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Staffetta dei Quartieri. All'ombra del Duomo si corre la 51esima edizione

giovedì 26 maggio 2016
di Davide Pompei
Staffetta dei Quartieri. All'ombra del Duomo si corre la 51esima edizione

Quattro quartieri. Dieci frazionisti, tra cui un master 40 e una donna. Mezzo secolo di vita, traguardato lo scorso anno con tanto di mostra commemorativa, annullo filatelico e l'irrinunciabile gara all'ombra della cattedrale, tenutasi eccezionalmente di pomeriggio. Torna, invece, nell'orario serale canonico e promette di far vivere la sua buona dose di emozioni all'intera città che, in festa, l'attende, la "Staffetta dei Quartieri" del 2016.

Edizione 51, in programma per sabato 28 maggio. Rinnovata, la locandina. Invariato, il percorso cittadino lungo circa 900 metri che attraversa Piazza Duomo, Via Soliana, Piazza Marconi, Via Cesare Nebbia, Corso Cavour, Via Duomo e di nuovo Piazza Duomo. Tracciato "rompi gambe e fiato" che curva davanti al Teatro Mancinelli e impenna dalla Torre del Moro al Duomo. Pronti a percorrerlo, forti delle cinque vittorie messe a segno negli ultimi cinque anni, i bianco-verdi dell'Olmo.

Si annunciano favoriti sebbene orfani del capitano Marco Settimi, dopo 16 presenze consecutive. Ritorno a casa giallo-blu, invece, per Alessio Stocchetti che in più di un'occasione ha fatto quella differenza funzionale alla vittoria per il S.Maria della Stella. Promette battaglia anche la squadra del Corsica che si presenta compatta e competitiva. Altrettanto agguerriti gli atleti del Serancia, capitanati da Luciano Fringuello e intenzionati a migliorare il terzo posto dello scorso anno. A scandire le operazioni di gara, al solito, la voce infaticabile di Carlo Moscatelli.

Manifestazione radicata, la Staffetta, legata a doppio nodo alla solennità del Corpus Domini, che unisce sport e tradizione popolare e che negli ultimi anni in particolare ha ritrovato smalto. Ad avviarla, per gioco, nel 1958 i sedicenni del Centro Turistico Giovanile, gruppo di ispirazione cattolica, con la benedizione del vescovo di allora, monsignor Francesco Pieri, per ripercorrere idealmente il tragitto compiuto dal Sacro Lino del Miracolo, da Bolsena a Orvieto.

"Il vescovo – ricordano i veterani – con la fiaccola portata dagli atleti, accendeva i ceri votivi della città nella Cappella del SS. Corporale. La reliquia veniva poi esposta all’adorazione dei fedeli. Non c’era ancora l’elemento dell'agonismo sportivo, ma lo spirito che si ritrovava in tutte le iniziative del Centro, il divertimento e la voglia di stare insieme, nella vigilia della festa.

Nel tempo è diventata una gara a tutti gli effetti, variando regole, percorso e composizione delle squadre. La sua essenza, però, è rimasta la stessa. Quella di una manifestazione che non avrebbe un cuore e un’anima se non fosse così legata alla città e alla festività del Corpus Domini. La Staffetta ha conservato intimamente quel legame imprescindibile con la festa.

Non è segno esteriore l’accensione del tripode. Anzi è proprio quello il legame, mai sciolto, con la prima Fiaccola della Verità. Altrettanto significativo il fatto che l'ordine di arrivo della Staffetta decreta anche quello di uscita dei singoli quartieri all'interno del Corteo Storico che sfila, come da tradizione, l'indomani".

Organizzata dall'associazione sportiva Libertas Orvieto d'intesa con l'Ufficio Sport del Comune e inserita nel programma dei festeggiamenti della Diocesi di Orvieto-Todi, la manifestazione si apre alle 21.15 con la Mini-Staffetta dei Quartieri, riservata ai bambini fino ad 11 anni. Seguono alle 21.40 la Staffetta dei Quartieri dei ragazzi delle Scuole Medie, realizzata in collaborazione con l'associazione Semaforo Verde.

Alle 22, in Piazza Duomo, fanno il loro arrivo gli atleti della Staffetta del Corpus Domini "Praga-Bolsena-Orvieto”, guidati da Ennio Colombini, giunta quest'anno alla sua decima edizione. Un quarto d'ora dopo, l'estrazione dei biglietti della lotteria abbinati ai quartieri e alle 22.30 viene sparato in aria lo start della 51esima Staffetta dei Quartieri, che tornano in pista. E lo sport, a dare spettacolo notturno.

Perché "quella sera sono molte le componenti che servono per la vittoria, non ultima la tattica di gara che gli anterioni sceglieranno nel disporre le proprie squadre e un pizzico di fortuna, sempre ben accetta".

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