sociale

Gli impegni dell'Asl al tavolo della Commissione temporanea di studio sulle liste d'attesa

venerdì 17 aprile 2015
Gli impegni dell'Asl al tavolo della Commissione temporanea di studio sulle liste d'attesa

"Alcune soluzioni sono già in campo, altre saranno prossime. Il problema delle liste d’attesa è quello che colpisce di più i cittadini, anche se esso ha valenze emotive. E’ un problema nazionale che in Umbria, le due USL hanno affrontato insieme. Per superare il problema abbiamo ragionato sul modello organizzativo scorporando le richieste in base al livello di esigenza. In alcuni casi per lo stesso esame ci sono più possibilità di prenotazione che variano da 3 a 180 giorni perché legati alla tipologia di urgenza. Siamo di fronte, infatti, ad alcune tipologie che vanno garantite entro le 72 ore, oppure entro i 10 giorni, o i 30 giorni, altre entro i 180 giorni".

Lo ha detto il drettore denerale della USL Sandro Fratini in occasione dell'audizione della neo-costituita Commissione temporanea di studio sulle liste d’attesa, riunitasi giovedì 16 aprile. "Ci siamo concentrati - ha spiegato - per creare una risposta adeguata per le fasce RAO che non possiamo lasciare scoperte. Nella nostra USL stiamo abbastanza bene con le risposte. Il problema vero lo abbiamo sulla fasce dei 180 giorni dove ci sono richieste di medici di medicina generale e specialisti. Va detto che alcune tipologie di esami sono legate alla tecnologia, che è un altro tema da affrontare con un percorso particolare. C’è però il problema della appropriatezza degli esami che vengono richiesti, che si affronta solo con la corretta informazione alle persone e con il ruolo del medico mediatore (l’80% di esami radiologici non servono esponendo il paziente a maggiore rischio)”.

“Potenziamo l’Ospedale in termini di servizi ne consegue la possibilità di aumento dell’utenza. Su richiesta della Regione Lazio, l’Umbria ha definito un protocollo d’intesa che, solo per essere stato annunciato, ha prodotto un incremento di utenza. Come USL ci troviamo con un aumento di 1,4 milioni di euro di entrate (di cui molti generati da Orvieto), molto al di sopra della nostra previsione ottimistica. Questione che da un lato dimostra che stiamo ingranando ma anche che occorre adeguare i servizi. Se dal canto suo il Lazio vuole evitare oneri economici, almeno invii altre risorse o il personale. Intanto stiamo già effettuando una serie di interventi che presuppongono un certo tempo e che agiscono sul versante ospedaliero e delle liste d’attesa, posto che dovremo trovare soluzione contro il consumismo sfrenato delle prestazioni. Ma è chiaro che le strumentazioni richiamano la domanda di prestazioni. Ci sono delle criticità oggettive su cui stiamo intervenendo, per altre ci vorrà più tempo. L’obiettivo comunque è quello di garantire tutte le prestazioni nei tempi necessari, e sicuramente la prestazione quella urgente va garantita nel tempo previsto dalle richieste mediche”.

Nel merito degli aspetti organizzativi è entrato, il dirigente Ermete Gallo: "Ci poniamo il problema - ha detto - di come garantire i servizi organizzando le risorse inquadrate nell’ottica della tutela della salute, ad esempio mantenendo fermi i percorsi sui programmi di prevenzione oncologica. Il percorso avviato dalla Regione e dalla nostra USL era quello del raggruppamento di prestazioni omogenee. I numeri riportati sulle tabelle pubblicate sul sito corrispondono a quello che i medici indicano, altra cosa è invece il Pronto Soccorso. Abbiamo sperimentato predisposto e sperimentato per primi a livello regionale il progetto ‘Stop alle Attese’, in base al quale il CUP unico provvede a ricollocare la prestazione.

Dobbiamo ricordare, infatti, che ragioniamo in termini di CUP regionale quindi il posto per l’esecuzione di una prestazione può essere trovato anche in altri presidi della regione. E’ evidente che cerchiamo di evitare grandi spostamenti soprattutto alla popolazione anziana cercando di verificare la disponibilità all’interno del CUP aziendale prima che in quello regionale. Altro elemento è l’appropriatezza delle prestazioni – è dimostrato che più ci sono, maggiore è l’abuso di prestazioni, sia per esami strumentali che di laboratorio; quindi il nostro obiettivo è quello di educare operatori e utenti a fare la cosa giusta al momento giusto. Nell’ultimo anno, la nostra capacità produttiva è stata: 730 mila prestazioni eseguite nel 2014, 64.000 quelle eseguite nei primi del 2015, con una proiezione 2015 finale di 776 mila. Mediamente 20 prestazioni l’anno riguardano i cittadini dell’orvietano.

Di queste prestazioni circa 153 mila attengono la diagnostica, corrispondenti a 4 prestazioni a testa, tra visite esami diagnostici (diagnostica per immagini, cardiologia, chirurgia). La nostra capacità produttiva è abbastanza strutturata e rispondente alle esigenze del territorio. Individuiamo la diagnosi nel modo più tempestivo possibile integrandola con i percorsi più adeguati verso Perugia, Terni, Foligno. Negli anni abbiamo cercato di ridurre molti esami di laboratorio, retaggio di abitudini inutili, riducendo di -10% gli esami di laboratorio per esterni, con un risparmio anche economico”.

