sociale

"Aggiungi un posto a tavola"... ed ecco in rete formazione, divertimento e solidarietà

lunedì 19 maggio 2008
di laura
Tante generazioni insieme, in un lavoro che si è protratto sette intensissimi mesi, per realizzare uno spettacolo di grande effetto e godibilità e, soprattutto, tale da lanciare messaggi positivi, sia nei contenuti che nella destinazione dell’incasso della serata di sabato 17 maggio organizzata dall'AIRC, devoluto interamente all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro grazie alla generosità degli sponsor che hanno ricoperto le spese relative alla location del Teatro Mancinelli, ai permessi e all'organizzazione generale. E’ questo il senso – ma non il solo – del progetto in rete che vede insieme a Orvieto la Scuola secondaria di primo grado “Scalza Signorelli”, il Liceo Scientifico “Ettore Majorana” e l’Università delle Tre Età: un progetto di musical che, dati i soggetti coinvolti, non si limita, nella sua ricaduta, al territorio orvietano, ma si allarga anche a quello comprensoriale. Lo scorso anno il folto gruppo si era cimentato in un entusiasmante “Tutti insieme appassionatamente”, per proseguire a dar vita quest’anno, con i vecchi e i nuovi protagonisti, a uno smagliante “Aggiungi un posto a tavola”. Responsabile del progetto la Prof.ssa Paola Cecconi, coadiuvata dal collaudato staff delle colleghe Rita e Lucia Custodi e Fabrizia Mencarelli. Nata dall’ambizione della Preside dello Scalza-Signorelli, Prof.ssa Anna Maria Mezzacapo, di allargare e mettere a sistema quello che era il tradizionale spettacolo di fine d’anno della scuola, corredandolo di una più spiccata valenza educativa e formativa, l’idea ha raccolto la disponibilità del Dirigente del Liceo Scientifico, Prof. Franco Raimondo Barbabella. Si è così perfezionata in un progetto tra scuole di diverso grado, ancor più proiettato verso il sociale con il coinvolgimento dell’Università delle tre età e dell’Airc, condotte dall’entusiasmo e dalla determinazione delle rispettive responsabili, Maria Teresa Santoro e Giuliana Bianconi. Una sfida di non poco conto, vinta dalla professionalità e dall’entusiasmo degli insegnanti e dalla generosa energia dei più o meno giovani allievi protagonisti. Nulla da invidiare, infatti, a un musical da professionisti: belli, vivaci e impeccabili i costumi, a cui va indubbiamente buona parte del successo, dimostrato dal folto pubblico e dai numerosi applausi a scena aperta; bravi e disinvolti i protagonisti, tra cui spiccano, per padronanza della scena e per doti canore, Alessandro Capini nel ruolo di Don Silvestro, e Monica Cortoni in quello di un’irresistibile Consolazione; agili e armoniose le danzatrici, curate e di raffinato effetto le scenografie di Mario Marroni. E palese un generale agio tra gli interpreti, da cui emana il senso ulteriore del progetto: quello di comunicare benessere a chi vi partecipa, di sollecitare un sano e costruttivo divertimento. Chiaro e quanto mai attuale il significato della storia, e l’invito all’accettazione dell'altro, alla condivisione e alla comune progettualità. Forse quel secondo diluvio che Dio annuncia potrebbe non essere poi così remoto, in metafora, per questi tempi così individualisti e confusi, forse si rende di nuovo necessario il progetto di una comune arca, di un lavoro collettivo che, come quello del formicaio, sia fondante di un nuovo, migliore habitat. Forse nella dilagante paura del diverso, nei lucchetti delle sempre più diffuse diffidenze di questa nostra epoca, sempre più emerge la necessità di una mensa aperta alla quale non si abbia paura di aggiungere un posto; o, tra gli opposti poli del consumismo sfrenato e delle nuove povertà, quella dell'atto più umano e generoso di condividere il pasto. Il progetto teatrale che, dopo molto appassionato lavoro, si è concretizzato in due diverse serate di spettacolo – una ufficiale delle scuole, a cui ha presenziato anche l'Ufficio scolastico regionale, e una a favore dell'AIRC nazionale gestita dall'AIRC-Comitato di Orvieto – ha un costo di circa 12 mila euro. Anche il suo finanziamento mette in campo una vasta rete di soggetti, che vanno dalla Provincia di Terni, agli istituti coinvolti, alle famiglie degli alunni, a una larga serie di sponsor privati.

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