Calcio, il punto sulla 33esima giornata di Campionato

A questo punto i giochi sembrano ormai fatti: l’Inter è a un passo dalla conquista matematica del suo 21° scudetto. Una cavalcata straordinaria quella guidata da Cristian Chivu, che arrivato tra lo scetticismo generale, ha saputo imporsi con discrezione, sorprendendo tutti grazie alle sue idee e al suo carisma.
Dopo la pausa per le nazionali, la squadra ha cambiato decisamente marcia. I numeri parlano chiaro: 12 gol segnati nelle ultime quattro partite, a testimonianza di un attacco in stato di grazia. Qualche sbavatura difensiva resta, ma la produzione offensiva ha compensato ampiamente, portando punti pesanti.
Nella sfida contro il Cagliari, una delle ultime tappe verso il traguardo finale, sono andati a segno Marcus Thuram, apparso finalmente ristabilito dopo l’infortunio, insieme a Piotr Zieliński e Nicolò Barella, entrambi ritrovati sotto il profilo tecnico e mentale. Il Milan torna al secondo posto grazie a una vittoria preziosa contro il Verona, un successo che permette a Massimiliano Allegri di tirare un sospiro di sollievo dopo un periodo segnato da risultati negativi e da una pressione crescente.
Una vittoria che pesa relativamente poco nella corsa al titolo, con l’Inter ormai vicinissima dalla matematica conquista dello scudetto, ma che ha un valore enorme in ottica Champions League, consolidando la posizione dei rossoneri nelle zone alte della classifica.
Da segnalare il ritorno al gol di Adrien Rabiot, che interrompe un digiuno durato diverse giornate e ritrova fiducia con una rete decisiva. Ottima anche la prova collettiva: il blocco difensivo ha offerto solidità e compattezza, mentre il centrocampo ha garantito equilibrio, fungendo sia da filtro efficace davanti alla difesa sia da motore per rapide ripartenze.
Svanisce il sogno scudetto per il Napoli. Nelle ultime giornate si era accarezzata l’idea di una rimonta straordinaria, ma ormai i giochi sono fatti. L’ennesima sconfitta casalinga, accompagnata dai mugugni del pubblico del Maradona, ha acceso malumori e interrogativi all’interno della tifoseria.
La squadra è apparsa spenta e poco reattiva di fronte a una Lazio ben organizzata, guidata dall’ex allenatore partenopeo Maurizio Sarri, che con esperienza e pragmatismo ha subito indirizzato la gara. Gli ospiti hanno creato numerose occasioni da gol, mentre la difesa azzurra ha mostrato grandi difficoltà nel chiudere gli spazi e contenere le imbucate centrali.
Senza un Milinković-Savić in giornata di grazia, pronto a vestire i panni dell’eroe, la partita avrebbe potuto trasformarsi in una vera e propria goleada. La Juve alza l’asticella e aumenta il margine sulla quinta in classifica, consolidando il suo posto in zona Champions. La vittoria contro il Bologna la conferma come la miglior squadra per punti fatti nell’ultimo periodo e dimostra quanto di buono stia facendo Spalletti. È davvero lui l’uomo giusto per far uscire definitivamente la Juve da questa “banter era”, vissuta comunque da Signora senza mai uscire quasi dalle prime quattro?
Intanto i bianconeri si godono il quarto posto e un finale di stagione in crescendo. Contro il Bologna si è vista tutta l’organizzazione tattica di Spalletti: idee chiare su come arrivare al gol, sia con i cross dal fondo sia con ripartenze rapide e verticali. Questa Juve sta trovando la sua identità migliore e non ha nessuna intenzione di fermarsi.
Continua a perdere il Como, ormai entrato in un vortice di risultati negativi da cui fatica a uscire. I lariani sembrano soffrire di vertigini: non sono storicamente abituati a lottare per posizioni così nobili della classifica. La sconfitta con il Sassuolo non pregiudica l’intero campionato, ma rallenta notevolmente la corsa dei comaschi verso la qualificazione in Champions League.
Nonostante ciò, il margine sul Bologna resta rassicurante: servirebbe un’impresa al contrario per non vedere il Como di Cesc Fàbregas esordire nella prossima stagione in una competizione europea. La difesa però scricchiola. Sono i rischi di giocare con tanti giovani e di costruire sempre la manovra dal basso: i due gol del Sassuolo nascono proprio da incertezze difensive e ripartenze fulminee. I capovolgimenti di fronte rapidi hanno innescato gli scatti di Nzola e Volpato, entrambi autori di due reti di pregevole fattura.
In un momento delicato per la Roma, con il clima teso in dirigenza tra Gasperini e Ranieri, i giallorossi ottengono un pareggio contro la Dea. Un risultato non del tutto positivo, nonostante una prestazione incoraggiante, che però allontana la Lupa dalla zona Champions.
Questa volta il gioco di Gasp ha funzionato alla grande proprio contro la squadra che lo ha lanciato ad alti livelli e lo ha fatto diventare l’allenatore che è oggi. I continui appoggi su Malen e la salita repentina dei braccetti, che si sganciano quasi da attaccanti aggiunti, sono stati la chiave tattica: un’arma letale contro l’Atalanta.
Bisogna però migliorare dal punto di vista difensivo. Troppo spesso i difensori, dopo essersi alzati in fase offensiva, faticano a rientrare, e uno Svilar apparso poco attento nelle ultime uscite non può sempre mettere una pezza. Per la Dea sfuma quasi definitivamente la possibilità di agganciare il quarto posto presidiato dalla Juve. Nonostante ciò, si può ancora puntare a raggiungere la Roma, che nelle ultime giornate avrà un calendario difficile, e provare a qualificarsi in Europa League.
Resta poi la Coppa Italia che, in caso di vittoria, consentirebbe all’Atalanta di accedere direttamente ai gironi di Europa League. Altrimenti ci si dovrebbe accontentare di un posto in Conference che, tutto sommato, vista la partenza a rilento, sarebbe comunque un risultato positivo.
Contro la Roma la Dea è stata attenta, evitando errori difensivi e facendosi punire solo sul gol del pari di Hermoso. Le transizioni offensive restano un’arma letale, ma contro una Roma così attenta è stato difficile andare a segno, nonostante i numerosi tentativi da fuori area finiti spesso fuori dallo specchio. La prossima giornata dunque. potrà essere cruciale per l’Inter che con un punto ai aggiudicherebbe lo scudetto e per la corsa champions che rimane spietata ma si sta calmando con la Juve che sembra salda in quarta posizione.
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