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Quando la grappa diventa vino. Argillae e l'avventura imprenditoriale della Famiglia Bonollo

lunedì 17 giugno 2019
Quando la grappa diventa vino. Argillae e l'avventura imprenditoriale della Famiglia Bonollo

Produttori di grappa che diventano produttori di vino: questa è la storia imprenditoriale scritta dalla Famiglia Bonollo, da generazioni impegnata su entrambi i fronti con le aziende Distillerie Bonollo SpA e Argillae. Il Cavaliere del Lavoro Giuseppe Bonollo, discendente di una nota famiglia di distillatori che risale ai primi del ‘900, dopo aver realizzato la più grande distilleria vitivinicola d’Italia, era alla ricerca di un territorio altamente vocato per la produzione di vini di eccellente qualità. A metà degli anni ’80 quella zona ideale fu individuata nelle colline a nord di Orvieto, non lontano da Anagni e dalla sua distilleria.



Distilleria
che oltre alla produzione di grappe, brandy e liquori, estrae e valorizza tutti i sottoprodotti della vinaccia esausta: concimi, semi di vinacciolo, acido tartarico, biogas e da qualche anno a questa parte anche energia da biomasse, grazie ad un impianto di ultima generazione che con una potenza di 12 MW è tra i più grandi esistenti in Europa.

Argillae è il secondo sogno realizzato dal Cavalier Bonollo e dalla sua famiglia. La cantina è parte di una vasta tenuta di circa 220 ettari, che comprende vigneti, boschi e oliveti. I vigneti, che si estendono su pendici calcareo argillose ben esposte, si trovano ad un’altitudine di 300 metri sul livello del mare. I vitigni coltivati includono varietà autoctone, come Grechetto, Drupeggio, Malvasia, Verdello, Procanico e Montepulciano, e alcune varietà internazionali, come Chardonnay, Suavignon Blanc, Viognier, Merlot e Cabernet Sauvignon.

La produzione di Argillae è iniziata ufficialmente con la vendemmia 2005, grazie all’esordio di Orvieto, Grechetto e Sinuoso: i tre vini che rappresentano le radici storiche della cantina. Successivamente è stata la volta dei primi due cru aziendali: il rosso Vascellarus nel 2007 e l’Orvieto Classico Superiore Panata nel 2014.

In quegli anni, mantenendo sempre un forte legame con il territorio di appartenenza, l’attenzione di Argillae era rivolta quasi esclusivamente al mercato estero, dove tutt’ora gode di buona notorietà. Si è poi concentrata maggiormente sull’Italia e la zona di produzione a partire dal 2015, grazie all’ingresso della nipote Giulia. A lei è affidato oggi il compito di gestire in prima persona l’azienda, ed è con lei che sono recentemente nati Primo d’Anfora, bianco vinificato in anfore di terracotta, e Spumante Brut, Metodo Charmat spumantizzato in proprio. Due vini figli di una filosofia sempre più votata alla qualità, alla tipicità e all’originalità, che alimentano la passione di nonno Giuseppe e di un’intera famiglia, la Famiglia Bonollo.

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