sociale

Al via la 3° Festa dei Gruppi AMA del Comprensorio Orvietano. Dal 15 al 17 giugno

giovedì 14 giugno 2007
Anche quest’anno l’Associazione Orviet’AMA, che raccoglie i gruppi di Auto Mutuo Aiuto del comprensorio orvietano, organizza, in collaborazione con il Ser.T e l’Ufficio della Cittadinanza dell’A.T. n. 12, “Festa con noi”, l'atteso momento di incontro in cui i gruppi testimoniano la loro forte presenza sul territorio. I Gruppi di Auto Mutuo Aiuto del comprensorio orvietano nacquero nel 1995 dalla condivisione di un gruppo di persone di alcuni disagi, come integrazione alle risposte istituzionali sociali e sanitarie e dal novembre 2005 si sono costituiti in associazione. La filosofia dei gruppi è perciò quella della condivisione delle esperienze attraverso il confronto come principio della mutualità e del fare insieme. La loro esperienza si è rivelata molto importante per coloro che ne fanno parte e per questo motivo ancora di più risulta doveroso dare visibilità ai gruppi ai quali, peraltro, si accede liberamente e gratuitamente e per mezzo dei quali si ha l’opportunità di riscoprire valori e risorse che a volte sembrano scomparsi. All’interno dell’iniziativa troveranno spazio momenti ludici, musicali, gastronomici e seminariali quali “L’auto mutuo aiuto incontra la psichiatria” e l’Interclub regionale dei CAT della Regione dell’Umbria. Interverranno tra gli altri il sindaco Stefano Mocio, l’assessore alle politiche sociali Cecilia Stopponi e l’assessore regionale alle politiche sociali Damiano Stufara. La festa, che ha il patrocinio del Comune di Orvieto, della Provincia di Terni e della Regione dell’Umbria, si avvale dei contributi della Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”, della “Cooperativa Luigi Carli” e del Cesvol / sezione di Orvieto oltre che delle risorse umane delle associazioni di volontariato del territorio orvietano. Dal 15 al 17 giugno in Piazza Fracassini/Area Mercato Coperto, saranno coinvolte tutte le realtà regionali dell’Amerino-Narnese, del Ternano, del Perugino e dell’Eugubino dove l’esperienza dei gruppi di auto-mutuo-aiuto è particolarmente vivace. L'iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede del SERT dall’assessore Stopponi, dal responsabile del SERT di Orvieto, Dr. Massimo Marchino e dalla Presidente dell'Associazione Orviet'AMA, Antonella Fortunati. “Intorno all’esperienza dei gruppi di auto-mutuo-aiutosi – ha dichiarato il Dr. Marchino – in tre anni è cresciuta la rete istituzionale e questo è importante perché conferma la tendenza di questi gruppi che si formano spontaneamente in base ai bisogni dei cittadini che sono i più diversificati e che, per tale natura, hanno una maggiore facilità di costruire percorsi culturali e di coscienza nella società. L’accesso ai gruppi è gratuito e spontaneo e ci sono gruppi AMA riferiti all’alcolismo, al tabagismo, alle tossicodipendenze, alla salute mentale di adulti e minori, alla disabilità, all’oncologia, alla psichiatria, ma anche alle esigenze dei genitori di figli adottivi. I gruppi AMA sono importanti perché si intrecciano con i servizi formali. La terza festa dei gruppi AMA, quest’anno sottolinea l’esigenza di una maggiore connessione fra i gruppi AMA e la Psichiatria - al CSM di Orvieto esiste il gruppo familiari di pazienti psichiatrici - di qui l’importanza di affrontare questa problematica comune, creando all’interno della Festa annuale dei gruppi una occasione ideale che è il convegno di apertura. Un altro appuntamento importante è anche quello di sabato 16 giugno con l’incontro dell’Interclub Regionale dei Club Alcolisti in Trattamento, nati circa 50 anni fa in Jugoslavia che hanno ereditato la pratica degli Alcolisti Anonimi ma hanno sviluppato il modello del coinvolgimento delle famiglie degli alcolisti che si mettono in gioco per aiutarli ad uscire dall’alcolismo modificando tante piccole abitudini quotidiane e concorrendo a ricreare intorno ad essi, la stima e la fiducia necessarie da parte della famiglia. In Umbria sono 35, di cui 2 ad Orvieto”. “La filosofia del gruppo AMA si basa sull’approccio solidaristico, collaborativo ed emotivo-affettivo. La condivisione del disagio che porta al superamento dello stigma e ad affrontare direttamente il problema è, infatti, il fattore essenziale – ha detto Antonella Fortunati, Presidente dell’Associazione Orviet’AMA. E’ bene sapere che i gruppi si manifestano alla città nell’appuntamento del festa annuale ma in realtà lavorano tutto l’anno su due livelli: il lavoro interno tra gli aderenti ai gruppi e il lavoro di comunicazione che si fa attraverso le Istituzioni, le Scuole e la realtà variegata del volontariato. Un momento importante nell’ambito della Festa dei gruppi AMA è quello delle testimonianze che sono emozionanti, toccanti e coinvolgenti ma che proprio per questo sono faticose per chi le vive in prima persona e che, proprio per questo, implicano attenzione e profondo rispetto”. “L’esperienza dei gruppi AMA si riconferma importante - dice l’Assessore alle Politiche Sociali, Maria Cecilia Stopponi – perché attraverso di essi emerge ed è ancora più comprensibile l’azione di servizi fondamentali ed importantissimi nell’ambito della tutela della salute. La comprensione del significato profondo di queste azioni, concorre a creare una comunità consapevole e in grado di agire all’interno di una rete sociale. La formula della festa dei gruppi AMA che quest’anno avrà una visibilità ancora più centrale per la sua collocazione a due passi da Piazza del Popolo, è un sistema per comunicare e aiuta a capire come, intorno a un dolore qualsiasi esso sia, c’è una grande voglia di comprendere e di vivere. La sfida dei gruppi AMA è quella di uscire dalla mentalità molto diffusa che i servizi sociali servono solo a chi ne ha bisogno. L’Amministrazione Comunale lavora quindi per il superamento del disagio e per la valorizzazione delle capacità e delle risorse dei cittadini con la finalità della crescita culturale; i cittadini, da parte loro, devono sapere che la città tutta lavora per sostenere la società nel suo insieme, una società complessa che richiede attenzione, ascolto, azioni concrete e mediazione culturale”.

Il programma

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