sociale

Immigrazione: 900mila euro della Giunta regionale per il IX programma annuale. Nel 2008 la nuova legge regionale sull'immigrazione

domenica 13 gennaio 2008
Sono circa 80mila gli immigrati regolari che, secondo le stime dell’ultimo Dossier Caritas/Migrantes, vivono in Umbria, quasi il 9 per cento della popolazione totale, il 2,7 per cento in più rispetto al dato nazionale. È volto a favorire la loro integrazione, intervenendo sulle difficoltà di inserimento nell’ambito di vita e di lavoro, il nono programma regionale annuale che, su proposta dell’assessore alle politiche sociali e abitative, Damiano Stufara, è stato approvato dalla Giunta regionale e che prevede risorse per quasi 900mila euro. Serviranno per realizzare progetti di accoglienza e inserimento scolastico degli alunni stranieri, progetti riguardanti le seconde generazioni di immigrati, per la diffusione e conoscenza della lingua italiana, il sostegno all’accesso all’alloggio, la mediazione culturale e l’inserimento lavorativo. “La Regione Umbria – sottolinea l’assessore Stufara - in questi anni ha dedicato particolare attenzione e destinato crescenti risorse agli interventi volti a colmare il divario derivante dalla condizione stessa di ‘migrante’ e alla costruzione di un progetto di convivenza tra cittadini italiani e immigrati. Anche in una regione accogliente più di altre, va tuttavia innalzato il livello qualitativo dei processi di integrazione. Sarà questa una delle priorità della nuova legge regionale sull’immigrazione, il cui percorso verrà avviato quest’anno, dedicato dall’Unione europea al dialogo interculturale”. Alla Regione Umbria è stata attribuita una quota del Fondo nazionale per le politiche sociali, nella quale viene definito lo stanziamento, pari a 550mila euro, da destinare alle politiche per l’integrazione degli immigrati. “Eccezionalmente”, per l’anno 2006, il ministero della Solidarietà sociale ha, inoltre, ripartito tra le Regioni e le Province autonome ulteriori risorse da destinare alla gestione del ‘Decreto flussi 2006’ e in particolare all’incremento delle misure di integrazione sociale. Alla Regione Umbria sono state assegnate risorse aggiuntive per oltre 307mila euro. La Regione ha confermato, inoltre, la scelta già effettuata nell’ambito dei precedenti Programmi, di indirizzare una quota delle risorse del Fondo sociale regionale verso progetti di innovazione nel campo dell'immigrazione. Delle risorse disponibili, circa 686mila euro sono stati ripartiti tra i dodici ambiti territoriali in base al numero di cittadini extracomunitari residenti e al rapporto tra questi e la popolazione locale. Sono tre i settori di intervento che sono stati individuati. Il primo è quello dei servizi per l’integrazione, rivolti alla generalità degli immigrati e in particolare ai nuclei familiari in condizione di stabile presenza sul territorio. Sono previsti corsi per l’apprendimento della lingua italiana e alfabetizzazione socio-linguistica per immigrati adulti, azioni di sostegno all’inserimento socio-lavorativo, alla stabilizzazione del lavoro precario, all’emersione di quello irregolare e alla creazione di nuove imprese. Inoltre sono ritenuti prioritari servizi di sostegno all’inserimento scolastico, vista la sempre maggiore presenza dei minori stranieri a cominciare dalla scuola primaria fino agli istituti superiori. Secondo gli ultimi dati forniti dal ministero della Pubblica istruzione, gli studenti stranieri iscritti in provincia di Perugia sono 9745 (il 10,8% del totale) e 2319 in provincia di Terni (l’8%). “La crescita vertiginosa dei giovani immigrati nei diversi livelli di istruzione – sottolinea l’assessore Stufara – costituisce una sfida inedita e richiede una programmazione didattica complessiva nell’ottica di una educazione interculturale che riguardi e integri la formazione di tutti gli allievi”. Nel primo ambito di intervento, sono ricomprese anche azioni volte a favorire l’integrazione delle donne e dei minori, così come informazioni e percorsi formativi su temi quali l’educazione alla legalità, i diritti e i doveri. Il secondo settore di intervento riguarda i servizi volti alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di marginalità e al recupero della devianza, con azioni per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali degli immigrati, informazione socio-sanitaria, centri di osservazione, informazione e di assistenza legale per gli stranieri vittime di discriminazioni per motivi razziali, etnici o religiosi. Con il terzo settore d’intervento, la Regione persegue l’obiettivo “strategico” di facilitare l’interazione tra cittadini italiani e immigrati. Tra le azioni prioritarie, sono individuate l’utilizzo di mediatori culturali in strutture pubbliche e private con “ruoli cerniera”, informazioni e percorsi formativi per operatori delle strutture pubbliche e private, raccomandati in particolare nei settori scolastico, sanitario, amministrativo, delle forze dell’ordine. Inoltre, sono previste iniziative culturali, sociali, ricreative per promuovere opportunità di incontro e favorire la conoscenza di altre culture, studi e ricerche sull’immigrazione. La Regione Umbria ha, inoltre, destinato 30mila euro alla prosecuzione del progetto “Immigrazione in rete: comunicare per integrare”, che si avvale del sito web www.immigrazioneinumbria.it per condividere informazioni, notizie, aggiornamenti sulla normativa e sui servizi e lo scambio di saperi ed esperienze.

Commenta su Facebook