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Femminicidio: dalle linee guida internazionali alle realtà locali. Realtà e prospettive. Sabato 18 dicembre a cura dell'Albero di Antonia

giovedì 16 dicembre 2010
Femminicidio: dalle linee guida internazionali alle realtà locali. Realtà e prospettive. Sabato 18 dicembre a cura dell'Albero di Antonia

L'Associazione l'Albero di Antonia continua la sua programmazione di iniziative pubbliche all'interno della Rassegna di "Venti Ascensionali" 2010/2011, con una riflessione sul "Femminicidio", oppressione che viola i diritti umani di metà della popolazione mondiale.

Il termine "femminicidio", utilizzato per la prima volta a metà degli anni '90 per la strage delle donne nella città di Juarez, a nord del Messico al confine con gli Stati Uniti, indica ogni atto di discriminazione e violenza fisica, psicologica, economica, culturale, politica, normativa, istituzionale, rivolta contro la donna "in quanto donna".  
L'esercizio di potere dell'uomo e della società esercitati complessivamente sulle donne per determinarne il comportamento ed il ruolo alle loro aspettative costituisce l'humus del femminicidio; il permanere di questa oppressione è resa possibile dalle connivenze culturali e persino istituzionali. Tale neologismo è diventato una categoria di analisi sempre più utilizzata dalle sociologhe, criminologhe e antropologhe, ed ha assunto una rilevante carica di significato nelle riflessioni e nelle pratiche delle donne.

La prevenzione ed il contrasto alla violenza è tra le priorità degli organismi sovranazionali che negli ultimi 20 anni stanno emanando risoluzioni, convenzioni e studi guida per gli Stati nazionali.
La riflessione che l'Albero di Antonia propone partirà dagli impegni assunti in sede internazionale (Risoluzione ONU 1325, Trattato CEDAW) grazie al contributo di Luisa Del Turco, esperta di cooperazione, che aggiornerà sulla normativa e gli impegni assunti in sede internazionale e sul loro stato di attuazione in Italia alla vigilia dell'adozione di un nuovo importante strumento (Piano d'Azione Nazionale 1325) che rilancia l'impegno nella lotta contro la violenza sessuale nei contesti di guerra.
L'antropologa Michela Zucca, autrice di "Storia delle donne: da Eva a domani" condurrà il pubblico nei possibili scenari futuri  che scaturirebbero da un cambiamento di paradigma, ossia dallo smantellamento della  struttura culturale e sociale del patriarcato. 
L'ampio panorama si concluderà condividendo l'esperienza del Centro d'Ascolto Antiviolenza di Orvieto gestito dall'Associazione Albero di Antonia, attiva dal 2005 sul territorio.

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