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Sicurezza stradale, verso la prima legge regionale. Vinti: non serve introdurre il reato di omicidio stradale

venerdì 3 gennaio 2014
Sicurezza stradale, verso la prima legge regionale. Vinti: non serve introdurre il reato di omicidio stradale

"L'Umbria sta dimostrando con i numeri e i fatti di essere capace di migliorare costantemente la sicurezza delle sue strade, di ridurre le vittime e il costo sociale degli incidenti stradali, ancora meglio di altre regioni italiane. La nuova legge regionale ci consentirà di disporre di maggiori strumenti e risorse per vincere la nostra sfida: non solo dimezzare il numero di morti e feriti sulle strade entro il 2020, ma soprattutto garantire una mobilità più sicura e sostenibile con ricadute positive sulla salubrità e l'efficienza economica e funzionale". L'assessore regionale alla Sicurezza stradale, Stefano Vinti, sintetizza così le finalità del disegno di legge regionale "Disposizioni per la sicurezza stradale", approvato dalla Giunta regionale e che ora prosegue il suo iter con l'esame da parte delle competenti Commissioni consiliari regionali, prima della definitiva approvazione in Consiglio regionale.

Nel 2012 gli incidenti stradali con lesioni a persone, rilevati in Umbria, sono stati 2.358, mediamente più di 6 al giorno, comportando il decesso di 50 persone e lesioni di diversa gravità in ulteriori 3400. Gli incidenti stradali nel 2012, in Umbria, rappresentano l'1,36% del totale nazionale, i morti l'1,4% e i feriti l'1,3%, percentuali al di sotto della "quota" di popolazione umbra sul totale nazionale. Rispetto al 2011, sono diminuiti sia gli incidenti (-17,4%) che il numero dei deceduti (-18%) e dei feriti (-16,6%).

"In Umbria la situazione è notevolmente migliorata - rileva Vinti - Secondo i dati Istat relativi al 2012, l'ultimo anno per il quale si dispone di statistiche ufficiali, il numero di morti è calato del 57,3 per cento a fronte di un dato medio nazionale del 48,5 per cento. L'evoluzione è largamente più soddisfacente di quella nazionale anche per il numero di feriti, scesi del 43,8 per cento a fronte del 29,1 per cento della media italiana. Di conseguenza, è più alta la percentuale di riduzione del costo sociale: meno 47,4 per cento per l'Umbria; meno 34,2 per cento in Italia".
Il livello di sicurezza stradale raggiunto dall'Umbria nel 2012 "non è altrettanto soddisfacente, anche se il tasso di mortalità per incidenti stradali in Umbria per la prima volta è più basso della media nazionale, con 5,7 morti ogni 100mila abitanti (la media nazionale è di 6,2) ed è più contenuto anche il numero dei feriti con 385 ogni 100mila abitanti in Umbria, 446 in Italia". Il costo sociale pro capite, che misura in modo ponderato morti e feriti, indica per l'Umbria un valore di 362 euro procapite, "sensibilmente inferiore al dato medio nazionale, che è pari a 414 euro pro capite, e che segna un forte progresso rispetto ai due anni precedenti collocando l'Umbria al settimo posto nella graduatoria delle regioni italiane".

Se si considera un altro importante indicatore dello stato complessivo della sicurezza stradale regionale, il "peso economico" dato dal rapporto tra il costo sociale generato dagli incidenti stradali e il Pil, Prodotto interno lordo, questo risulta leggermente più elevato che nel resto del Paese. Ciò determina "uno svantaggio competitivo rispetto alle regioni italiane o europee con i migliori livelli di sicurezza, con un peso economico aggiuntivo equivalente di 90-180 milioni di euro all'anno che gravano sul sistema regionale, in particolare sul sistema sanitario, su quello previdenziale e assistenziale, sui costi di produzione delle imprese, sulle spese sostenute dalle famiglie, per compensare i danni materiali e alle persone provocati dagli incidenti stradali".

Nella legge regionale che sta per giungere in porto, "indichiamo - sottolinea Vinti - i due assi ineludibili per ridurre più drasticamente il numero di incidenti stradali e garantire una mobilità sicura e sostenibile". Sono quelli della "programmazione di interventi coordinati volti ad aumentare il livello di sicurezza della rete stradale umbra, favorendo una più sistematica collaborazione intersettoriale e interistituzionale e nuove forme di partenariato pubblico-privato. Saranno finanziati anche con gli introiti delle sanzioni ai conducenti che infrangono il Codice della strada, e verranno individuati e messi in atto - spiega Vinti - dall'insieme di soggetti che esercitano il governo del sistema infrastrutturale e dei trasporti. L'altro asse è quello della diffusione sempre più ampia della cultura della prevenzione e dell'educazione alla sicurezza stradale".

Intanto sono già stati anticipati "alcuni capisaldi - rileva l'assessore - come la creazione della Consulta regionale per la sicurezza stradale e l'avvio di accordi con l'Anci Umbria, per il miglioramento dell'efficacia della spesa in sicurezza stradale con i proventi delle multe, e con l'Inail sulla incidentalità stradale nel tragitto tra casa e luogo di lavoro e negli spostamenti per lavoro". Nel disegno di legge, "un testo snello, in tredici articoli", attenzione particolare è riservata alle vittime, morti o feriti gravi, di incidenti, con la previsione di creare uno specifico fondo regionale e di incentivi per l'assunzione di persone con disabilità causate da incidenti stradali.

