur avendo caratteristiche differenti. A completare il tris ci ha pensato Thuram che, al netto degli infortuni, si è confermato una risorsa fondamentale nel corso della stagione.
Il Napoli cade ancora e, complice il successo della Juventus, vede scricchiolare la propria posizione nella corsa alla prossima Supercoppa in Arabia Saudita. Antonio Conte, ormai separato in casa, sembra aver staccato la spina da diverse giornate, trascinando con sé una squadra che pare aver smarrito gli stimoli necessari per incidere sulla classifica.
Il match con il Bologna si è rivelato una vera girandola di emozioni: i rossoblù sono scappati sul doppio vantaggio, ma hanno subito il ritorno dei partenopei grazie alle reti di Di Lorenzo e del talento brasiliano Alisson Santos. Proprio quando il pareggio sembrava scritto, è arrivata la beffa finale firmata da Rowe.
Il numero elevato di gol segnati certifica la fragilità strutturale delle due difese, ma sottolinea anche la grande vena realizzativa dei reparti offensivi. In questo contesto, sono stati proprio gli esterni d'attacco a fare la differenza da entrambe le parti, confermandosi i veri protagonisti di una sfida tanto spettacolare quanto amara per gli azzurri.
La Juventus scala posizioni e lancia un segnale di forza al campionato, espugnando il difficile campo del Via del Mare grazie a un gol lampo di Dusan Vlahovic, a segno dopo appena dieci secondi. Il centravanti serbo, al rientro dall’infortunio, ha alzato immediatamente i giri del motore, mostrandosi in una forma smagliante nonostante le delicate vicissitudini contrattuali e i dubbi che ancora avvolgono il suo futuro in bianconero.
Questa vittoria si rivela fondamentale per la corsa Champions: il successo permette infatti ai bianconeri di scavalcare Roma e Milan, accomodandosi su un preziosissimo terzo posto. Tuttavia, il traguardo non è ancora blindato: con un solo punto di vantaggio sulle inseguitrici a due giornate dalla fine, la squadra di Lucio dovrà mantenere la guardia altissima per non vanificare quanto costruito.
Il tecnico torna al successo puntando sui suoi marchi di fabbrica: rapidità e imprevedibilità sulle corsie esterne. Un ispiratissimo Conceição è andato più volte vicino al raddoppio, supportato da un centrocampo fisico e dinamico, capace di ribaltare costantemente l’azione e creare superiorità numerica attraverso sovrapposizioni sistematiche. Una prova di maturità che scaccia le ombre e proietta la Juve verso un finale di stagione incandescente.
È crisi nera per il Milan di Max Allegri: un buio pesto che si riflette in una classifica diventata improvvisamente deficitaria. Solo pochi mesi fa, con i rossoneri ancora pienamente aggrappati alla lotta scudetto, nessuno avrebbe scommesso su un crollo così verticale, né sul fatto che a sole due giornate dalla fine il discorso qualificazione in Champions League potesse essere ancora aperto. In conferenza stampa, il tecnico ha provato a scuotere l'ambiente invitando tutti a guardare avanti e a dimenticare le ultime batoste, nel disperato tentativo di non compromettere del tutto questo finale di stagione.
La tifoseria, calda come il diavolo, non accetta passivamente questo declino: continuano infatti le feroci contestazioni verso la società e, soprattutto, verso Rafa Leao. Il portoghese è finito nuovamente nel mirino dei sostenitori, accusato di non riuscire mai a incidere davvero e di sprecare il proprio talento a causa di una cronica svogliatezza e incostanza.
Il match contro la dea è stato lo specchio fedele di questo momento difficile: i rossoneri sono entrati in campo troppo tardi, lasciando che l’Atalanta dominasse il gioco per quasi settanta minuti. Inutile si è rivelato il ritorno di fiamma nel finale, quando Allegri ha provato a dare una sterzata con i cambi: una reazione tardiva che non è bastata a raddrizzare una partita ormai compromessa.
"Sogna, ragazzo, sogna" cantava Vecchioni, e Gasperini un "ragazzo" con qualche decennio di esperienza sulle spalle può davvero permettersi di farlo in questo infuocato finale di stagione. Dopo il preoccupante crollo di metà marzo, segnato dalle tensioni e dai conflitti interni tra il Gasp e Ranieri, la squadra ha saputo rialzarsi con orgoglio, rimettendo nel mirino una qualificazione in Champions League che manca ormai da troppo tempo.
Adesso il derby si trasforma nel crocevia fondamentale per il ritorno della Roma nell’Europa che conta. L'ambiente giallorosso è elettrizzato, trascinato dall'entusiasmo per la clamorosa rimonta ottenuta al Tardini proprio nei minuti di recupero. In un match condito da una miriade di polemiche arbitrali, la Roma è riuscita a ribaltare il vantaggio del Parma firmato poco prima da Mandela Keita, strappando tre punti che valgono oro colato per il morale.
Questa vittoria pesantissima permette ai giallorossi di arrivare alla stracittadina di domenica con il vento in poppa, pronti a giocarsi il tutto per tutto in una sfida che profuma di storia e di futuro europeo.
Il Como non smette di sognare e, nel frattempo, celebra una storica prima qualificazione in Champions League al termine di una cavalcata che resterà negli annali. Cesc Fabregas è riuscito nell'impresa di plasmare un gruppo che, seppur sostenuto da una disponibilità finanziaria quasi illimitata, ha saputo bruciare le tappe passando dalla Serie B all'Europa che conta in soli due anni.
I calciatori possono ora festeggiare un traguardo leggendario, con la consapevolezza che questo percorso di crescita potrebbe presto proiettarli stabilmente tra le grandi potenze del calcio europeo. Ma l'ambizione non si ferma qui: dopo la vittoria esterna sul campo di un Verona che, nonostante la retrocessione già sancita, sta onorando il campionato vendendo cara la pelle, il Como ha messo nel mirino il sorpasso ai danni del Milan.
Approfittando del terreno perduto dai rossoneri nelle ultime giornate, i lariani puntano ora a chiudere la stagione in bellezza, alzando ulteriormente l'asticella di un'annata già di per sé indimenticabile. Una giornata storica, dunque, con la lotta champions che si fa sempre più serrata ed equilibrata: Roma e Como sono tornate in corsa, mentre il Milan adesso riescono a seriamente di finire fuori dalle prime quattro. Saranno crocevia per la classifica finale, a questo punto, le prossime due giornate.
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