“La medicina del territorio - ha aggiuto la dirigente Manuela Teresa Urbani - ha come mission la garanzia delle cure primarie e, relativamente alle liste d’attesa, ha dei distinguo in quanto l’accesso è diretto da parte dei cittadini e non prevede la prescrizione medica. I servizi ad accesso diretto sono il consultorio, il servizio di salute mentale e dipendenze, ecc. Sono nuclei di assistenza primaria che lavorano in sintonia con i centri di salute. Servizi che danno la garanzia di cure domiciliari compresa l’assistenza di fine vita. Queste attività dovute non sono soggette a liste di attesa.

Al momento, le liste d’attesa riguardano la logopedia che fa capo al servizio di neuropsichiatria infantile, dove registriamo oltre 700 casi di bambini con gravi difficoltà che hanno bisogno di essere migliorate prima dell’accesso alla scuola. La richiesta è tale che il servizio ha bisogno di essere implementato. Per la specialistica ambulatoriale ci avvaliamo di consulenze tramite il SUMAI. Per la diabetologia è stata riattivata l’offerta dei service per il monitoraggio della malattia, ovvero l’intero pacchetto di tutti i servizi necessari che, in un giorno, consento agli utenti di avere una risposta multidisciplinare. Una criticità riguarda anche la cardiologia, rispetto alla quale tramite SUMAI entro l’inizio dell’estate chiederemo ore di cardiologia”.

“Il territorio Orvietano presenta il più alto indice di invecchiamento dell’Umbria (il 2° distretto in Italia) – ha aggiunto - che porta con sé una maggiore esigenza di riabilitazione, garantita nell’arco massimo di 7 giorni con tutto il personale contingentato sia dentro che fuori dell’ospedale; avremo bisogno di un altro fisiatra. Il dipartimento di riabilitazione è venuto in soccorso e possiamo spostare il personale da un territorio all’altro, per questo abbiamo chiesto risorse ulteriori per implementarlo. Le urgenze vengono garantite, ma anche qui occorre ragionare sull’appropriatezza delle richieste. Infatti, tenendo conto dei cicli di cronicità sono stati attivati accordi con varie palestre per creare gruppi di ‘attività motoria adattata’ alle caratteristiche di ognuno che tende a snellire il lavoro rivolto a queste richieste. Un altro aspetto importante del distretto è quello della prevenzione e promozione della salute.

Con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione sono state avviate molte azioni con le scuole rivolte ai giovani. Per la prevenzione ci sono chiamate attive per la popolazione a target per i tumori del collo dell’utero, della mammella e del colon retto, quest’ultimo prevede l’arrivo diretto della provetta a domicilio delle persone. Già dalla vecchia USL n. 10 il nostro territorio è stato uno dei primi a livello regionale che ha creduto nel servizio di prevenzione creando una fidelizzazione che oggi è un patrimonio importante e che ci consente di operare una razionalizzazione rispetto a quello che spesso viene richiesto al di fuori dello screening. Il test mammografico infatti è altamente efficace e sensibile per l’accertamento. Lo stesso dicasi cosa per le colonscopie”.

In aggiunta, il Direttore Generale, Fratini ha precisato che: “le prestazioni si concentrano prevalentemente sulle persone anziane ma alcune situazioni necessitano effettivamente di un modello organizzativo diverso. Nella nostra USL è stato adottato il sistema della ‘presa in carico’ esteso poi a tutta la Regione, sistema che però è ancora poco conosciuto dalla gente. La ‘presa in carico’, nel senso che le richieste che non hanno avuto risposte in tempo reale vengono accumulate dalla USL che le affida ad un professionista esterno pagato dalla USL stessa (ad oggi per Orvieto 5 mila euro mensili sono pagati dalla USL per prestazioni aggiuntive di ‘presa in carico’).

Le criticità vere sono per le tecnologiche (endoscopia digestiva dove è maggiore la richiesta rispetto alla potenzialità oggettiva, i problemi li stiamo risolvendo con il percorso SUMAI, ma stiamo avviando comunque il concorso per gastroenterologo. Per il servizio di neuropsichiatria infantile, attiveremo una convenzione con il ‘Bambin Gesù’ di Roma ed entro il 1° giugno il Dr. Stortini sarà responsabile dei servizi complessivi dell’azienda e dei servizi di secondo livello.
Lo stato dell’arte rispetto alle tecnologie è che, entro quest’anno, avremo rinnovato tutto il parco macchine dell’Ospedale di Orvieto, è pronto il bando per l’acquisto della risonanza magnetica, strumentazione per la quale stiamo ragionando alla possibilità di attuare il sistema pubblico-privato per un utilizzo maggiore della macchina.

Prevista anche la sostituzione dell’ecografo della mammografia con aumento della risposta. Abbiamo attivato 20 giorni fa, il sistema di radiologia digitale dell’Ospedale di Orvieto che ha cambiato notevolmente la corretta leggibilità delle immagini, così come dobbiamo procedere alla sostituzione di due radiologi mancanti.  La questione della fisiatria è molto importante che ha registrato una storica carenza di servizi di neuro-riabilitazione e di lunga residenzialità nel territorio della USL. Concludo infine che la presunta mancata operatività della sala per la piccola chirurgia è legato solo alla presenza di una OSS attivata attraverso agenzia interinale per la pulizia della struttura. Relativamente alla sistemazione degli infermieri la priorità riguarda le ambulanze".

 

Ampia sintesi degli interventi dei membri della commissione è consultabile presso il sito del Comune, a questo indirizzo.

 

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