sociale

Dall'aula bunker della Corte d'Assise di Roma cinque ergastoli ai militari argentini. Ricordiamo le Madres del Premio ai diritti umani 'Città di Orvieto' 2006

giovedì 15 marzo 2007
di Cristiano Morsolin da selvas.org
Riceviamo da selvas.org, e volentieri pubblichiamo, la notizia dei cinque ergastoli ai militari argentini che è passata ieri e stamani anche sulle cronache nazionali. Ci sembra di interesse anche per Orvieto, considerando che nel 2006 è proprio alle madres argentine di Plaza de Mayo che è stato attribuito, per il loro coraggio e la loro attività, il Premio ai diritti umani "Città di Orvieto". Interessante, in correlata, anche l'intervista a Estela Carlotto, sempre di Cristiano Morsolin, nel 30° anniversario del golpe in Argentina. La foto è presa da www.selvas.org Ieri alle ore 17.00, presso l'aula bunker della Corte d'Assise di Roma, è stata pronunciata la storica sentenza di 5 ergastoli agli ex ufficiali della Marina argentina - Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz (conosciuto come "L'angelo biondo della morte"), Hector Antonio Febres, Antonio Vanek e Jorge Raul Vildoza - con l'accusa di omicidio volontario plurimo premeditato in relazione alla morte di tre cittadini di origine italiana, "desaparecidos" in Argentina negli anni della dittatura militare che governò a Buenos Aires tra il 1976 e il 1983. Mentre ai primi quattro la notifica dell'ergastolo si presume sarà loro notificata, essendo attualmente agli arresti domiciliari, all'ex ufficiale Vildoza viene attribuita in contumacia come latitante. Il Ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema - in una dichiarazione rilasciata al quotidiano argentino La Nacion - afferma che la richiesta di estradizione ora è importante perché una sentenza non è carta straccia. L'importanza della sentenza è sottolineata anche dalla presenza in Aula di rappresentanti del governo della Farnesina come Franco Danieli, vice Ministro con delega agli Italiani all’Estero e Donato Di Santo, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega per l'America Latina. L'argentina Estela Carlotto, coraggiosa Nonna di Plaza de Mayo, al pronunciamento della Corte dichiara: "Sono felice perché la giustizia universale impedisce l'impunità. Questo è un passo importante affinché si faccia giustizia: alle Abuelas e alle Mamme di Plaza de Mayo, questa sentenza da' più forza per continuare a lottare e costruire un'Argentina democratica e sovrana." La Carlotto continua: "Questi ergastoli sono importanti soprattutto per Jorge Raul Vildoza, ancora latitante. Propprio ieri abbiamo ritrovato l'87° nipote delle Abuelas..." L'emozione evidente non tradisce la lucidità della testimone storica che approfitta dell'occasione per sottolineare l'eccellente dialogo e collaborazione avuta con il nostro governo Prodi. In particolare il legale dell'accusa, l'avvocato Mandiga, ha chiesto al governo Prodi che chieda ufficialmente anche l'estradizione dei militari condannati nel primo processo dell'anno 2000, attualmente già passato ingiudicato. Subito dopo la lettura nell'aula bunker di Rebibbia della sentenza è stata organizzata una conferenza stampa presso il Palazzo della Provincia di Roma dove e sono intervenuti in video-conferenza dall'Argentina il Sottosegretario di Stato Argentino per i Diritti Umani Eduardo Luis Duhalde e il Ministro dell'Educazione Daniel Filmus. Dualde, che è stato testimone al processo, ha dichiarato l'emozione di questa storica sentenza, importante per la riparazione simbolica alle famiglie ma anche un contributo importante per la comunità giuridica internazionale. Il Ministro Filmus ha espresso le sue congratulazioni per il lavoro svolto che rappresenta un esempio chiaro di una giustizia possibile. Alla fine della conferenza stampa Estela Carlotto esclama: "Non esiste distanza tra Italia e Argentina nel festeggiare questo avvenimento storico: grazie Italia, perché hai dato l'esempio, per la seconda volta che è possibile una condanna in contumacia dei responsabili dei crimini." Continua con un'immagine: "che emozione nell'aula bunker di Rebibbia, con quelle celle vuote, simbolo dei responsabili del genocidio: è un trionfo universale per la giustizia e la verità." L'avvocato Mandiga conclude: "della sentenza colpisce che l'ESMA (famoso edificio adibito alle torture dalla dittatura, ora museo del ricordo - ndr) sia il segno dell'introduzione nel cuore della civiltà della Capitale Buenos Aires, delle Barbarie... Importante che attraverso questa sentenza siano stati dimostrati i Voli della Morte, utilizzati dai militari per la sparizione di migliaia di detenuti civili.

Il vizio della memoria. Da selvas.org intervista di Cristiano Morsolin alla nonna coraggio Estela Carlotto

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