sociale

Conviviale d'eccezione del Rotary Orvieto: ospite d'onore la dott.ssa Rita Valecchi con un'interessante relazione sul futuro dell'Ospedale di Orvieto

venerdì 23 marzo 2007
di laura
Conviviale d'eccezione giovedì sera al Rotary club, che ha avuto come main guest la dott.ssa Rita Valecchi, il nuovo direttore sanitario dell'Unità Ospedaliera del Santa Maria della Stella; altri ospiti, alcuni medici del presidio ospedaliero, quali i dottori Blefari, Rosmini e Mancini, e il preside dell'Istituto d'Istruzione classica e artistica professor Scattoni con la signora. Ospiti anche alcuni giornalisti degli organi d'informazione locale. Il saluto del presidente Danilo Urbani, una cena raffinata e gradevolmente animata, e poi la dottoressa Valecchi, come è nella tradizione delle conviviali del Rotary, ha tenuto un'interessante relazione dal titolo “Ospedale di Orvieto: innovazione e progettualità” che, per gli stimolanti temi affrontati, ha suscitato un ampio e interessante dibattito. Solare e determinata, aperta e disponibile all'ascolto, desiderosa di relazionarsi agli altri e di trasmettere la sua entusiastica e ineccepibile professionalità, la dottoressa Valecchi è partita dall'antica storia del nostro Santa Maria della Stella - per lungo tempo dedito, come ogni ospedale medievale, ad opere benefiche sul territorio - per arrivare a mostrare che, nella nostra epoca di diagnostica e di medicina ad altissimo tasso di tecnologia e specializzazione, la grande scommessa è proprio quella di ritrovare il nesso relazionale tra Ospedale e territorio e diventare parte della vita sociale della comunità. La grande sfida, in sintesi, è quella di ritornare alla persona forti di quanto di manageriale e di scientifico l'era moderna ha apportato alla gestione e ai saperi. Del resto, è proprio il rapporto con la persona che il cittadino-paziente rivendica, dando ovviamente per scontate una gestione efficiente e l'ottima qualità delle prestazioni ospedaliere. Ma un'ottima struttura, secondo quanto la dott.ssa Valecchi ha illustrato, da sola non fa un nuovo e moderno ospedale. Occorre anche un cambiamento culturale, che appunto non veda il nocciolo della questione solo nella struttura e nell'efficienza, ma anche nella qualità dei servizi e della relazione, sia tra medici che tra medico e paziente, tenendo oltretutto presente che i bisogni sono, da paziente a paziente, diversi a seconda della persona. Una scommessa difficile, ma avvincente, che solo una formazione continua sul campo e la passione della propria mission possono far vincere. E Rita Valecchi sembra avere tutte le carte in regola per farcela. Inevitabili, nell'animato e interessante dibattito, i riferimenti diretti alla situazione del Santa Maria della Stella. La sua dotazione, sia di organico che di macchinari, non sembrerebbe così nera come la si dipinge; eccellente anche il livello di professionalità. Dal primo monitoraggio che la dott.ssa Valecchi ha potuto tracciare in questi due primi mesi di attività, il problema sembra essere più di organizzazione e di messa a rete delle risorse interne; e molto, anche a giudicare dai reclami che risultano all'URP e al Tribunale dei diritti del malato, di comunicazione relazionale. Una criticità vera, forse la più grave, appare quella delle lunghe degenze, determinate dai tempi dilatati di analisi e accertamenti che non sempre l'Ospedale è in grado di svolgere al suo interno, lunghe degenze che, specialmente se a carico di anziani, finiscono per causare patologie aggiuntive. Un fronte su cui operare è dunque, per la dott.ssa Vallecchi, quello della riduzione dei tempi di degenza, accompagnando le dimissioni con prestazioni a carattere domiciliare. E' invece un falso problema, secondo Rita Vallecchi, quello di considerare un disvalore i tempi ridotti di permanenza di medici e primari, per cui Orvieto è, date le sue dimensioni, inevitabilmente una tappa di una più ampia carriera. “L'importante – afferma la dottoressa – è fare di questo luogo di passaggio un centro di valida formazione permanente, così da garantire uno standard sempre alto di prestazioni e di servizi, tale da far diventare Orvieto una tappa appetibile anche per i medici. La cosa fondamentale, tuttavia, è recuperare il rapporto con il territorio”. “Orvieto del resto – ha affermato ancora Rita Vallecchi – esercita una grande attrazione a livello di immagine, anche nel campo medico, bisogna quindi farne un valore in più da giocare insieme ad altri”. Una mission non facile quella della dott.ssa Valecchi, intenzionata a far entrare anche l'arte e la cultura al Santa Maria della Stella, non solo per l'impatto lenitivo e curativo che le distrazioni positive hanno sui pazienti, ma per rendere l'Ospedale un pezzo a pieno titolo della vita della città. Due anni il tempo che ha a disposizione per ottimizzare i servizi del Santa Maria della Stella e ricostruirne l'immagine: una sfida che le è stata consegnata personalmente dall'assessore regionale Rosi, per cui le facciamo i nostri migliori auguri. Quanto al Rotary club, che come ad ogni ospite d'onore ha consegnato alla dott.ssa, in segno di ringraziamento e augurio, una litografia del maestro Livio Valentini, l'intenzione è quella di una conviviale a medio termine per valutare i risultati. Pubblichiamo in notizia correlata, per chi è interessato, la relazione integrale della dott.ssa Vallecchi e, di seguito, un suo breve curriculum.
Rita Valecchi Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1983 con 110 e lode, presso l'Università di Perugia dove, nel 1988, consegue il diploma di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva con orientamento in Igiene e Tecnica Ospedaliera, sempre con il massimo dei voti. Nel 1993 consegue il Master in Economia Sanitaria e il Master in Epidemiologia dei Servizi Sanitari, presso l'Università di Roma - Tor Vergata; nel 1998, presso l'Università Bocconi di Milano, il diploma in Management in Sanità. Nel 2004 ha conseguito il Diploma di Formazione manageriale per Direttore Sanitario di Azienda. Nel corso della sua carriera ha svolto numerosi incarichi direzionali in diverse strutture sanitarie pubbliche dell'Umbria, lavorando a importanti progetti di riordino strutturale e organizzativo, in particolare del Presidio ospedaliero di Foligno e del Policlinico di Perugia. Nel 1996 è responsabile della Direzione sanitaria del Presidio ospedaliero di Foligno. Nel 2001 è responsabile del progetto trasferimento al Polo Unico Ospedaliero e Universitario di Perugia. Dal 2003 è responsabile del controllo di gestione e di attuazione del PAL aziendale della ASL n.4 di Terni. Dal 1° gennaio 2007 sarà il nuovo Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di Orvieto.

La relazione della dott.ssa Valecchi: 'Ospedale di Orvieto: Innovazione e progettualità'

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