"Adesso puntiamo all'eccellenza: ridurre questo svantaggio e allinearsi con i livelli regionali di sicurezza stradale più elevati - afferma Vinti - è un impegno prioritario per la Regione Umbria, sia ai fini di tutela sociale e di protezione della sicurezza e del benessere dei cittadini, sia per la diminuzione dei costi sostenuti dal sistema regionale".
In coerenza con il quadro di iniziative a livello internazionale, europeo e nazionale, l'Umbria ha sviluppato e sta sviluppando diverse misure per il miglioramento della sicurezza stradale, a partire dalla partecipazione ai programmi di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale. "Con la prima legge regionale - sottolinea l'assessore - vogliamo creare un contesto più favorevole che da un lato riesca a valorizzare tutti i fattori e gli organismi che operano per la sicurezza stradale e dall'altro promuova e agevoli la collaborazione sulle linee di azione che si sono rivelate più efficaci".

Entrando nel dettaglio dell'articolato, l'articolo 1 definisce le finalità generali e indica i principi di riferimento dell'azione regionale: consapevolezza e responsabilità, informazione sulle maggiori criticità, analisi dell'impatto sulla sicurezza stradale degli interventi nel campo delle infrastrutture, dei trasporti e dell'educazione stradale.
L'articolo 2 indica le azioni prioritarie della Regione che vanno dalla pianificazione e programmazione alla promozione della cultura della sicurezza e dell'educazione stradale, dalla definizione di una procedura di valutazione di impatto alla promozione di accordi per migliorare l'efficacia della spesa alimentata con i proventi delle sanzioni per trasgressioni al Codice della strada. L'articolo 3 istituisce il Piano regionale della sicurezza stradale che prevede misure di incentivazione per interventi realizzati da soggetti pubblici o privati competenti in materia, azioni di indirizzo e coordinamento, interventi diretti della Regione.
Viene istituito il Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale ("Crums") che costruisce e gestisce il sistema informativo sulla sicurezza stradale, individua le situazioni di maggiore criticità, effettua il censimento degli interventi per la sicurezza stradale e ne valuta l'efficacia, elabora strumenti e supporti per individuare le priorità di intervento, propone nuove forme di raccordo e collaborazione per migliorare lo stato delle conoscenze e gli interventi. Al fine di promuovere la partecipazione e il coordinamento di soggetti pubblici e privati, viene istituita la Consulta regionale sulla sicurezza stradale, chiamata a esprimere pareri e proposte.

I componenti della Consulta, individuata dalla Regione come organo consultivo di riferimento, non percepiranno alcun compenso o rimborso. Verrà elaborato un Rapporto regionale sulla sicurezza stradale che sarà approvato dalla Giunta regionale e reso disponibile con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione.
Alla formazione alla mobilità sostenibile è dedicato l'articolo 7, in cui si delinea una strategia di sviluppo della educazione stradale per la popolazione in età scolare e prescolare. Prevista la creazione di aree e percorsi casa-scuola di elevata sicurezza per gli spostamenti a piedi o in bicicletta così come la possibile predisposizione di un libretto regionale dell'educazione alla mobilità sicura e sostenibile per assicurare una continuità formativa nel settore della sicurezza stradale.
Si istituisce inoltre la Giornata regionale della sicurezza stradale, in cui saranno organizzati convegni, manifestazioni e ogni altra attività per informare sullo stato della sicurezza stradale, le azioni per il suo miglioramento e i risultati raggiunti. È prevista una prima dotazione di 150mila euro per l'istituzione del Fondo per le vittime di incidenti stradali e una spesa di ulteriori 895mila euro, nei due anni successivi, per finanziare oltre al fondo le attività del "Crums" e le azioni per la mobilità sostenibile. L'ultimo articolo, infine, contiene gli impegni attuativi con i termini per l'adozione del Piano regionale della sicurezza stradale e del programma di attuazione della formazione alla mobilità sicura e sostenibile (entrambi entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale) e stabilisce la continuità dell'esercizio delle funzioni dell'attuale Consulta regionale sulla sicurezza stradale fino alla costituzione della nuova Consulta ai sensi della legge.

"È proprio di questi giorni - afferma inoltre Vinti - la proposta avanzata dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri di istituire l'omicidio stradale, una proposta che va nella direzione opposta in cui si muove, principalmente, il nostro disegno di legge regionale, cioè puntare sulla prevenzione degli incidenti stradali, investendo sulla messa in sicurezza delle infrastrutture e organizzando un sistema efficace di diffusione della cultura della sicurezza stradale, coinvolgendo il mondo della scuola e la popolazione in generale. Come è ormai dimostrato - sottolinea - non è la pena di morte che fa diminuire i delitti, così non sarà l'omicidio stradale a far diminuire i morti sulle strade. L'inasprimento delle sanzioni penali, seppur per un reato gravissimo ed odioso - prosegue l'assessore regionale - non avrà effetti concreti sulla sicurezza stradale. L'eccessivo ricorso al diritto penale ha l'unico effetto di intasare il sistema penale già al collasso, con milioni di processi arretrati, un sistema di prescrizioni che garantisce l'impunità a chi può permetterselo".
"Il ministro Cancellieri - dice ancora Vinti - ipotizzerebbe addirittura di obbligare il giudice a considerare dolosa una condotta colposa, pur sempre gravissima, stravolgendo alcuni dei più elementari princìpi del diritto. Di certo, l'omicidio stradale non servirà a far diminuire gli incidenti stradali causati da chi si mette alla giuda sotto l'effetto dell'alcol e di stupefacenti, anzi, potrebbe avere l'effetto contrario, di incoraggiare ulteriormente la fuga di chi causa un incidente".
"La sicurezza stradale - conclude Vinti - si garantisce con poderosi investimenti da destinare ai controlli, alle infrastrutture soprattutto e all'educazione stradale. Non servono scorciatoie populistiche e demagogiche".

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